27 gennaio 2017 ore: 11:42
Famiglia

Affido minori, tribunale di Bergamo: l'atto di diritto islamico vale anche in Italia

Una sentenza del tribunale di Bergamo stabilisce che l'affidamento secondo il diritto islamico e' equiparabile a quello previsto dal diritto italiano. Il giudice ha accolto il ricorso di una donna marocchina, alla quale ...

Bergamo - Una sentenza del tribunale di Bergamo stabilisce che l'affidamento secondo il diritto islamico e' equiparabile a quello previsto dal diritto italiano. Il giudice ha accolto il ricorso di una donna marocchina, alla quale l'Inps non aveva riconosciuto l'indennita' di maternita' dopo che aveva preso in affidamento una bambina a Casablanca, secondo le norme della Kafala. A differenza da quanto avviene in Italia, nel diritto islamico non e' prevista l'adozione ma un istituto giuridico diverso, la Kafala che e' di fatto un accordo stipulato di fronte a un giudice o un notaio in base al quale il minore viene affidato a una persona (kafil) che si prendera' cura di lui fino alla maggiore eta'.

"La Kafala e' il tipico atto di affidamento di diritto islamico- scrive nella sentenza il giudice Maria Vittoria Azzolini-, ed e' efficace nel nostro ordinamento ai sensi dell'articolo 65 della legge 218 del 1995 a norma del quale hanno effetto in Italia i provvedimenti stranieri relativi alla capacita' delle persone nonche' all'esistenza di rapporti familiari o di diritto della personalita' quando essi sono stati pronunciati dalle autorita' dello Stato". Anche la Cassazione, nel 2008 e nel 2015, ha riconosciuto il valore e la legittimita' della kafala."Questa bambina e' a pieno titolo inserita nella famiglia della donna marocchina- commenta l'avvocato Alberto Guariso che ha curato il ricorso-. Tanto che ha ottenuto il ricongiungimento familiare ed e' quindi in Italia perfettamente in regola. Non c'e' quindi motivo per non dare l'indennita' di maternita' che viene riconosciuta a ogni famiglia affidataria". (DIRE)

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