7 novembre 2015 ore: 18:42
Famiglia

Affido, un invito alle famiglie che vogliono accogliere bambini a “braccia aperte”

La campagna della regione Emilia-Romagna: nel 2014 erano 1.500 i bambini e i ragazzi in affidamento presi in carico dai servizi, in calo rispetto agli anni precedenti. Al via la campagna di sensibilizzazione. Gualmini: “Più coraggio e più slancio da parte di tutti”
Minori, affido, adozione, bambino riflesso su vetro

BOLOGNA – L’Emilia-Romagna sostiene l’affido dei minori e nei prossimi giorni partirà una campagna d’informazione per sensibilizzare i cittadini. “La Regione promuove l’affido familiare – afferma la vicepresidente di viale Aldo Moro, Elisabetta Gualmini – che è sottodimensionato in Emilia-Romagna rispetto all’affido in comunità: a braccia aperte proviamo a ribilanciare le cose”. All’inizio del 2014, in Emilia-Romagna erano 1.519 i bambini e i ragazzi in affidamento presi in carico dai servizi, in leggero calo rispetto agli anni precedenti. Il dato comprende sia l’affido a tempo pieno (82,1%) sia part-time. I minori residenti sul territorio regionale sono 712.298 e il tasso d’affido è di circa due minori ogni mille: nella maggior parte dei casi, si tratta di affidi su decreto del Tribunale dei minori. Il 67% di loro rimane in affido più di due anni. Le province che accolgono il maggior numero di bambini sono Reggio Emilia (258), Modena (231) e Bologna (171).

L’età dei ragazzi affidati a tempo pieno alle famiglie varia da zero (168) a 15 anni e più (377). Questo il quadro fotografato dalla Regione, che ha messo in piedi una campagna d''informazione sull’affido e l’affiancamento familiare (dal titolo “A braccia aperte”) in vista della Giornata internazionale dei diritti dell’infanzia, il prossimo 20 novembre. In quello stesso giorno è in programma, in Regione, un convegno sul tema dell’affido, mentre sabato prossimo, 14 novembre, in piazza Santo Stefano alle 10.30 è prevista una manifestazione per sostenere la campagna.

“Abbiamo bisogno di più coraggio e più slancio da parte di tutti – sostiene Gualmini in una nota – le famiglie si facciano avanti per sperimentare l’affido: ne potranno essere umanamente arricchite, oltre ad avere il privilegio di aiutare un bambino in difficoltà”. Gualmini invita ad abbandonare “la paura, il timore di essere inadeguati e la difficoltà che deriva dalla mole di impegni quotidiani”. Molti bambini, insiste, “hanno bisogno di famiglie e molte famiglie possono offrire molto ai bambini, anche solo per periodi temporanei”. Intanto il Garante regionale dei minori, Luigi Fadiga, ha incontrato a Roma Francesco Cascini, il nuovo capo del rinnovato Dipartimento per la giustizia minorile, per rappresentargli, anche come coordinatore dei Garanti regionali, l’andamento dei rapporti fra autorità giudiziaria e garanti. Fadiga, si spiega da viale Aldo Moro in una nota, è preoccupato per il “disinteresse del Governo e del legislatore per una revisione delle norme sul procedimento rieducativo, risalenti al 1934 e al 1955, e pertanto fonte di criticità processuali sostanziali e applicative”.

Inoltre, il Garante teme che “le norme contenute nel ddl governativo sulle sezioni specializzate per la famiglia non realizzino un adeguato bilanciamento tra criterio di prossimità e domanda di giustizia familiare, finendo per compromettere le esigenze di specializzazione nelle piccole sedi”. Dal canto suo, Cascini ha sottolineato la recente riorganizzazione del ministero della Giustizia. Con i nuovi poteri, il Dipartimento per la giustizia minorile ha competenza anche sulla “esecuzione di tutte le misure alternative e sanzioni sostitutive, sia per minorenni che per maggiorenni”. Ci sarà dunque “spazio per importanti sperimentazioni”. (Dire) 

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