30 settembre 2022 ore: 16:37
Società

Afghanistan. Attacco suicida in una scuola a Kabul, “una violenza inaccettabile”

Un attentatore avrebbe fatto il suo ingresso nell’istituto uccidendo la guardia all’entrata e dirigendosi in una classe dove avrebbe fatto detonare l’ordigno. I bilanci parlano di oltre 30 morti e più di 40 feriti. Emergency: “22 pazienti ammessi al nostro centro chirurgico per vittime di guerra”. Unicef: “La violenza all'interno o in prossimità di istituti scolastici non è accettabile”
Foto da Agenzia DIRE Afghanistan Emegency

È di 22 pazienti - di cui 18 ragazze - il bilancio delle ammissioni al Centro chirurgico per vittime di guerra di Emergency a Kabul a seguito dell’attacco suicida avvenuto questa mattina, 30 settembre, all’interno di un centro formativo privato di preparazione agli esami nel quartiere di Dasht-e-Barchi, a maggioranza hazara, nel distretto 13 della capitale. Sono già 11 gli episodi di mass casualty solo negli ultimi due mesi nell’ospedale di Emergency, 21 dall’inizio dell’anno
Secondo una prima ricostruzione delle autorità, l’attentatore avrebbe fatto il suo ingresso nell’istituto uccidendo la guardia all’entrata e dirigendosi in una classe dove avrebbe fatto detonare l’ordigno. I bilanci ufficiali parlano di oltre 30 morti e più di 40 feriti. 

“A seguito dell’esplosione di questa mattina abbiamo ammesso nel nostro Centro chirurgico per vittime di guerra a Kabul 22 pazienti, di cui 18 sono ragazze – spiega Dejan Panic, responsabile delle attività sul campo di Emergency in Afghanistan –. Le vittime hanno tutte un’età compresa tra i 18 e i 25 anni, e per la maggior parte sono ragazze che si trovavano in aula per sostenere un esame. Una di loro è arrivata già deceduta, un’altra è morta dopo l’ammissione. Solo negli ultimi due mesi abbiamo gestito nel nostro Centro 11 mass casualties, ovvero procedure di interventi di urgenza straordinaria in seguito ad esplosioni e attentati. E anche quotidianamente continuiamo a ricevere feriti da arma da fuoco, da proiettili a schegge, da arma da taglio, soprattutto coltellate, da esplosioni di mine e ordigni improvvisati. Nel Paese rimane una situazione di forte insicurezza e instabilità”.  

Dopo agosto 2021, infatti, sono continuati gli attentati nella capitale, in particolare attacchi terroristici ai danni di luoghi di culto e istruzione ad opera di gruppi armati o provocati da esplosioni di IED, Improvised Explosive Device, ordigni improvvisati. Secondo Unama, nel periodo compreso tra metà agosto 2021 e metà giugno 2022 sono state 2.106 le vittime civili (700 uccisioni, 1.406 feriti) di attacchi riconducili a gruppi armati. Emergency durante quest’anno ha gestito nel suo Centro chirurgico per vittime di guerra di Kabul 21 mass casualty per un totale di circa 300 pazienti.  
A distanza di un anno dall’abbandono delle forze internazionali e dall’instaurazione del governo talebano in Afghanistan, Emergency conta più di 16 mila ammissioni negli ospedali di Kabul, Lashkar-gah, Anabah; 3.000 ammissioni solo a Kabul, dove ancora per più del 90% si è trattato di vittime di guerra. Questi i numeri dei centri ospedalieri dell’associazione in un Paese che si trova ora vicino al collasso con più di 23 milioni di afgani a rischio di grave insicurezza alimentare, una crisi economica devastante, l’aumento della povertà, della criminalità e del bisogno di servizi essenziali. Ma Emergency rimane e continua il suo lavoro di cura per tutti.  

Lo sconcerto di Unicef

Con una nota, l'Unicef si dice “sconcertato dall'orribile attacco avvenuto questa mattina presto all'interno del Centro formativo Kaaj, nel distretto di Dasht-e-Barchi, a Kabul ovest, in Afghanistan”.  
L'organizzazione porge le sue più sentite condoglianze a tutte le famiglie colpite da questo terribile evento e augura una rapida guarigione ai feriti. “La violenza all'interno o in prossimità di istituti scolastici non è mai accettabile – afferma Unicef -. Questi luoghi devono essere paradisi di pace dove i bambini possono imparare, stare con gli amici e sentirsi al sicuro mentre costruiscono le competenze per il loro futuro. I bambini e gli adolescenti non sono, e non devono mai essere, l'obiettivo della violenza”.
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