26 marzo 2020 ore: 12:26
Salute

Africa, la pandemia potrebbe portare una nuova emergenza umanitaria

Nel continente casi in 40 stati su 54, il numero maggiore è segnalato in Sud Africa. "C'è solo un medico per 5 mila abitanti"
Foto: Who African Region (via Twitter) L'Africa si prepara al coronavirus

Uno dei grandi punti interrogativi sulla diffusione del coronavirus è quanto il contagio colpirà l’Africa. Al momento si registrano 2.400 casi, contro i 375.000 nel mondo (dati aggiornati al 25 marzo). La preoccupazione è molto elevata: l’esplosione della pandemia nel Continente potrebbe portare a un’emergenza di tipo umanitario e sanitario di grande portata. Per ora, quel che è certo è che l’economia è già stata colpita duramente a causa del rallentamento di quella cinese.

I dati. I paesi africani dove si sono registrati casi sono al momento 40 su 54. Stando ai dati dell’Africa Centres for Disease Control and Prevention i positivi sono 2.412. Il numero maggiore è segnalato in Sud Africa (709), seguito da Egitto (402), Algeria (264), Marocco (170) e Burkina Faso (114).

Prevenzione complicata. “Il miglior consiglio da dare all’Africa è quello di prepararsi al peggio e prepararsi sin da oggi”, aveva detto direttore generale dell’Oms Tedros Adhanom Ghebreyesus il 21 marzo, quando i numeri erano più contenuti. Ma mettere in pratica i consigli è più difficile che altrove. A partire dall’informazione, che fatica a raggiungere 600 milioni di cittadini che non hanno accesso all’elettricità. Passando per il distanziamento sociale nelle affollatissime baraccopoli. Ed arrivando al più semplice dei gesti, quello di lavarsi spesso, che può essere un’azione non praticabile dove l’acqua pulita è un bene troppo scarso.

Sistemi sanitari. “Nel continente c'è solo un medico per 5 mila abitanti. In Italia 20 e fino all'inizio dell'epidemia solo due laboratori attrezzati per fare i test diagnostici in tutta l'Africa subsahariana. Tradotto: i casi potrebbero già essere molti di più ma nessuno se n'è accorto. Quando saranno accertati, le possibilità di cura offerte dagli ospedali locali saranno minime”. A lanciare l’allarme lo scorso 11 marzo era Paolo Magri, direttore dell’Ispi. L’Oms dichiara che oggi ci sono 45 paese in grado di eseguire gli esami e 24 paesi stanno ricevendo i dispositivi di protezione.

Punto di forza. La presenza di altre malattie infettive in Africa potrebbe essere un vantaggio. “Già prima del Covid-19, nel 74% dei Paesi africani era previsto un piano per affrontare un’influenza pandemica. Ad esempio, l‘epidemia di ebola nella Repubblica Democratica del Congo (RDC), in Sierra Leone e Liberia (2014-16) hanno fatto sì che questi Paesi si dotassero di strutture d’isolamento, tuttora attive, fondamentali per rallentare la diffusione malattie infettive”, hanno scritto Marco di Liddo ed Emanuele Oddi del Centro studi internazionali (Cesi).

L’articolo integrale di Veronica Ulivieri, Africa, il coronavirus fa paura a 54 Paesi , può essere letto su Osservatorio Diritti. L'Africa si prepara al coronavirus. Foto: Who African Region (via Twitter)

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