21 luglio 2015 ore: 15:32
Immigrazione

Agenda Ue. Manzione: "Accordo sotto le aspettative, auspicio aumento delle quote a fine anno"

Il sottosegretario al ministero dell'Interno a margine del convegno a Roma su "I volti del Mediterraneo". E sull’identificazione: “E’ una cosa a cui già siamo tenuti secondo le regole europee. Ma questo aspetto deve andare di pari passo con il ricollocamento dei migranti e il riavvio verso i paesi di origine"
Migranti, rifugiati in fila con buste - SITO NUOVO

ROMA - "L'accordo raggiunto ieri a Bruxelles sulla redistribuzione dei migranti in Europa è inferiore al tetto che era stato fissato in sede di Consiglio. In realtà nella distribuzione del primo anno si ripete fedelmente l'accordo che era stato trovato tra i capi di governo. C'è la promessa di rivisitare l'accordo dopo il primo semestre di operatività quindi entro fine anno e speriamo che in quella sede possa essere colmato questo gap che per ora obiettivamente va registrato".  Lo sottolinea il sottosegretario al ministero dell'Interno, Domenico Manzione, a margine del convegno in corso oggi a Roma "I volti del Mediterraneo".

Rispetto alla richiesta all'Italia di fare di più sul fronte dell'identificazione e del controllo dei  flussi  migratori ha aggiunto: "E’ prevista la creazione di alcuni  hotspot. L'agenzia europea Easo ha già compiuto una sperimentazione con noi. E' da tener presente che l'identificazione è una cosa a cui già siamo tenuti secondo le regole europee, stiamo quindi lavorando in quella direzione per rendere il più possibile  sicura l'accoglienza nel nostro paese sia dal punto di vista sanitario che dal punto di vista dell'ordine pubblico – spiega -. Ci sono  cinque strutture già individuate e una sperimentazione in atto".

Secondo Manzione però questo aspetto deve "andare di pari passo  con il ricollocamento dei migranti e il riavvio verso i paesi di origine".  "E' evidente che vanno rese certe le procedure ma non si può pensare di affrontare il tema solo con un piano per gli  asilanti – sottolinea -. Noi speriamo che in sede di ratifica definitiva a fine anno sia messa sul terreno anche la possibilità di accordi di riammissione fatti dall'Europa con i paesi di origine dei migranti. Questi accordi avrebbero così maggiore peso rispetto a  quelli tra singoli stati. Andranno anche potenziati i rimpatri volontari assistiti".

Per Sandro Gozi, sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega alle Politiche europee, l'accordo di ieri "non rappresenta una sconfitta per l'Italia come hanno scritto diversi giornali". "Non si può continuare con la narrativa dell'Italia isolata a livello europeo – spiega -.  La proposta europea riprende dalla A alla Z tutte le rivendicazione che i governi italiani hanno fatto negli anni scorsi in tema di immigrazione: dalla lotta ai trafficanti fino all'obsolescenza di Dublino. L'agenda dice infatti che in prospettiva dobbiamo costruire un vero sistema europeo d'asilo, basato sul  mutuo riconoscimento. Per la prima volta siamo riusciti ad avere dalla nostra parte paesi che da sempre sono stati avversi".
Gozi ha anche commentato le proteste anti immigrati di Treviso e Roma: "Non saranno i fascisti e i razzisti a decidere chi deve essere accolto in Italia - afferma -; c'è un problema di percezione all'interno dell'opinione pubblica e questo è dovuto in parte al fallimento di alcune politiche di integrazione ma anche al racconto distorto dei media".

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