Agromafie, "5 mila ristoranti nelle mani della criminalità"
ROMA - "Sono almeno 5.000 i locali della ristorazione nelle mani della criminalita' organizzata nel nostro Paese". E' quanto emerge dal terzo Rapporto Agromafie elaborato da Coldiretti, Eurispes, e Osservatorio sulla criminalita' nel'agricoltura e sul sistema agroalimentare, presentato oggi a Roma, dove si evidenzia che quello della ristorazione nelle sue diverse forme, dai franchising ai locali esclusivi, da bar e trattorie ai ristoranti di lusso e aperibar alla moda, e' uno dei settori maggiormente appetibili. A questi fatti, rileva il Rapporto, "si accompagna un cambiamento culturale: fare affari con esponenti delle organizzazioni mafiose viene spesso considerato ''normale'', inevitabile se si vuole sopravvivere. Viene considerato inevitabile non rispettare regole percepite come ingiuste, soffocanti per chi gestisce un''azienda, a cominciare dalla pressione fiscale". Acquisendo e gestendo direttamente o indirettamente gli esercizi ristorativi, poi, "le organizzazioni criminali anche la possibilita' di rispondere facilmente ad una delle necessita' piu' pressanti: riciclare il denaro frutto delle attivita' illecite. Cosa Nostra manifesta un particolare interesse nei confronti dell''acquisizione e della costituzione di aziende agricole, ma anche della grande distribuzione alimentare (centri commerciali e supermercati). La Camorra mira a tutto il settore agroalimentare ed alla ristorazione in modo specifico. La 'Ndrangheta, per infiltrarsi nel comparto agroalimentare, sfrutta in particolar modo le connivenze all'interno della Pubblica amministrazione". (DIRE)