Aids. Cresce la richiesta di informazioni, ma resta difficile il rapporto con il test
ROMA – Aumentano le persone che chiedono informazioni alla Lega italiana per la lotta contro l’Aids (Lila), ma tra quanti chiamano resta difficile il rapporto con il test Hiv e diminuisce il numero di quanti non l’hanno mai fatto in vita loro. Nella giornata mondiale della lotta contro l'Aids, la Lila pubblica come ogni anno un resoconto dei contatti e delle richieste ricevute alla propria Helpline. Nel 2016, spiega l’organizzazione, sono aumentate “significativamente” le persone che hanno chiesto informazioni: più di 7 mila le persone che hanno contattato la Helpline nel 2016 contro le 5,7 mila del 2015 con un incremento pari al 25 per cento. La modalità di contatto di gran lunga preferita è quella tramite telefono (88 per cento dei contatti), solo poco più del 7 per cento chiede un incontro di persona.
La stragrande maggioranza di chi chiede informazioni è uomo, sono l’85 per cento. Una tendenza riscontrata anche negli anni precedenti, aggiunge la Lila. Le donne sono il 14 per cento, mentre le persone trans gender solo lo 0,36 per cento. “Queste percentuali variano nella popolazione straniera che si rivolge ai nostri servizi – si legge nel report della Lila. Dei circa 200 stranieri (2,68 per cento dei contatti totali) il 37 per cento sono donne”. Quasi tutte le richieste personali, quelle ricevute dall’Helpline: nel 92 per cento dei casi si trattava di domande riguardanti la propria situazione. Solo il 6 per cento circa ha chiesto info per conto di un’altra persona un parente, un amico o il partner.
Continua ad essere difficile il rapporto con il test Hiv, spiega la Lila. “Meno della metà delle persone che si sono rivolte ai nostri servizi (48 per cento) dichiara di aver fatto il test – si legge nel rapporto -. Diminuisce leggermente la percentuale delle persone che ci dicono di non aver mai fatto un test Hiv nella vita, il 17 per cento contro il 20 del 2015. È però interessante notare che se guardiamo alla prevalenza tra la popolazione italiana e quella straniera, questa ultima dichiara di aver fatto il test nel 75 per cento dei casi, contro il 44 per cento circa della popolazione italiana”.
Tra quanti hanno contattato la Lila nel 2016, poco meno del 17 per cento e cioè circa 1.200 persone, ha dichiarato di avere l’Hiv. Aumenta leggermente, rispetto al 2015, la percentuale di chi dichiara di aver contratto il virus da più di un anno: 82,7 per cento contro 80 del 2015. Diminuisce chi dice di aver scoperto la propria positività nell’ultimo anno: passa dal 13 per cento circa del 2015 al 11,8 circa di quest’anno.Il 78,5 per cento delle persone con Hiv, inoltre, ha dichiarato di essere in terapia, contro il 3,5 per cento che ci dice di non esserlo con un sensibile miglioramento rispetto al 2015 dove tale percentuale si attestava al 7 per cento. “Su questo ha certamente inciso la modifica dell’approccio terapeutico delle Linee Guida italiane sulle terapie antiretrovirali – spiega il rapporto - che dallo scorso anno riportano la necessità di trattamento per tutte le persone con Hiv a prescindere dal quadro immunitario”.
Le domande indirizzate alla Helpline riguardano nel 57 per cento dei casi le tematiche legate al virus, alla sua trasmissione e alla prevenzione, solo in poco meno del 19 per cento il test e il cosiddetto periodo “finestra”. “Le persone che hanno dichiarato di avere una infezione da Hiv – spiega la Lila - hanno principalmente bisogno di avere ascolto e confronto relativamente all’emotività e relazioni, ai diritti, alle terapie, all’assistenza residenziale e domiciliare che è in aumento rispetto al 2015. Di queste, chi dichiara di aver ricevuto la notizia negli ultimi 12 mesi (infezione primaria) è più interessato, rispetto a chi lo sa da più tempo, ad avere informazioni sull’evoluzione dell’infezione da Hiv. Le persone che ci dicono di essere risultate negative al test, che sono in attesa del risultato o che non riferiscono il loro stato sierologico concentrano le loro domande quasi esclusivamente sui temi della trasmissione, della prevenzione e del periodo finestra”.