14 ottobre 2016 ore: 09:35
Famiglia

Aip: nel Lazio 70 mila anziani con demenza, a Roma corso per i medici

Il progressivo invecchiamento della popolazione ha comportato un aumento dei disturbi cognitivo-comportamentali di natura neurodegenerativa, destinati ad acquisire in futuro sempre piu' rilevanza. Tra le sindromi neuropsichiatriche piu' comun...
Alzheimer, demenza senile, anziana "sbiadita"

Roma - Il progressivo invecchiamento della popolazione ha comportato un aumento dei disturbi cognitivo-comportamentali di natura neurodegenerativa, destinati ad acquisire in futuro sempre piu' rilevanza. Tra le sindromi neuropsichiatriche piu' comuni vi sono le demenze: con una prevalenza del 5-8% negli over 65, colpiscono 1,2 milioni di italiani (nel Lazio circa 70.000, di cui quasi la meta' nella provincia di Roma) e, in circa il 15-25% dei casi, possono associarsi a depressione. Nella presa in carico del malato di demenza, dal riconoscimento dei primi sintomi al trattamento a lungo termine, il medico di famiglia e' una figura cruciale all'interno della rete integrata di servizi sul territorio.

A lui e' dedicato il progetto di formazione itinerante 'Piano nazionale demenze, nuovi scenari di cura', che arrivera' a Roma (presso la Scuola di formazione in Medicina di famiglia Regione Lazio) domani, sabato 15 ottobre. L'iniziativa, promossa dall'Associazione italiana psicogeriatria con il grant incondizionato di Angelini, azienda da anni impegnata a tutela della salute mentale dell'anziano, prevede un ciclo di 13 eventi Ecm locali in 13 regioni italiane, da maggio a novembre. Obiettivo: raggiungere oltre 650 medici di Medicina generale, ai quali presentare i contenuti e le finalita' del recente Piano nazionale demenze, per suggerire un piu' corretto approccio diagnostico-terapeutico al problema. All'evento di Roma parteciperanno 40 medici di famiglia provenienti da tutta la Regione.

Le demenze sono sindromi cerebrali degenerative che colpiscono la memoria, il pensiero, il comportamento e la capacita' di svolgere le attivita' quotidiane. Il loro carattere progressivo rende necessaria una diagnosi tempestiva, che consenta di attivare interventi farmacologici e psico-sociali volti a rallentare l'evoluzione della malattia e contenerne i disturbi specifici.

Partendo da queste considerazioni e dalla volonta' di combattere lo stigma che spesso accompagna tali malattie, il 30 ottobre 2014 e' stato approvato l'accordo tra Stato e Regioni sul documento 'Piano nazionale demenze' che, puntando a una gestione integrata e multidisciplinare del problema, intende fornire indicazioni strategiche per migliorare e uniformare la qualita' dell'assistenza erogata in Italia: dalle terapie specialistiche al sostegno e all'accompagnamento del malato e dei caregiver, durante tutto il percorso di cura. In questo complesso scenario si colloca l'operato del Medico di famiglia, fondamentale per l'applicazione degli obiettivi del Piano, in collaborazione con lo specialista.

"La complessita' della sfida alle demenze e la loro crescita esponenziale, legata all'aumento dell'aspettativa di vita, rendono necessario strutturare sul territorio interventi assistenziali appropriati e precoci, che richiedono un'adeguata preparazione da parte del personale sanitario. Il Piano nazionale demenze costituisce il primo tentativo di dare al nostro Paese una guida unitaria per affrontare una priorita' mondiale di salute pubblica: e' un punto di partenza di grande significato, perche' coinvolge gli operatori a tutti i livelli, comunicando ai cittadini un impegno diffuso da parte della comunita'. Per questo motivo, l'Associazione italiana psicogeriatria intende dar vita a un'intensa attivita' formativa, volta a presentare il Piano ai medici di Medicina generale, aumentare la loro consapevolezza sul problema demenze e coinvolgerli nella rete assistenziale integrata, dove rappresentano una figura centrale: sono infatti il primo riferimento sul territorio per il paziente e i caregiver. Il loro ruolo e' essenziale per riconoscere tempestivamente i sintomi, portare la famiglia alla coscienza del bisogno di un intervento, intercettare i casi da avviare ai centri specialistici e supportare l'assistito e i suoi familiari lungo tutta la storia naturale della malattia, in un percorso condiviso con lo specialista", spiega Marco Trabucchi, presidente di Aip.

"Con l'appuntamento di Roma l'Aip Lazio si pone il duplice scopo di divulgare gli obiettivi propri del Piano nazionale demenze e di mettere in risalto e rafforzare il ruolo indispensabile del medico di Medicina generale nella rete assistenziale per la continuita' delle cure. La nostra Regione ha formalmente recepito il Piano il 22 dicembre 2014; precedentemente, aveva gia' legiferato in merito, senza ricadute efficaci sul territorio. Oggi ci stiamo attrezzando con una cartella di inserimento e valutazione del paziente completamente informatizzata, che garantisca maggiore omogeneita' al lavoro svolto nei Centri per i disturbi cognitivi e le demenze (Cdcd), e con la formazione di un Registro regionale. Inoltre, per dare risposte congrue ai reali bisogni di questi pazienti e' necessario non solo individuare e delineare specifici percorsi diagnostico-terapeutico assistenziali (Pdta), ma anche rafforzare sempre piu' il rapporto con le associazioni di familiari ed operatori impegnati sul tema", spiega la professoressa Luisa Bartorelli, presidente della sezione Lazio di Aip e dell'associazione Alzheimer uniti Roma onlus. (DIRE)

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