18 ottobre 2021 ore: 15:06
Non profit

Aiuto pubblico allo sviluppo, appello per un deciso cambio di rotta dell’Italia

Alla vigilia della Legge di Bilancio, il rapporto di Oxfam e Openpolis mette in luce le contraddizioni della politica estera e di difesa italiane. Nonostante le promesse del Ministro Di Maio di stanziare nel 2020 lo 0,30% di reddito nazionale in aiuto pubblico allo sviluppo, ad oggi mancano all'appello 1,34 miliardi di euro
Foto: Oxfam Distribuzione kit igienico-sanitari a Taiz, Yemen

Distribuzione kit igienico-sanitari a Taiz, Yemen

ROMA - Lanciata oggi la denuncia di Oxfam e Openpolis attraverso un rapporto che fotografa con dati e analisi le principali contraddizioni tra la politica estera e di difesa italiane e gli interventi di cooperazione e di aiuto allo sviluppo, che secondo il nostro ordinamento dovrebbero esserne parte essenziale.
Un dossier diffuso alla vigilia della nuova Legge di Bilancio, con un appello urgente per un deciso cambio di rotta sia nell’aumento dei fondi destinati alla cooperazione, che nella definizione degli impegni internazionali italiani per il prossimo triennio. Cresce nel mondo il numero di persone colpite dalla fame e dall'impatto della pandemia in paesi fragili e spesso devastati dai conflitti e cambiamenti climatici, ma l'Italia manca l'obiettivo di stanziare lo 0,30% del proprio reddito nazionale in aiuto pubblico allo sviluppo (aps) per ben 1,34 miliardi, fermandosi allo 0,22%. Inoltre, continua a spendere centinaia di milioni dei contribuenti in missioni internazionali, che quasi nulla hanno a che fare con il miglioramento delle condizioni di vita di milioni di persone, sostenendo soggetti, più volte accusati di violazione dei diritti umani, come la Guardia Costiera libica. Si lavora inoltre unicamente al blocco dei flussi migratori, tramite l’esternalizzazione del controllo delle frontiere delegata a paesi terzi, in linea con la politica adottata dall’Unione europea. In rapporto alla ricchezza nazionale, l'Italia stanzia in aps meno dell'Ungheria di Orban. “I dati Ocse per il 2020 certificano il fallimento del Governo nel centrare un impegno, che alla luce dell’impatto della pandemia nei paesi più fragili, dovrebbe essere al centro della politica estera del nostro Paese. – ha detto Francesco Petrelli, policy advisor per finanza per lo sviluppo di Oxfam Italia – Mentre l’obiettivo dello stanziamento 0,7% in aps entro il 2030 resta ancora un miraggio, ad oggi il livello del nostro impegno tra i Paesi Ocse, in rapporto alla ricchezza nazionale, ci vede appena al 20esimo posto tra i paesi donatori dietro a paesi come l’Ungheria. Di certo non un risultato di cui andate fieri! Resta quindi da vedere se le recenti dichiarazioni del Ministro Di Maio di un aumento dell’impegno italiano del 30% per il 2022 e del 50% nei prossimi anni, diverranno realtà. La Legge di Bilancio che comincia il suo iter, ci darà la prima risposta a breve”.

Le missioni internazionali 2021

Il costo delle missioni internazionali italiane nel 2021 è pari a 1,64 miliardi di euro. Tra queste, a contraddire il principio di solidarietà che dovrebbe ispirare la politica estera italiana nella gestione di crisi umanitarie drammatiche, è senza dubbio la proroga del sostegno italiano alla Guardia Costiera libica, più volte accusata di complicità con i trafficanti di esseri umani, che nel 2021 ha ricevuto 10,48 miliardi di euro dall'Italia con un aumento di mezzo milione rispetto al 2020. La Guardia Costiera libica quest'anno ha riportato indietro verso i lager libici oltre 26mila migranti, a fronte degli 11mila dell'anno scorso. A questa operazione, si aggiunge il finanziamento di “Mare sicuro” per cui sono stati stanziati 96 milioni del 2021, 17 milioni più rispetto al 2020, “Irini” che pesa oltre 39,7 milioni, 15 milioni in più rispetto al 2020, il sostegno bilaterale alle autorità libiche per 46,8 milioni e Sea Guardian per 14 milioni. Il totale a carico dei contribuenti per le missioni navali nel mediterraneo e nel paese nordafricano è di oltre 206 milioni di euro, nel 2021. “Lungo la rotta del Mediterraneo centrale i naufragi si susseguono senza che nulla cambi: solo dall’inizio dell’anno sono morte dall’inizio dell’anno oltre 1.170 persone. – ha aggiunto Paolo Pezzati – In una totale mancanza di trasparenza che rende quasi inesistente il dibattito pubblico sul tema. Ogni anno le missioni approvate dal Governo intorno a maggio-giugno o addirittura a luglio come accaduto nel 2021, arrivano alla discussione del Parlamento, che si può esprimere solo attraverso risoluzioni, quando buona parte dei fondi sono già stati erogati. Per questo chiediamo con forza che per il 2022 venga prevista dal Governo Draghi una presentazione anticipata delle singole missioni, entro il primo mese del nuovo anno, così da permettere un vero dibattito pubblico e parlamentare che ne consenta la revisione o come nel caso del sostegno alla Guardia Costiera libica, la possibilità di revoca”.

Le richieste di Oxfam per una reale svolta e l’appello al Governo, dopo la sospensione della missione in Afghanistan

In seguito agli sviluppi della situazione in Afghanistan e al ritiro delle truppe Nato, tra cui quelle italiane, il 2 settembre 2021 il Governo ha stabilito una modifica della deliberazione missioni. Con questa modifica verranno dunque riallocati i 120 milioni di euro previsti per la prosecuzione del contributo a sostegno delle forze di sicurezza afghane. “Per affrontare quella che si sta delineando come un’emergenza umanitaria e migratoria sempre più grave, è fondamentale che anche l’Italia faccia la sua parte, – conclude Petrelli - destinando queste risorse all’accoglienza dei rifugiati afghani e a garantire la partecipazione italiana all’attuazione di iniziative dell’Unione europea e internazionali di risposta umanitaria alla situazione nel paese”.

Oxfam chiede inoltre che la prossima Legge di Bilancio rifletta i fondi realmente destinati alla cooperazione, rimuovendo gli importi eccessivi che ogni anno vengono attribuiti al Ministero dell'Interno per la gestione dei migranti e che oltre a un aumento delle risorse per l'Aps vi sia una maggiore qualità e trasparenza nel loro uso. Inoltre Oxfam chiede che il Parlamento eserciti un effettivo ed efficace ruolo d'indirizzo e controllo per garantire la coerenza delle politiche della cooperazione italiana nel quadro più ampio della politica estera del paese e che in vista di un auspicabile aumento di risorse venga garantito l'aumento delle capacità operative dell'intera struttura della cooperazione italiana.
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