21 febbraio 2014 ore: 12:24
Società

Al via il Perugia social film festival, edizione zero

Il direttore artistico Rulli: “Oggi il cinema in difficoltà, il film-documentario sa restituire la sintesi necessaria per raccontare una realtà complessa”. Promosso da soggetti attivi in ambiti sociali, punta ad arrivare, nel 2019, a un Festival internazionale di cinema sociale
Cinema sociale bobine

PERUGIA – Si chiama Perugia SocialFilm Festival e comincia oggi il suo viaggio per raccontare, attraverso le immagini, il mondo del sociale nelle sue varie articolazioni, dalla salute mentale all’immigrazione, dal disagio minorile alla prostituzione e alla tratta, dalle dipendenze alla diversità di genere, dalla disabilità alla marginalità e povertà. E’ promosso da alcune realtà del territorio che, in maniera diversa, questi temi hanno sempre affrontato (associazione culturale “Fiorivano le viole”, Fondazione “La città del sole” onlus, Consorzio Abn e Cinegatti sas) con l’obiettivo “di avvicinare un vasto pubblico e permettere a chi produce audiovisivi, dedicati o ispirati al sociale, di mettere in evidenza risorse creative e qualità del prodotto”.

Tra poco a Perugia la presentazione ufficiale alla stampa, con l’annuncio dell’evento di anteprima in programma oggi pomeriggio al Teatro Sant’Angelo sul tema degli ospedali psichiatrici giudiziari: si tratta del film “Lo stato della follia” di Francesco Cordio e viene presentato all’interno dell’iniziativa “Perché NOagli ospedali psichiatrici giudiziari (manicomi criminali)” incentrata sul percorso ad ostacoli che dovrebbe finalmente portare alla chiusura dei manicomi criminali.

Il 2014 è l’edizione zero del Festival, e “ci serve per presentare quello che il Festival sarà – spiegano i promotori -, le potenzialità e la varietà dei temi affrontabili, in attesa di passare, con il 2015, al Festival vero e proprio”. E’ da primavera prossima, infatti, che il Festival prenderà compiutamente la sua forma, con il suo bando di concorso, i suoi criteri di selezione, la sua giuria, i suoi premi. Prima dell’estate 2014 uscirà il bando, aperto sia ai centri di produzione integrata (che lavorano sul disagio psichico) che ai videomaker, e diviso in una sezione dedicata ai cortometraggi e una riservata ai lungometraggi. Le singole proiezioni saranno accompagnate da incontri con gli autori e, in alcuni casi, da dibattiti, seminari, convegni alla presenza di operatori del settore ed esperti.

Direttore artistico del Perugia SocialFilm Festival è Stefano Rulli, regista e uno dei più significativi sceneggiatori del cinema italiano degli ultimi quarant’anni (tra i suoi lavori La Piovra serie 3-7, Mery per sempre, Il portaborse, Il ladro di bambini, La scuola, La meglio gioventù, Le chiavi di casa, Romanzo criminale, Mio fratello è figlio unico, La nostra vita, Romanzo di una strage, Educazione siberiana) nonché presidente della Fondazione Centro sperimentale di cinematografia.

A Rulli chiediamo quali siano le aspettative su questo Festival, che fa incontrare il linguaggio cinematografico con le tante realtà e facce del sociale. “C’è una complementarità di interessi tra il cinema e il sociale. Per il sociale è importante la visibilità, è importante comunicare esperienze interessanti che spesso, però, non trovano la forza di essere comunicate: il cinema può fare questo, con la forza del suo linguaggio. D’altra parte il cinema oggi è in difficoltà soprattutto perché la realtà è più complessa rispetto al passato: se non ci sono, ad esempio, film di fiction all’altezza del passato non è perché ci sono autori mediocri ma perché la realtà si è fatta così complessa che è difficile trovare la sintesi per raccontarla”.

Per Rulli “il cinema-documentario è capace di restituirci questa sintesi. Inoltre permette agli autori di esprimersi in maniera compiuta, e infatti gli autori più significativi oggi vi si stanno cimentando anche dopo lavori importanti su altri temi e contenuti”.

Il Perugia SocialFilm Festival vuole essere, spiega Rulli, “non solo incontro significativo per la presentazione di nuovi temi, ma vuole anche portare un nuovo modo di guardare ai problemi, vuole portare nuovi sguardi”. Perché, ne è convinto lo sceneggiatore, questo è uno dei ruoli fondamentali del cinema: “Quello sguardo nuovo di cui il cinema è capace quando è grande”.

A ogni edizione il Perugia SocialFilm Festival ospiterà una retrospettiva. Quest’anno è dedicata proprio a Stefano Rulli, presidente tra l’altro della Fondazione “La città del sole” onlus attiva nel campo della salute mentale, uno dei soggetti organizzatori del Festival e fondata insieme alla moglie Clara Sereni: tra i suoi lavori sono stati selezionati “Matti da slegare” e “Un silenzio particolare”. Il primo, girato nel 1976 assieme a Silvano Agosti, Marco Belloccchio e Sandro Petraglia, è una panoramica dei manicomi appena prima che la legge Basaglia intervenisse per decretarne l’inumanità e la chiusura. Il secondo, del 2004, ha per protagonista Matteo, il figlio di Rulli nato nel 1978 e affetto da gravi problemi psichiatrici, e ha vinto il David di Donatello come miglior film documentario lungometraggio. La retrospettiva darà quindi modo di parlare – riferiscono i promotori - anche di salute mentale con le realtà territoriali e i responsabili dei servizi. La seconda retrospettiva prenderà il via con il concorso nel 2015.

Mentre è definito il cartellone di questa edizione zero (nove film lungometraggi e otto corti, selezionati dal giornalista e critico cinematografico Franco Montini con Stefano Rulli), resta qualche incertezza sulle date. Certa è la “seconda anteprima” tra il 28 e il 30 marzo, nell’ambito delle tre giornate dedicate a Perugia capitale europea 2019 della cultura. E proprio con la Fondazione Perugiassisi 2019 si è ipotizzato un percorso che possa portare, nel 2019, a un Festival internazionale di cinema sociale, con collegamenti sin dal 2015 con le capitali europee della cultura. (ep)

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