21 luglio 2021 ore: 17:07
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Al via The Last 20, il G20 degli ultimi paesi del mondo

Prima tappa dell'evento il 22 luglio a Reggio Calabria, con l'intitolazione del ponte all'Ambasciatore Luca Attanasio e alla sua scorta. Segue una tre giorni di incontri e riflessioni su migrazioni e accoglienza, con studiosi, attivisti, politici, giornalisti e i rappresentanti delle comunità dei Paesi L20 in Italia
Foto: World Bank - Henitsoa Rafalia (via Flickr) covid in africa

ROMA - Al via a Reggio Calabria “The Last 20”, il primo “vertice dal basso” in Italia. Mentre si riuniscono in panel, simposi e incontri i rappresentanti dei G20, con il culmine del Vertice dei Leader a Roma (30-31 ottobre), il comitato “The Last 20” ha deciso di riunire i rappresentanti dei “L20”, ovvero i venti Paesi più “impoveriti” del Pianeta in base alle statistiche internazionali sui principali indicatori socio-economici e ambientali. 

L'evento “The Last 20” nasce per cambiare il punto di vista sul mondo e invita a guardarlo con gli occhi degli “ultimi”. “The Last 20 misura la temperatura sociale, economica e ambientale del Pianeta, visto come un organismo vivente, e analizza i punti più sensibili della Terra, scoprendo i mutamenti che stiamo attraversando e andando alla radice dei problemi e delle contraddizioni del nostro tempo” afferma Tonino Perna, tra i promotori del comitato. L'obiettivo principale è quindi politico: affermare che i Last 20 esistono e soprattutto che “i Last 20 contano” e non possono essere dimenticati.

Salvatore Attanasio, intervenuto nella conferenza stampa, ha voluto ricordare la figura del figlio Luca, ambasciatore italiano in Congo, ucciso in un agguato, a cui sarà intitolato il nuovo ponte sul waterfront di Reggio Calabria: "Era una persona solare e di grande umanità che ha innovato il modo di fare diplomazia con la sua grande capacità di ascolto. Ha voluto fondare un'associazione, Mama Sofia, che si occupa di infanzia, puntando su cultura e formazione, perché pensava che per portare nuovo sviluppo bisogna partire dai più piccoli. Era insomma un "costruttore" e non a caso gli viene intitolato un ponte: Luca deve continuare a vivere attraverso i suoi valori".

Tra i rappresentanti delle comunità dei Last 20 hanno animato la conferenza stampa Anselme Bakudila (Repubblica Democratica del Congo), Nazifa Mersa Hussain (Afghanistan) e Bertrand Honoré Mané della Federazione delle Diaspore Africane in Italia hanno definito L20 come una grande opportunità di ragionare su come provare a dare giustizia a milioni di persone nei Paesi L20 vittime dello sfruttamento delle risorse, dell'intolleranza religiosa, di guerre e fame.

Sono stati ribaditi i temi portanti di The Last 20, in particolare: il climate change e i suoi effetti su questi Paesi, in particolare su quelli dell’Africa sub-sahariana; la questione sanitaria in Paesi con una bassa aspettativa media di vita, debolissime strutture sanitarie, in una situazione aggravata dalla pandemia; la fame e l’impoverimento e la risposta dei soggetti sociali locali che resistono e si organizzano, come contadini, studenti, donne, artigiani. E poi l'immigrazione, l'accoglienza e l'intercultura, per conoscere davvero questi Paesi, la loro storia e la loro cultura al di là degli stereotipi; il ruolo dei corridoi umanitari e della cooperazione decentrata; il ruolo politico dei Paesi L20, infine, per far sentire la voce degli ultimi nelle sedi appropriate.

Il programma è fitto. The Last 20 parte da Reggio Calabria dal 22 al 25 luglio. Il 22 luglio alle 10.30 l'intitolazione del ponte sul waterfront all’Ambasciatore italiano Luca Attanasio e alla sua scorta, il carabiniere Vittorio Iacovacci e l'autista Mustapha Milambo. “Un ponte di grande valore simbolico -ribadisce Perna- perché unisce l’ultimo lembo della penisola italiana con il mare che ci porta nel Continente africano”. Alla cerimonia sarà presente la vice-ministra del MAEC on. Marina Sereni, l’ambasciatore della Repubblica Democratica del Congo in Italia, i familiari dell’ambasciatore e del carabiniere Iacovacci, e le massime autorità locali.

Sempre il 22 luglio, alle ore 15:30 presso l’Anfiteatro del Parco Ecolandia si aprono ufficialmente i lavori, con il saluto delle autorità e dei 20 Paesi ospitati. Gli incontri della tre giorni verteranno sul tema delle migrazioni: il programma prevede ospiti autorevoli, giornalisti, studiosi, politici, sindaci, attivisti, sindacalisti, rifugiati, rappresentanti della Federazione delle Diaspore Africane. Oltre all'On. Marina Sereni, viceministro degli Affari Esteri–MAECI, a parlare di viaggi dei migranti, modelli di accoglienza, cooperazione internazionale, corridoi umanitari, ruolo degli enti locali e delle comunità ci saranno tantissimi relatori, tra cui Maurizio Ambrosini, Mimmo Lucano, Padre Camillo Ripamonti, Abdou Babakar, Gianni Silvestrini. 

 


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