Alcol e droghe, gli adolescenti italiani ''nella top ten” europea: indagine Espad
Adolescenti sballo e alcol
I 16enni italiani sono tra i primi dieci classificati anche per quel che riguarda il consumo di sigarette, con il 36% contro la media europea del 28%. “Il dato resta sostanzialmente stabile nonostante le campagne di sensibilizzazione – spiega Molinaro -. In altri paesi come Francia, Portogallo, Polonia, Finlandia e Romania, i consumi però aumentano rispetto al 2007, mentre scendono in Norvegia, Russia e Islanda”. Le più alte percentuali di fumatori si registrano in Repubblica Ceca (42%) e Bulgaria (39%), dove le ragazze sono in netta maggioranza: 46% contro 33%, così pure in Francia (38%: i maschi sono il 34%, le femmine il 43). I paesi dove si fuma di meno sono Norvegia (14%), Albania (13) e Islanda con il 10%.
La sostanza illegale più sperimentata dagli studenti europei almeno una volta nella vita è la cannabis (hashish o marijuana). “E l’Italia è ancora tra le prime dieci nazioni con il 21% (24% maschi, 18 femmine) contro il 17% di media – continua Molinaro -. L’elenco vede in testa cechi e francesi, rispettivamente con il 42 e il 39%, ed è chiuso da Grecia (8%) e Albania (4%)”. Dopo il calo registrato dal 2003 al 2007, l’uso di cannabis tra i 16enni italiani si è stabilizzato, spiega Molinaro. Francia, Polonia, Portogallo e Grecia, invece, nell’ultimo quadriennio hanno visto aumentare gli adolescenti che consumano cannabinoidi. In Ucraina e Russia invece diminuiscono. In linea con il dato medio del 6% il consumo (almeno una volta nella vita) delle altre sostanze psicoattive illegali come cocaina, eroina, anfetamine, ecstasy e allucinogeni tra gli italiani. “Occupano il quinto posto della classifica insieme ad Albania e Irlanda. In testa si trovano Francia e Bulgaria con il 10%, Bosnia e Norvegia chiudono con il 2%”. Tuttavia, secondo Molinaro, rispetto all’ultima rilevazione, “l’Italia registra una lieve diminuzione insieme con Islanda, Irlanda e Russia. Tendenza opposta in Portogallo, Cipro e Romania, mentre la maggioranza delle nazioni mantiene i consumi stabili”.
Per quanto riguarda gli inalanti, invece, l’Italia è al penultimo posto con il 3% dei giovani che riferiscono di averli sperimentati almeno una volta nella vita. Ai primi posti la Croazia e la Lettonia, rispettivamente con il 28 e il 23%. La media europea è del 9%. Tra le sostanze sotto osservazione, nell’ultima ricerca sono rientrati anche tranquillanti e sedativi assunti senza prescrizione medica. “Gli italiani si trovano al quinto posto con il 10% - conclude Molinaro -, confermando il picco del 2007. La media è il 6%, la classifica è aperta da Polonia (15%), Lituania (13), Cipro e Francia con l’11% e chiusa con il 2% da Germania, Russia e Ucraina. Percentuali in crescita in Grecia, Cipro e Montenegro”.