31 maggio 2012 ore: 13:05
Famiglia

Alcol e droghe, gli adolescenti italiani ''nella top ten” europea: indagine Espad

Nuovo rapporto Espad, curato per l’Italia dall’Ifc-Cnr. Italia tra i primi dieci paesi europei per consumo di tabacco, cannabis, alcol, tranquillanti e sedativi: 63% di adolescenti hanno bevuto almeno una volta nell'ultimo mese
. Adolescenti sballo e alcol

Adolescenti sballo e alcol

ROMA - Adolescenti italiani sopra la media europea per il consumo di alcol, tabacco, cannabis e tranquillanti e sedativi assunti senza prescrizione medica. È quanto emerge dalla ricerca europea Espad che indaga sui comportamenti d’uso di alcol e altre sostanze negli studenti di 15-16 anni di 36 Paesi europei e che viene effettuata ogni quattro anni dal 1995. In Italia, l’indagine è stata realizzata dall’istituto di fisiologia clinica del Consiglio nazionale delle ricerche (Ifc-Cnr) di Pisa. Secondo lo studio, nel 2011, in Europa, i consumatori di alcolici e sostanze psicotrope tra i 16enni rimangono costanti, crescono invece i fumatori e gli assuntori di sostanze inalanti, come solventi e colle. “L’alcol è da sempre la sostanza psicotropa maggiormente sperimentata e consumata dai sedicenni, nonostante il suo uso sia loro vietato o limitato in molti Paesi – spiega Sabrina Molinaro dell’Ifc-Cnr, responsabile della ricerca italiana -. L’Italia si trova nella ‘top ten’ con il 63% di adolescenti che hanno bevuto almeno una volta nell’ultimo mese, contro la media del 57”.  Il primato per gli alcolici va alla Repubblica Ceca con il 79%, seguita da Danimarca (76%), Germania (73%) e Grecia (72%). Chiudono la classifica Albania (32%) e Islanda (17%). “Per quanto riguarda il binge drinking (cinque o più bevute in un’unica occasione) – aggiunge Molinaro -, il nostro Paese con il 35% si assesta sotto il 39 di media, a dimostrazione di una differente cultura del bere. Inoltre, rispetto alla rilevazione del 2007, tra gli studenti italiani si registra un lieve calo”.

I 16enni italiani sono tra i primi dieci classificati anche per quel che riguarda il consumo di sigarette, con il 36% contro la media europea del 28%. “Il dato resta sostanzialmente stabile nonostante le campagne di sensibilizzazione – spiega Molinaro -. In altri paesi come Francia, Portogallo, Polonia, Finlandia e Romania, i consumi però aumentano rispetto al 2007, mentre scendono in Norvegia, Russia e Islanda”. Le più alte percentuali di fumatori si  registrano in Repubblica Ceca (42%) e Bulgaria (39%), dove le ragazze sono in netta maggioranza: 46% contro 33%, così pure in Francia (38%: i maschi sono il 34%, le femmine il 43). I paesi dove si fuma di meno sono Norvegia (14%), Albania (13) e Islanda con il 10%.

La sostanza illegale più sperimentata dagli studenti europei almeno una volta nella vita è la cannabis (hashish o marijuana). “E l’Italia è ancora tra le prime dieci nazioni con il 21% (24% maschi, 18 femmine) contro il 17% di media – continua Molinaro -. L’elenco vede in testa cechi e francesi, rispettivamente con il 42 e il 39%, ed è chiuso da Grecia (8%) e Albania (4%)”. Dopo il calo registrato dal 2003 al 2007, l’uso di cannabis tra i 16enni italiani si è stabilizzato, spiega Molinaro. Francia, Polonia, Portogallo e Grecia, invece, nell’ultimo quadriennio hanno visto aumentare gli adolescenti che consumano cannabinoidi. In Ucraina e Russia invece diminuiscono. In linea con il dato medio del 6% il consumo (almeno una volta nella vita) delle altre sostanze psicoattive illegali come cocaina, eroina, anfetamine, ecstasy e allucinogeni tra gli italiani. “Occupano il quinto posto della classifica insieme ad Albania e Irlanda. In testa si trovano Francia e Bulgaria con il 10%, Bosnia e Norvegia chiudono con il 2%”. Tuttavia, secondo Molinaro, rispetto all’ultima rilevazione, “l’Italia registra una lieve diminuzione insieme con Islanda, Irlanda e Russia. Tendenza opposta in Portogallo, Cipro e Romania, mentre la maggioranza delle nazioni mantiene i consumi stabili”.

Per quanto riguarda gli inalanti, invece, l’Italia è al penultimo posto con il 3% dei giovani che riferiscono di averli sperimentati almeno una volta nella vita. Ai primi posti la Croazia e la Lettonia, rispettivamente con il 28 e il 23%. La media europea è del 9%. Tra le sostanze sotto osservazione, nell’ultima ricerca sono rientrati anche tranquillanti e sedativi assunti senza prescrizione medica. “Gli italiani si trovano al quinto posto con il 10% - conclude Molinaro -, confermando il picco del 2007. La media è il 6%, la classifica è aperta da Polonia (15%), Lituania (13), Cipro e Francia con l’11% e chiusa con il 2% da Germania, Russia e Ucraina. Percentuali in crescita in Grecia, Cipro e Montenegro”.
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