7 marzo 2016 ore: 11:59
Immigrazione

Allarme siccità in Etiopia, "trafficanti di esseri umani pronti ad approfittarne"

L’allarme lanciato da Nico Lotta, presidente del Vis. A causa de El Niño, la regione sta sperimentando una delle peggiori siccità degli ultimi 60 anni. Oltre 10 milioni di persone sono a rischio fame e migliaia di famiglie lasciano le campagne per spostarsi nelle città piu' grandi
Siccità in Etiopia. Uomo con zolla di terra in mano

Roma - "L'emergenza siccita' in Etiopia e' ormai al limite. E i trafficanti di esseri umani sono pronti ad approfittare della crisi". È l'allarme lanciato da Nico Lotta, presidente del Vis. A causa del fenomeno climatico El Niño, l'Etiopia sta sperimentando una delle peggiori siccita' degli ultimi 60 anni. La piu' lunga stagione delle piogge (kiremt), che rifornisce d'acqua oltre l'80% dell'agricoltura locale, nel 2015 non si e' manifestata. E oltre 10 milioni di persone sono a rischio fame, soprattutto in alcune aree del Sud ed Est del Paese. Secondo le stime delle Nazioni Unite, la produzione agricola e' crollata dal 50 al 90% nelle regioni colpite. Anche il Governo etiope, di recente, ha dichiarato lo stato di emergenza. "La situazione sta spingendo migliaia di famiglie a lasciare le campagne per spostarsi nelle citta' piu' grandi- sottolineano Nico Lotta e Abba Estifanos, responsabile dei Salesiani in Etiopia- Qui, pero', non trovano aiuto e spesso nemmeno un tetto dove dormire. In questa situazione, e' concreto ed elevato il rischio che molti di loro cadano vittime delle reti dei trafficanti e vengano spinti a partire e poi sfruttati e schiavizzati, con la promessa di un futuro diverso, attraverso le mortali rotte che passano per la Libia e il Mar Mediterraneo e per il Golfo di Aden". Cosi' in un comunicato il Vis.

L'Etiopia e' da sempre terra di migrazione e di transito. Si stima che dal Paese partano, ogni anno, circa 500.000 persone, un dato che raddoppia se si considerano anche i migranti illegali e oggetto di traffico. In Italia, secondo gli ultimi dati del ministero dell'Interno, che risalgono al 2014, risiedono regolarmente oltre 25.000 persone originarie dai Paesi del Corno D'Africa. "Una crisi cosi' grande necessita di una risposta pronta- continua Lotta- Lavoriamo accanto ai Salesiani in collaborazione con le istituzioni e le associazioni locali per aiutare la popolazione a superare questa terribile siccita'. Servono risposte all'emergenza, ma e' necessario anche costruire infrastrutture che possano durare nel tempo". Il Vis continua le sue attivita' nel Paese. L'obiettivo, ora, e' aiutare piu' di 12.000 persone a fronteggiare l'emergenza siccita' nelle Regioni Somali, Tigray, Oromia e Snnprs (Southern Nations, Nationalities and Peoples' Region). In questo momento, sfruttando i pozzi profondi costruiti dal Vis negli ultimi anni, si sta distribuendo acqua in scuole materne ed elementari, strutture cliniche e di primo soccorso, centri per bambini di strada, diocesi e centri di tutela delle donne. Il Vis lavora in Etiopia insieme ai Salesiani di Don Bosco dal 1990. Negli ultimi 13 anni ha promosso una serie di interventi in campo idrico-sanitario, soprattutto nelle regioni Tigray, Somali, Oromia e Gambella. Ha costruito, tra le altre cose, pozzi, sistemi di irrigazione e infrastrutture igienico sanitarie. Nel Paese, e' attivo anche il progetto Stop Tratta, di Vis e Missioni Don Bosco. L'obiettivo della campagna e' contrastare il traffico di esseri umani, attraverso la sensibilizzazione dei potenziali migranti e progetti di sviluppo sul territorio, conclude il Vis. (DIRE)

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