21 novembre 2018 ore: 11:37
Famiglia

Allattamento e lettura, a Reggio Calabria nascono i "Baby Pit Stop" di Unicef

In questi spazi le donne possono allattare in tutta tranquillità. Il primo “Bps” è stato attivato nella biblioteca comunale “De Nava”. Altri due Bps sono stati creati in due asili nido pubblici. Emanuele Mattia (Unicef): “Iniziativa per i bambini, ma anche per le pari opportunità delle madri”
Bps Unicef, presso biblioteca Reggio Calabria

CATANZARO – Un angolo di tranquillità, sicuro, intimo, dove le mamme possono sostare per allattare e provvedere al cambio del pannolino. Si tratta del Baby Pit Stop (Bps) Unicef nato il 7 novembre scorso in uno spazio della biblioteca comunale “Pietro De Nava” di Reggio Calabria. “Una novità per questa città che è stata pensata - spiega Emanuele Mattia, presidente del comitato Unicef per la provincia reggina - non soltanto per promuovere la salute del bambino, ma anche come atto a sostegno delle pari opportunità a favore delle madri. Che pertanto non sono costrette a restare a casa, ma possono allattare mentre sono fuori, magari dopo aver letto un libro”.
Di più, in linea con esperienze simili maturate in Calabria e in diverse parti d’Italia, sempre nella città di Reggio altri due Baby Pit Stop Unicef sono stati inaugurati il 20 novembre, in occasione della Giornata mondiale per i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza: uno all’asilo nido comunale “Il Mago di Oz”, nel quartiere di Archi, l’altro all’asilo nido del Cedir, il Centro direzionale che ospita uffici comunali e giudiziari. Ma con un’avvertenza: “Ai Baby Pit Stop possono accedere tutte le mamme, non solo quelle dei bambini che frequentano gli asili”, sottolinea ancora Emanuele Mattia.

I Baby Pit Stop Unicef a Reggio Calabria nascono dalla collaborazione tra comitato provinciale Unicef e Comune, su impulso del Gruppo locale di Nati per Leggere (Npl), programma nazionale ideato da realtà associative impegnate a sensibilizzare le mamme e più in generale le famiglie all’importanza della lettura rivolta alle bambine e ai bambini dai sei mesi ai sei anni di età.
La biblioteca “De Nava” diventa quindi luogo deputato alla promozione della lettura per l’infanzia ma anche per favorire l’allattamento al seno, che l’Unicef valorizza - in sintonia con l’orientamento dell’Organizzazione mondiale della sanità - attraverso un programma nazionale, che però non esclude a priori le donne che volessero usare i biberon, purché ciò non si traduca in forme di pubblicità di prodotti sostitutivi del latte materno.

Anche il Gruppo reggino di Nati per Leggere sottolinea i benefici dell’allattamento al seno. I vantaggi li spiega il pediatra Domenico Capomolla, tra i fondatori del gruppo: “Ampi studi - afferma il medico - dimostrano l’utilità per il bambino, ma anche per le mamme. Che hanno minori possibilità di andare incontro ai tumori al seno, ai tumori dell’ovaio, minori possibilità di andare incontro all’osteoporosi e alle emorragie post parto e una maggiore capacità di recupero dopo il parto”. Mentre per i bambini “ci sono ad esempio minori probabilità di malattie gastrointestinali, minori ricoveri, minori possibilità di otiti, di allergie e di obesità infantile”.  

Capomolla sostiene inoltre il valore della lettura rivolta alla prima infanzia. Una pratica al centro delle attività della biblioteca “De Nava”, dove il Gruppo Nati per Leggere di Reggio Calabria - d’intesa con l’amministrazione comunale - il 7 novembre scorso ha creato un vero e proprio presidio per portare avanti il programma nazionale di Npl.
Leggere un libro alle bambine e ai bambini, a partire dai sei mesi di vita e fino ai sei anni di età, fa leva sulla “massima plasticità cerebrale” in questa fase dello sviluppo, spiega Capomolla. In questo modo, “i bambini si esercitano all’ascolto, i loro tempi di attenzione diventano più lunghi, vogliono imparare a leggere per imitare gli adulti e arrivano a scuola con competenze linguistiche superiori rispetto ai coetanei che non hanno fatto lo stesso percorso”. “Inoltre - continua il pediatra - aumenta l’empatia con l’ambiente, e poi si rafforza il legame con l’adulto e l’attaccamento sicuro alla figura parentale di riferimento che favorisce l’autostima del bambino”. Insomma, “allattamento al seno e lettura precoce - conclude Capomolla - possono cambiare il destino dell’infanzia”. (Francesco Ciampa)

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