11 settembre 2017 ore: 13:38
Società

Alunni con disturbi dell'apprendimento, in Emilia-Romagna sono 25 mila

L''Ufficio scolastico regionale segnala una "consistente crescita": +37,8% nell'ultimo biennio, +139% in quattro anni. Merito anche della legge del 2010 che ha aiutato a far emergere casi inquadrando correttamente le situazioni

Bologna - Sono studenti che scrivono e leggono a fatica, che hanno "rilevanti problemi" a comprendere un testo scritto o a scrivere (anche solo ad appuntare) pensieri e riflessioni, e in Emilia-Romagna sono sempre di piu'. Alla vigilia del ritorno sui banchi, l'Ufficio scolastico regionale segnala alle scuole come e quanto i disturbi specifici dell'apprendimento (Dsa) siano in consistente crescita e come per questi alunni occorra "individuare modalita' di accesso, ad esempio, ad un mondo del lavoro, sempre piu' competitivo".

Le segnalazioni di Dsa da scuole statali e paritarie sono 25.135 nel 2016-2017; quelle relative alle sole statali (24.028 in ambito regionale) riguardano il 4,9% della popolazione scolastica, "con valori che oltrepassano i sei punti percentuali nelle province di Modena e di Rimini, con indici nettamente al di sopra del 2,5%-3,5% indicato dall'Istituto superiore di sanita' come proprio della popolazione italiana in eta' evolutiva", scrive il direttore dell'Usr in una circolare che fa il punto della situazione. Ma soprattutto spicca il trend di crescita: mettendo a confronto i dati a partire dall'anno scolastico 2012-2013, le segnalazioni salgono del 37,8% nell'ultimo biennio e del 139% nei quattro anni. E nella scuola scuola secondaria di secondo grado, l'aumento e' del 241%.

Il trend e' comune al resto d'Italia e la legge del 2010 ha aiutato a far emergere casi inquadrando correttamente situazioni che venivano classificate dicendo "e' pigro", "e' svogliato", "non si impegna", "non sta attento". Tuttavia, avverte Versari, "sono passati ormai alcuni anni dalla Legge, e l'onda lunga dell'aumento dei casi preesistenti e non diagnosticati dovrebbe essersi ormai esaurita", ma le segnalazioni "continuano a crescere".

Secondo Versari occorre sui Dsa "un approfondimento di analisi sia a livello di criteri diagnostici sia a livello didattico e dell'insegnamento, fino agli stili di vita e di crescita dei bambini". Considerando l'incidenza delle segnalazioni rispetto al genere, si conferma la prevalenza dei maschi (61,8%) con Dsa rispetto alle femmine, mentre per quanto riguarda la distribuzione delle segnalazioni in rapporto alla cittadinanza, il 92% sono riferite a studenti italiani. Rispetto alla tipologia di studio, c'e' una maggiore incidenza di studenti con Dsa negli istituti professionali, rispetto a tecnici e licei. Ma soprattutto: la 'fatica' che compare con maggiore frequenza e' la difficolta' nella scrittura, nella lettura e nel calcolo. Versari parla di "panorama complesso" e aggiunge che "la sfida presente e futura per le nostre scuole deve necessariamente andare nella direzione della personalizzazione non solo di cio' che questi alunni sanno o non sanno fare, ma anche e soprattutto di metodologie innovative che possano rispondere alle esigenze di gruppi classe con bisogni via via sempre piu' diversificati".

© Copyright Redattore Sociale