7 dicembre 2015 ore: 12:32
Disabilità

Alunni disabili crescono del 40% in dieci anni. Docenti di sostegno solo 12% in più

Anief commenta il Focus del Miur su integrazione degli alunni con disabilità. “Solo 96 mila posti coperti con personale di ruolo, a fronte dei 130 mila necessari. Governo e amministrazione assumano 33 mila docenti precari e sopprimano posti in deroga”
Scuola, bambino dietro pennarelli colorati

ROMA – Cresce del 40%  in dieci anni la percentuale degli alunni disabili che frequentano le scuole italiane: quest’anno sono 235 mila e rappresentano il 2,7% della popolazione scolastica, a fronte dell’1,9% del 2004-2005. Sono alcuni dei numeri contenuti nel Focus del Miur ‘L’integrazione scolastica degli alunni con disabilità a.s.2014/2015’, pubblicato nei giorni scorsi, commentato criticamente da Anief. “Per coprire questo incremento notevole, pari al 40% di iscritti – osserva infatti il sindacato - la quota dei docenti di sostegno a tempo indeterminato sul totale dei docenti è passata dal 48,1% al 62,8%. Ma espresso in numeri, ciò corrisponde ad appena 96mila posti coperti con personale di ruolo, a fronte di quasi 130mila necessari. E la riforma non ha cambiato di molto le cose”. 

Il Focus del Miur riferisce che primaria e secondaria di I grado sono gli ordini di scuola con una maggiore presenza di alunni disabili. I maschi sono il 68,8% del totale. Il 95,8% degli alunni con disabilità ha un problema psicofisico, l’1,6% di una disabilità visiva, il 2,7% di una disabilità uditiva. Per quanto riguarda l’insegnamento, ci sono 44.657 docenti per il sostegno (37,4% del totale) nella scuola primaria, 34.028 nella scuola secondaria di I grado (28,5% del totale), 29.714 docenti specializzati (24,9% del totale) nella scuola secondaria di II grado ed appena 10.985 unità (9,2% del totale) nella scuola dell’infanzia. “Nell’anno scolastico 2014/2015 – si legge nel Focus - i docenti per il sostegno a tempo indeterminato si sono attestati sui 75.023 e i docenti per il sostegno a tempo determinato sui 44.361; in termini percentuali la quota dei docenti di sostegno a tempo indeterminato sul totale dei docenti è stata del 62,8% del totale (nell’a.s.2006/2007 si attestava ad appena il 48,1%)”. 

Per Anief, però, “a ben vedere c’è poco da essere soddisfatti: perché oggi abbiamo ancora un docente di sostegno precario su quattro. Che, detto in numeri, corrisponde ad appena 96mila posti coperti con personale di ruolo, a fronte di quasi 230mila necessari. E a poco è servito, come ha fatto notare nei giorni scorsi la rivista specializzata Tuttoscuola, il mini-potenziamento di assunzioni attuato con la Legge 107/15, che ha previsto 6.446 nuovi posti, perché “dall’anno scorso a quest’anno, i posti di sostegno in deroga (assegnati ai precari) sono aumentati di 11.254 unità, passando dai 117.673 ai 128.927. Perché mentre veniva compiuto lo sforzo di stabilizzare migliaia di posti, ne venivano attivati 5mila in più, in una sorta di fuga verso l’instabilità. Ad oggi, dunque, sono precari, non stabilizzati, oltre 33 mila posti di sostegno, il 26% circa. Occorre, dunque, un nuovo sforzo per aumentare la stabilizzazione”. 

Per il presidente di Anief Marcello Pacifico, quindi, “senza un piano di copertura dei posti vacanti, anche nei prossimi anni, con il numero di alunni in costante aumento, staremo qui ancora a parlare di mancato rispetto del rapporto 1 docente ogni 2 studenti, ribadito dalla sentenza della Consulta 80/2010. E di una riforma del sostegno ‘zoppa’, perché incentrata su aspetti marginali, anziché sul più importante: la soppressione dei posti in deroga”. In altre parole, continua, “quel che occorre, per far quadrare il cerchio e risolvere il problema dell’alto precariato nella categoria, con effetti negativi per gli alunni, è assumere i 33mila docenti di sostegno precari prima dell’avvio del nuovo bando di concorso”. La richiesta è dunque che “Governo e amministrazione portino in porto quello che chiediamo da anni: attuare un’offerta didattica migliore, che copra tutti gli alunni disabili, attraverso la soppressione dei posti in deroga e – conclude Pacifico – l’assunzione in ruolo su tutti i posti vacanti”.

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