4 febbraio 2021 ore: 11:05
Disabilità

Alunni disabili e sostegno. Pei e linee guida, la nota al ministero dei “Caregiver familiari Comma 255”

Osservazioni puntuali e un’analisi dettagliata delle criticità, quella del coordinamento di caregiver familiari, dopo l’incontro avuto con il ministero lo scorso 27 gennaio. Gruppo di lavoro operativo, il rischio dell’esonero dalle materie e il personale educativo al centro della riflessione

ROMA – “Facendo seguito all'incontro del 27 gennaio di cui vi ringraziamo, siamo a ribadire, come concordato, i temi da noi sollevati rispetto alle linee guida che costituiscono parte integrante del decreto ministeriale 182/2020”. Va subito al concreto la nota che il gruppo “Caregiver Familiari Comma 255” ha scritto al ministero dell’Istruzione a seguito dell'incontro, “lungo e pacato”, del 27 gennaio scorso (a distanza, ndr), “incontro che attendevamo da quando erano circolate le bozze di quello che oggi è il decreto 182/2020”.  Una nota di poche pagine seguita da una relazione più tecnica è quella che il gruppo di caregiver ha appena trasmesso al ministero.

Il dottor Ponticiello, il dottor Ciambrone, la dottoressa Caiazza della Direzione Generale per lo studente, l'inclusione e l’orientamento scolastico del Ministero dell’Istruzione hanno ascoltato le nostre sollecitazioni e perplessità: nel forzare l'introduzione di principi giusti - profilo bio psico sociale, corresponsabilità del corpo docente, uniformità sul territorio italiano - non si tiene conto di una realtà, quella della scuola dell'inclusione, che nella stragrande maggioranza dei casi non è in grado di accogliere queste modifiche come valore aggiunto.

Una modifica strutturale e complessiva prevista per l'istituzione e la formazione del nuovo GLO che inciderà fortemente sulla centralità dell'utente e quindi della sua famiglia; sulle ASL non in grado di garantire la conoscenza, la presa in carico e quindi la presenza ai GLO per tutti i discenti con disabilità, appesantita dalla possibilità residuale dell’intervento dei professionisti privati; la distribuzione dell'intervento educativo-didattico ad opera delle diverse professionalità che diverranno alternative e che comporterà una riduzione dei docenti di sostegno a favore degli assistenti all'educazione e alla comunicazione che peserà sensibilmente sugli enti locali, responsabili di fornire il servizio e che certo non contempla la situazione vigente di comuni che non forniscono dette professionalità, o li forniscono in alternativa all'assistenza domiciliare, o vi mettono a bilancio budget esigui che ne consentono l’intervento solo per poche ore settimanali.

Diventa quindi pericoloso il concetto di esonero dalle diverse materie che se non ben interpretato rischia di significare l'allontanamento dei nostri ragazzi dal gruppo dei pari, dall’insegnamento nelle classi comuni o la sensibile riduzione del loro orario scolastico.

Quando non si è pronti ad accogliere novità culturali e strutturali, e non crediamo che una formazione di 25 ore consenta la giusta preparazione degli insegnanti, e quando si concentra ogni responsabilità nei poteri del solo Dirigente Scolastico, dando alla scuola ogni facoltà valutativa e decisionale sottraendola alle famiglie ed ai loro professionisti di riferimento, il rischio matematico è che si utilizzino le norme per arroccarsi sulle diverse posizioni ed a rimetterci è sempre l’elemento più debole, ossia l'alunno.

Confidiamo che il Ministero rifletta ed accompagni il percorso con regole scritte più stringenti per i Dirigenti Scolastici nella consapevolezza che le norme scritte, non le indicazioni verbali, servono a riequilibrare e a garantire gli alunni nelle situazioni di maggior rischio esclusione e di maggior frizione con le famiglie che debbono continuare a vedersi riconosciuto il ruolo centrale nelle decisioni del percorso di vita del proprio figlio.

A partire da oggi, mercoledì 3 febbraio, alle ore 18,30, nel consueto incontro settimanale con i caregiver familiari, Comma 255 tratterà il tema del nuovo PEI/GLO con l'introduzione del Decreto 182/2020. Gli interessati possono trovare le credenziali di accesso a zoom sul gruppo Facebook di Caregiver Familiari Comma 255.

Questo nel dettaglio il testo della nota al ministero:

“Ribadiamo in nostro apprezzamento alle novità migliorative inserite dal Decreto in oggetto: corresponsabilità del corpo insegnante/collegio dei docenti che finalmente fa intravvedere il superamento del binomio alunno con disabilità/insegnante di sostegno; uniformità nazionale che renderebbe gli italiani al pari senza pregiudizio per il luogo di nascita o il domicilio; l’introduzione del modello bio psico sociale e la volontà di inserire il percorso scolastico nel più ampio progetto di vita del bambino con disabilità.

In quanto caregiver familiari di discenti con disabilità e più ancora come rappresentanti dell'utenza con disabilità, a vario titolo, nelle realtà territoriali cui ognuno di noi appartiene - caregiver familiari comma 255 ha respiro nazionale - siamo coscienti che nulla può essere lasciato all'interpretazione ed alla buona volontà del singolo dirigente e/o comunità educante. Le regole scritte sono tali proprio per intervenire a garanzia di quei casi, fosse anche sporadici e minoritari, in cui la singola realtà non è preparata all'accoglienza di discenti con disabilità e non ha cultura inclusiva.

È pertanto ragionevole richiedere maggior precisione nella definizione di alcuni aspetti di seguito elencati.

GLO. La centralità ed irrinunciabilità dell'apporto e del volere della famiglia deve essere rimarcata in modo inequivocabile: Nella presenza al GLO imponendo di concordarne le date con la famiglia; Nell’obbligatorietà della firma per approvazione del PEI anche svincolata dal verbale; Nel consentire alla famiglia di dover approvare la ASL che eventualmente interviene nel GLO. La stragrande maggioranza delle realtà territoriali vedono una tale carenza di personale ASL che i discenti con disabilità spesso non sono conosciuti al servizio pubblico sanitario di riferimento. È poi da evitare al massimo la situazione di un servizio ASL di pertinenza della scuola che può significare, in realtà come Roma, un diverso distretto quando non una diversa ASL da quella di appartenenza del minore. È necessario impedire al massimo che l’intervento dei sanitari e quindi delle figure più idonee a fornire informazioni sul modello bio psico sociale, sia derubricato a mero apporto di carattere amministrativo, cosa che avverrà ogni qualvolta la ASL non conosca direttamente l’alunno come proprio utente abituale. Infine, nella scelta libera dei professionisti di riferimento per il quadro globale della crescita del discente con disabilità da inserire nel GLO per la definizione del PEI. Si specifica al riguardo che il ricorso a figure professionali private è una scelta obbligata per le famiglie stante la situazione di precarietà e carenza del sistema pubblico per i servizi di diagnostica e riabilitazione.

Nel rispetto delle scelte riabilitative delle famiglie è pertanto anche doveroso riequilibrare il concetto di gratuità dell'intervento del privato nel GLO: le figure che partecipano al GLO per ragioni professionali debbono essere trattate al pari. Nessun docente, personale ATA, professionista sanitario pubblico partecipa al GLO fuori dalla propria professionalità e ruolo per il quale è pertanto retribuito. Al pari vanno trattati i professionisti privati scelti dalla famiglia, che partecipano al GLO all'interno del progetto riabilitativo in essere.

PERSONALE EDUCATIVO. Le tabelle allegate al Decreto indicano orari massimi previsti per l'insegnamento di sostegno inferiori alla settimana scolastica di un discente e sembrano determinare l’alternanza di figure professionali: insegnanti di sostegno piuttosto che assistenti alla comunicazione e/o assistenti educativi. Sembra scomparire del tutto il principio di compresenza fra le diverse figure professionali, ognuna caratterizzata da compiti e competenze diverse.

È poi evidente che nel nuovo sistema introdotto, un minor apporto di insegnanti di sostegno da parte del Ministero dell'Istruzione determinerebbe una maggior necessità di interventi orari da parte del personale educativo, attualmente appannaggio degli enti locali. Non si può infatti disconoscere che la formazione del corpo insegnante, prevista per tutti ma in sole 25 ore, non consentirà nell'immediato una idonea preparazione a che i discenti con disabilità possano essere inclusi nella classe con la sola presenza dei docenti curriculari. Sono rari attualmente i casi in cui questo avviene. L'autonomia degli enti locali che li svincola dalle norme imposte dal Ministero dell’Istruzione e che versano allo stato attuale in sofferenza e la difficoltà di allargare le maglie per la dotazione di assistenti educativi ed alla comunicazione, evidenzia una allarmante preoccupazione per la sorte dei discenti con disabilità già a partire dall'anno scolastico 2021/2022.

ESONERO DALLA MATERIE. Per quanto sopra esposto non è difficile comprendere come l’esonero da materia previsto rischia di diventare la soluzione più plausibile per la carenza di personale qualificato per la didattica e l'assistenza educativa ed alla comunicazione. Sarebbe veramente devastante che l’intento quasi visionario dell’Amministrazione, che sembra volgere alla definizione personalizzata del percorso scolastico dell'alunno con disabilità, venisse stravolto dalla realtà con una esclusione sempre più evidente dei nostri figli dai percorsi scolastici delle classi comuni. Si ratificherebbe ciò che troppo spesso nelle nostre realtà vediamo già accadere. Pertanto chiediamo che venga ribadito in maniera univoca ed incontrovertibile che il tempo che l'alunno con disabilità dovesse trascorrere fuori dal gruppo classe venga stigmatizzato a favore di una maggior spinta alla massima crescita del discente e nel pieno rispetto dell’inclusione nel gruppo dei pari, risorsa irrinunciabile che le nostre scuole debbono, nella stragrande maggioranza dei casi, ancora imparare a mettere a sistema. Il fallimento della DAD per gli alunni con disabilità nel periodo di pandemia ne è la riprova”.

A conclusione, per “sgombrare il campo da ogni perplessità che le nostre suggestioni ed obiezioni siano frutto di disinformazione”, il gruppo ha inviato al ministero anche un'analisi più tecnica del decreto e delle linee guida, “certi che ricorderete che la nostra richiesta di incontro è stata fatta all’atto della diffusione della bozza del decreto. Forse avendo fatto un incontro allora alcune criticità si sarebbero evitate”.

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