20 gennaio 2017 ore: 13:00
Disabilità

Alunni disabili senza assistenza, genitori incatenati davanti alla scuola

Succede in un istituto tecnico di Palermo, dove a 15 giorni dalla ripresa dell'anno scolastico dopo le vacanze di Natale non sono ancora garantiti i servizi di autonomia e trasporto. Una mamma: "Vorremmo che almeno una volta la nostra protesta fosse anche sostenuta dai presidi e dagli insegnanti"
Palermo, genitori incatenati con figli disabili
Palermo, genitori incatenati con figli disabili

PALERMO - Genitori e studenti con disabilità delle scuole di Palermo si sono incatenati ancora una volta, questa mattina davanti all'istituto tecnico Majorana. Il motivo della protesta è che dal rientro delle vacanze di Natale ad oggi i servizi di assistenza, autonomia, comunicazione e trasporto non sono ancora partiti nella maggior parte delle scuole superiori di Palermo e in molte altre della Sicilia. L'iniziativa è stata promossa dall'Anffas onlus Palermo (Associazione Nazionale di Famiglie di Persone con Disabilità Intellettiva e/o Relazionale) in rappresentanza degli studenti con disabilità di tutta la Sicilia, per protestare proprio in difesa del diritto allo studio. 

“Il copione si ripete e questa è la terza manifestazione che facciamo di questo tipo. Accogliamo con fiducia – sottolinea Antonio Costanza, presidente di Anffas onlus Palermo e vicepresidente di Anffas onlus Sicilia – le rassicurazioni del sindaco Orlando sull’anticipo delle somme necessarie alla ripresa dei servizi nelle scuole, ma non possiamo abbassare la guardia e chiediamo a gran voce che le istituzioni regionali facciano la loro parte, affinché, una volta e per tutte, il diritto allo studio non venga più erogato in ritardo e a singhiozzo. Le famiglie chiedono con forza continuità e qualità dei servizi per fare crescere i loro figli al pari di quegli degli altri". 

“Il diritto allo studio – continua Antonio Costanza – troppo spesso, appare come una concessione più che come un diritto. Parlare di inclusione scolastica – aggiunge il presidente di Anffas Onlus Palermo – è particolarmente complesso in Sicilia, perché, per poter essere inclusi, gli alunni con disabilità devono prima di tutto essere messi nelle condizioni di accedere fisicamente a scuola; un aspetto che a molte persone con disabilità viene ancora oggi negato, per la mancanza di quei servizi essenziali in grado di permettere al diritto allo studio di essere garantito. Non è un problema di risorse economiche, ma una questione di carattere civile e culturale”.  

"Siamo stanchi di dovere lottare sempre da anni per gli stessi diritti - dice Giusi Adelfio la mamma di una ragazza con disabilità - dei nostri figli che devono essere uguali a quelli dei loro coetanei. I nostri figli non sono di serie B e mi chiedo ancora perché dobbiamo andare avanti in questo modo davanti purtroppo all'indifferenza costante delle istituzioni ma anche di buona parte della società civile. Mi amareggia non vedere al nostro fianco, per esempio, nessun insegnante ma anche nello stesso tempo nessun genitore dei compagni dei nostri figli senza disabilità".

"E' davvero umiliante continuare a subire questo stato di cose - aggiunge anche Sara Landino, mamma di Federico -. Come si può parlare di integrazione e di quant'altro se continuano a mancare i servizi essenziali? Da quando mio figlio va alle scuole superiori, essendomi ritirata dal lavoro, vengo a fare la ricreazione con lui. Siamo in ginocchio e purtroppo sempre soli. Vorremmo che almeno una volta la nostra protesta fosse anche sostenuta dai presidi e dagli insegnanti cosa che non è mai avvenuta".

"Sappiamo che è solo un problema di mera programmazione - incalza infine Antonio Costanza - e pertanto sollecitiamo, ancora una volta il governo regionale ad intervenire di conseguenza. Quale messaggio educativo stiamo lasciando, inoltre, ai compagni di questi ragazzi con disabilità? Chiediamo anche maggiore sensibilità ai rappresentanti della scuole. Oggi avremo anche un incontro con la prefettura da cui ci aspettiamo maggiori risposte". (set)

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