20 settembre 2021 ore: 11:59
Società

Amministrative, le 40 proposte di Libera per Bologna

di Alice Facchini
Sicurezza, monitoraggio, trasparenza, antiriciclaggio, antimafia nelle istituzioni, cultura della legalità e antimafia sociale: i punti dell’associazione bolognese per i candidati sindaco, in vista delle elezioni del 3 e 4 ottobre. Giagnorio: “La consapevolezza e l’emersione di fenomeni mafiosi, corruttivi e criminali sono ancora troppo basse”
Piazza maggiore Bologna con torri

BOLOGNA – Quaranta proposte su sicurezza, monitoraggio, trasparenza, antiriciclaggio, antimafia nelle istituzioni, cultura della legalità e antimafia sociale. Le ha redatte l’associazione Libera Bologna in vista delle elezioni amministrative del 3 e del 4 ottobre, rivolgendole ai candidati sindaco in corsa nella campagna elettorale nel capoluogo emiliano-romagnolo.

“Libera fin dalla sua nascita ha avuto l’obiettivo di animare una società civile, partecipe e responsabile, consapevole che la lotta alle mafie e la costruzione di una società giusta e inclusiva non è opera di navigatori solitari, ma necessita di una responsabilizzazione collettiva – afferma Andrea Giagnorio, referente di Libera Bologna –. Per questo abbiamo strutturato una serie di proposte per chi si candida ad amministrare la nostra città, e che speriamo verranno attuate nel prossimo mandato. Significherebbe un cambio di passo necessario in una città dove la consapevolezza e l’emersione di fenomeni mafiosi, corruttivi e criminali sono ancora troppo basse”.

Le prime proposte del documento riguardano il tema caldo della sicurezza: le azioni suggerite mirano non a un aumento della militarizzazione della città, ma a interventi culturali, di sensibilizzazione e di partecipazione, toccando anche l’aspetto dei diritti. Tra questi ci sono interventi di “prevenzione comunitaria” attraverso l’animazione dello spazio pubblico, la sensibilizzazione nelle scuole e sui luoghi di lavoro sui fenomeni che si celano dietro i microreati (come narcotraffico e corruzione), e la divisione della città in piccole zone per avviare percorsi partecipativi e capire che risposte si possono dare al tema della sicurezza e ai diritti di tutte e tutti (abitare, dormire e socialità).

C’è poi il capitolo su monitoraggio, trasparenza, anticorruzione e antiriciclaggio, che tocca argomenti più specifici, come la gestione dei beni confiscati, la segnalazione di operazioni sospette, l’incrocio dei dati per un monitoraggio attento, la gestione di appalti e subappalti. Tra le proposte, quella di istituire un tavolo metropolitano permanente di raccordo sui beni e imprese confiscati; adottare banche dati idonee e implementare l’incrocio dei dati, per monitorare le dinamiche societarie delle imprese e individuare eventuali anomalie, contrastando così il radicamento mafioso e criminale; istituire un osservatorio specifico sul tema dei rifiuti e del loro smaltimento; rendere pubblica la mappatura delle sale slot.

Ancora, c’è il tema dell’antimafia nelle istituzioni: nel documento, Libera chiede il conferimento di una delega autonoma alla “legalità democratica” ad un assessore, distinguendo in modo chiaro e netto il tema della legalità da quello della sicurezza, oltre a istituire una Commissione consiliare permanente antimafia, che lavori sui temi dell’antimafia, dell’anticorruzione e dell’antiriciclaggio, sul modello di quella del Comune di Milano.

Ultimo capitolo è quello sulla cultura della legalità democratica e della giustizia sociale, con una serie di punti che toccano cultura, formazione, ma anche politiche di accoglienza, fino ad arrivare all’attività di contrasto al caporalato e al gioco d’azzardo illegale. In particolare, l’associazione propone di introdurre percorsi scolastici ed extrascolastici per la diffusione di una cultura della legalità democratica, coinvolgendo il terzo settore; promuovere momenti di formazione per i dipendenti pubblici sui temi della legalità e della presenza delle mafie nel territorio di Bologna; e applicare politiche di accoglienza efficaci, per evitare che migranti in stato di bisogno finiscano nelle mani e in potere alle associazioni criminali, mafiose e non.

“Ci troviamo alle porte di questa tornata elettorale ad affrontare una crisi senza precedenti: la crisi sanitaria e le sue conseguenze economiche, sociali e psicologiche – conclude Giagnorio –. Occorre lavorare insieme per indebolire lo sviluppo ed il radicamento delle mafie partendo dalle nostre comunità, condividendo analisi e strumenti, pretendendo allo stesso tempo che la politica ponga in essere strumenti normativi efficaci e procedure attuative all’altezza della sfida che abbiamo di fronte”.

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