17 settembre 2021 ore: 14:35
Società

Amministrative, le Acli dialogano coi candidati sindaco per il futuro di Bologna

di Alice Facchini
Le Associazioni Cristiane Lavoratori Italiani hanno stilato un documento incentrato sui tre cardini della solidarietà, sussidiarietà circolare, bene comune. Lepore (centrosinistra): “Faremo di Bologna la città più progressista in Italia”. Battistini (centrodestra): “Una buona amministrazione deve saper ascoltare i bisogni dei cittadini”
Bologna dall'alto

BOLOGNA – Un documento che vuole essere di stimolo al dibattito cittadino su temi determinanti per la comunità e il futuro di Bologna. Sono le proposte delle Acli, le Associazioni Cristiane Lavoratori Italiani, inviate ai candidati sindaco del capoluogo emiliano-romagnolo per le prossime elezioni comunali del 3 e 4 ottobre, incentrate su tre parole chiave: solidarietà, sussidiarietà circolare e bene comune. Il 16 settembre i candidati sono stati invitati a confrontarsi personalmente sui punti cardine di questo manifesto, che affronta questioni cruciali come sostegno alle famiglie, educazione e giovani, immigrazione, emergenza abitativa, ambiente e mobilità, sicurezza e degrado. A rispondere alle domande delle associazioni c’erano il favorito Matteo Lepore, candidato del centrosinistra appoggiato dall’alleanza Pd-5 Stelle, e Fabio Battistini, sostenuto dal centrodestra.

Natalità e famiglia

“Se il sostegno alle famiglie e alla natalità resta di facciata, se le politiche sulla casa e sul lavoro non le favoriscono, se l'impegno per l’educazione non si volge alla generatività, il declino e l'invecchiamento della città sono inevitabili”. Inizia così il manifesto redatto dalle Acli, che prosegue poi con una richiesta concreta: “Chiediamo quindi che l’Assessorato alla famiglia non sia solo una delega tra tante, ma abbia potere decisionale e risorse, e che il Centro per le famiglie e la Consulta delle associazioni famigliari siano rilanciati”. Su questo tema, Lepore afferma di voler supportare i servizi alla genitorialità insieme al terzo settore, in un’ottica di coprogettazione e apertura alle necessità dei cittadini, mentre Battistini si dice particolarmente sensibile alla questione: “La Consulta delle associazioni famigliari è un organo del Comune che ho contribuito a fondare, che ho presieduto per alcuni anni – afferma –. Ho quattro figli, so quanto le famiglie vadano supportate con politiche strutturate”.

Educazione e giovani

Le Acli, poi, continuano chiedendo di “insistere sulla scuola (statale e paritaria) e sulle famiglie in un’ottica di sussidiarietà, per coltivare sotto ogni profilo la crescita culturale e sociale dei ragazzi. […] Le istituzioni siano pronte a riconoscere e sostenere quanto viene messo in opera dalla società civile, a sostegno dell’integrazione e della continuità formativa delle fasce più deboli, sia tra gli adulti, sia tra i più giovani”.  Rispetto al tema della sussidiarietà, Lepore non ha dubbi: “L’Emilia-Romagna è una terra in cui la sussidiarietà ha espresso alcuni dei suoi esempi migliori. Prevediamo un potenziamento dell’intervento pubblico, con 100 milioni di euro in 5 anni per azzerare le liste di attesa nelle scuole statali. Questo però non è alternativo all’impegno nelle scuole paritarie: bisogna lavorare insieme, ancora di più in un momento delicato come quello che stiamo attraversando. Bologna è una città plurale, aperta al dialogo: abbiamo sempre saputo ascoltare e coprogettare, e continueremo a farlo”. Battistini si spinge anche oltre, affermando che “le scuole paritarie sono la prima soluzione a cui guardare nel momento in cui la scuola pubblica non riesce a garantire tutti i posti necessari. La sussidiarietà va promossa in maniera strutturale, non va attuata solo quando si è in emergenza”.

Immigrazione e integrazione

Su uno dei temi più caldi della campagna elettorale, quello dell’immigrazione, le Acli chiedono che a Bologna “si realizzino politiche che considerino i migranti, ma anche tutte le persone in situazioni di difficoltà, come anziani soli, persone con disabilità e in situazione di disagio socio-economico, come una risorsa e non solo come oggetto di assistenza”. Per farlo, Lepore si dice pronto a rendere Bologna “la città più progressista in Italia”, affermando il “diritto alla fragilità”: “A Bologna, nessuno deve vergognarsi a sentirsi fragile”. E rispetto alla questione dell’integrazione dei migranti, il candidato del centrosinistra afferma che ci sono tre step che ha in programma: “Per prima cosa, vogliamo inserire nello statuto del Comune il principio dello ius soli: certo, non possiamo emanare leggi che sono di competenza del Parlamento, ma possiamo cercare di ispirarle, come un vero Comune da combattimento. Secondo, vogliamo potenziare il coordinamento con la Questura e la Prefettura, per supportarle nello svolgimento delle pratiche per i cittadini stranieri che richiedono il permesso di soggiorno e la cittadinanza. Infine, promuoveremo l’inclusione lavorativa, abitativa e sociale, evitando i grandi centri di accoglienza e promuovendo un’accoglienza diffusa sul territorio”. Battisti, dal canto suo, afferma di voler “sostenere l’operato delle tante cooperative sociali che fanno cose bellissime per l’integrazione dei migranti, stanziando fondi per la nascita di start-up che operino nella cooperazione sociale”. Le Acli chiedono inoltre che venga data un’adeguata sistemazione ai luoghi di culto delle nuove comunità non cristiane, evitando sistemazioni inadatte o innaturali. Su questo Lepore afferma che “è importante lo scambio con le comunità straniere, alcune delle quali vivono ancora una forma di segregazione, o autosegregazione. Dialogare con la comunità islamica ed entrare dentro alle moschee di Bologna permette di comprendere i reali problemi e necessità delle persone che le frequentano”. Diversa è l’idea del candidato di centrodestra, secondo cui “la moschea è un territorio minato. Le piccole moschee, che sorgono nei garage in situazioni di degrado, sono sicuramente inadatte. Ma gli estremismi esistono”.

Emergenza abitativa

Tra i problemi più pressanti in città c’è quello dell’emergenza abitativa e dell’aumento dei prezzi nel mercato della casa. Molti cittadini non si possono più permettere di vivere vicino al centro e si vedono costretti a trasferirsi in periferia o nell’hinterland, lasciando vuoti appartamenti che poi vengono affittati a prezzo molto più alto, con un boom degli affitti brevi e delle piattaforme come Airbnb. Per Battistini, “il fatto che a Bologna esistano posti letto a 500 euro al mese è uno scandalo. Per questo è necessario calmierare i prezzi e intervenire sulla regolamentazione degli affitti brevi”. Anche Lepore annuncia di voler spingere per una maggiore regolamentazione delle piattaforme come Airbnb: “Abbiamo in mente un piano casa che prevede anche politiche a supporto delle fasce più deboli, una riforma dell’Acer (Azienda Casa Emilia-Romagna, ndr), e politiche a sostegno degli affitti a canone concordato. Per affrontare questa strategia nel modo migliore, daremo vita a un’Agenzia per l’abitare sociale che si occupi anche della convivenza nei caseggiati popolari”.

Ambiente e mobilità

Sul tema dell’ambiente e della mobilità, le Acli nel loro manifesto scrivono che “è necessario intervenire in modo integrato e mirato su tutta la rete dei trasporti, progettando e realizzando infrastrutture che integrino sia le esigenze di mobilità di persone e merci, sia quelle di vivibilità, salubrità e tutela ambientale nei territori”. Battistini si dice deciso a trovare una soluzione al traffico che paralizza la tangenziale nelle ore di punta, promuovendo un coordinamento tra le scuole e il privato, per ragionare insieme su come organizzare gli orari in modo da evitare la creazione di imbottigliamenti. Non solo: anche il tema delle disuguaglianze territoriali è centrale nel dibattito cittadino. Su questo, Lepore parla di una nuova strategia che interverrà sul trasporto pubblico a livello metropolitano, in cui il tram verrà integrato con altri mezzi come gli autobus, il treno o la bicicletta, per permettere alle persone di muoversi senza prendere la macchina. “Inoltre, metteremo in campo politiche per supportare coloro che vivono fuori dal centro, come gli abitanti dell’hinterland che hanno perso il lavoro, o le comunità montane fortemente colpite dallo spopolamento”.

Sicurezza e degrado

“Nelle aree centrali lasciate vuote dall’esodo di commercio e servizi, o in quelle ex-artigianali della periferia o ex-militari, è possibile dare spazio alla realizzazione di luoghi dove le professionalità sviluppate nel nostro Ateneo possano trovare un incubatoio diffuso di nuove attività, che possano anche sfruttare il legame con l’Università e con gli strumenti scientifici e di ricerca in esso contenuti”. È la proposta delle Acli per contrastare il tanto discusso “degrado”, in particolare in riferimento alla zona universitaria intorno a piazza Verdi. “Da un lato si riscontra l’abbandono alla microcriminalità di aree centrali come quella di via Zamboni, dall’altro si registrano analoghe situazioni in aree di periferia come quella del Pilastro – continuano le Acli nel documento –. Sono circostanze che necessitano di azioni costanti nel tempo e non episodiche, ma che non possono essere ignorate ancora”. Per quanto riguarda la sicurezza, secondo Battistini “Bologna ha problemi seri”: “Vediamo bande organizzate che si accoltellano in strada per regolamenti di conti, lo spaccio è diventato istituzionalizzato. Ecco perché c’è bisogno di un Assessorato alla sicurezza che garantisca un maggior coordinamento tra amministrazione e forze di polizia, tra Sindaco e Questore”. Lepore, invece, è convinto che serva “una strategia integrata: bene più polizia, ma questo non basta. Essenziale sarà il potenziamento dei servizi di welfare e di supporto alla popolazione a rischio”.

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