11 aprile 2022 ore: 12:37
Società

Ancora forte l’impatto della pandemia sulla ripresa della domanda turistica

I dati Istat. Nel 2021 i viaggi dei residenti in Italia sono stati 41 milioni e 648 mila (281 milioni e 491 mila pernottamenti), prossimi ai livelli del 2020 ma lontani da quelli precedenti alla pandemia. Le persone che hanno fatto almeno una vacanza tra luglio e settembre sono il 33,9%. Ancora scarsa la partecipazione a spettacoli e manifestazioni. Elevato il ricorso agli alloggi privati e quello all’automobile come mezzo per viaggiare
Foto da Agenzia Dire Coronavirus, due turisti con mascherina

ROMA - Nel 2021 i viaggi dei residenti in Italia sono stati 41 milioni e 648 mila (281 milioni e 491 mila pernottamenti), prossimi ai livelli del 2020 ma lontani da quelli precedenti alla pandemia del 2019. Timidi segnali di ripresa si osservano per le vacanze di 4 o più notti (+25%) e per le vacanze estive. Le persone che hanno fatto almeno una vacanza tra luglio e settembre sono il 33,9%, contro il 30,9% del 2020. Pur in ripresa rispetto al primo anno di pandemia (+29%), i viaggi all’estero sono solo il 26% di quelli registrati nel 2019 mentre è stabile la scelta di località italiane (89,3% dei viaggi). E’, in estrema sintesi, quanto emerge dal report dell’Istat “Viaggi e vacanze in Italia e all’estero- Anno 2021”.

Domanda turistica ancora lontana dai livelli del 2019

Nel 2021, il turismo dei residenti è stato ancora fortemente limitato dalle restrizioni dovute alla pandemia da Covid-19. Dopo la caduta del primo semestre, nella seconda parte dell’anno si è registrata una ripresa sia per i viaggi in Italia (+18% sul secondo semestre 2020), sia per le mete straniere (+30%). L’anno si è chiuso con un numero di viaggi con pernottamento (41,6 milioni) sostanzialmente stabile rispetto al 2020 ma ancora molto lontano da quello pre-pandemia (-40% rispetto al 2019).
I viaggi all’estero sono diminuiti del 74% (87 milioni di notti in meno) e i viaggi in Italia del 32% (41 milioni le notti perse) rispetto ai due anni precedenti. Cresciuta però la durata media nel confronto con il 2020: le notti trascorse in viaggio sono state il 22% in più (281,5 milioni, 30% in meno sull 2019). Le vacanze sono state 38,7 milioni, sostanzialmente stabili rispetto al 2020 (circa il 93% del totale dei viaggi e il 95% delle notti).
Prevalgono le vacanze “lunghe”, di 4 o più notti (59% dei viaggi e 85% delle notti) che nel 2021 sono salite a 24,5 milioni (+25%; +24% in termini di notti). Le vacanze brevi, invece, non hanno fatto registrare variazioni rispetto al 2020 e rimangono la metà di quelle registrate nel 2019. Complessivamente sono quasi 115 milioni i pernottamenti di vacanza in meno rispetto al 2019 (- 31%). Soltanto il 7% dei viaggi è stato per motivi di lavoro (circa 3 milioni), senza sostanziali variazioni rispetto al 2020. Le attività di rappresentanza, vendita, installazione o simili sono state le motivazioni più frequenti (22,3%), seguite dalle riunioni d’affari (13,8%) e dalle missioni di lavoro (13%).
In termini di notti si è registrato un marcato aumento (+60% sul 2020, pari a circa 5 milioni di notti in più) per i viaggi di lavoro che porta la loro durata media a 4,8 notti (oltre una notte in più). Anche i viaggi di vacanza sono stati mediamente più lunghi rispetto al 2020 (da 6,3 notti a 6,9); pertanto la durata media dei viaggi nel loro complesso aumenta e si attesta a 6,8 notti (era 6,2 nel 2020).
Le escursioni (visite in giornata) nel 2021 sono state poco più di 36 milioni (41 milioni circa nel 2020) e si sono concentrate nel periodo estivo (37,4%). La percentuale di residenti che, in media, hanno effettuato almeno un viaggio in un trimestre aumenta leggermente passando dal 13,1% del 2020 al 14,8% del 2021 (24,2% nel 2019). La media nazionale dei viaggi pro-capite è rimasta sostanzialmente stabile (0,7) e largamente al di sotto di quella precedente alla pandemia (1,2 nel 2019), con il valore più elevato nel Nord-est (1) e più basso al Sud (0,3). L’area dove risiede la maggior parte dei turisti è il Nord-ovest (21,3%; 30,3% in termini di provenienza dei viaggi), seguono il Nord-est (18,6% dei turisti e 27,3% dei viaggi), il Centro (15,5% dei turisti e 24,4% dei viaggi) e a distanza il Sud (6,8%, 10,8%) e le Isole (8,3% di turisti; 7,2% di viaggi).

Ritorno delle vacanze lunghe in estate

Il confronto tra i diversi trimestri del 2021 e quelli del 2020 riflette le conseguenze sul turismo delle misure adottate per contrastare le diverse ondate della pandemia. Nel primo trimestre 2021 la seconda ondata pandemica condiziona negativamente l’andamento della domanda turistica che crolla rispetto allo stesso periodo del 2020 (-76% dei viaggi e -73% delle notti). La diminuzione si concentra infatti nei mesi di gennaio e febbraio, quando la pandemia era nella fase iniziale, mentre marzo mostra valori simili a quelli dello stesso mese del 2020 (contrassegnato dall’inizio delle restrizioni alla mobilità). Il calo riguarda sia le vacanze (-80%) sia i viaggi di lavoro (-55%) e in termini di persone è pari al -76%. Nel secondo trimestre si registrano invece variazioni nettamente positive (+85% le vacanze; triplicano i viaggi di lavoro) rispetto allo stesso periodo del 2020 (nel mese di aprile gli spostamenti erano per lo più interdetti a causa del lockdown generalizzato). Nel complesso, le persone che viaggiano e i viaggi raddoppiano, ma il confronto con il corrispondente periodo del 2019 evidenzia la caduta della domanda turistica: -58% di viaggi, -50% di notti e -56% di turisti. Nel trimestre estivo (luglio-settembre) rispetto all’estate del 2020, vi è una sostanziale stabilità dei viaggi, soprattutto grazie alla ripresa delle vacanze lunghe, in aumento di circa il 23% (+26% in termini di notti). Di contro, le vacanze brevi, che erano in aumento nell’estate del 2020 rispetto all’estate precedente, subiscono un forte calo. Nonostante una lenta ripresa, i viaggi nel trimestre estivo 2021 sono ancora il 14% in meno di quelli dello stesso trimestre del 2019. Nell’ultimo trimestre dell’anno, la domanda aumenta marcatamente, rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente colpito dalla seconda ondata pandemica, ma il numero di viaggi, di notti e di turisti rimane significativamente inferiore a quello del corrispondente periodo del 2019 (rispettivamente -39,2%; -34,5%; -36,3%). In estate, le persone partite per una vacanza sono poco più di 20 milioni, in crescita del 9,1% (18,5 milioni nel 2020 e 22,7 nel 2019). L’incremento maggiore si registra per i turisti over65 (+31,9%) e per i residenti nel Sud (+48,3% sul 2020; -9,5% sul 2019). Nel complesso, i turisti che partono per vacanza tra luglio e settembre sono l’11% in meno del 2019, anche se il Nord-ovest (+11% sul 2020) e le Isole (+37,6%) si riportano ai livelli precedenti alla pandemia.

Recupera il turismo nelle città italiane, soprattutto nel periodo estivo

Il 2021 conferma la tendenza a spostarsi principalmente per piacere, svago o riposo (73,1% delle vacanze) e per visite a parenti e amici (25,5%). Infatti, ad eccezione del primo trimestre, caratterizzato dalla prevalenza dei viaggi per visite a parenti e amici, i trimestri successivi confermano le motivazioni di piacere e svago. I viaggi per visite a una città (-60% nel 2020) crescono molto per le destinazioni italiane (+39% sul 2020), ma non recuperano i livelli del 2019 (-23,5%). Tuttavia, rispetto al periodo precedente la pandemia, soltanto l’estate ha contribuito alla tenuta delle vacanze in città italiane, registrando nel trimestre luglio-settembre addirittura un incremento del 64,4% rispetto al 2019. Al contrario, le città estere sono ancora in forte crisi in ogni periodo dell’anno (-82% rispetto al 2019).
Le vacanze al mare continuano a essere le preferite dai residenti (57,7% sul totale dei viaggi) raggiungendo per la prima volta una quota elevata anche per l’estero (61% dei viaggi all’estero). Le vacanze in montagna e campagna rimangono stabili (rispettivamente 25,7% e 15,3%). Tuttavia, per le prime il parziale recupero nel secondo e quarto trimestre e l’ottima tenuta dei flussi estivi (sugli stessi livelli del 2019) non riesce a compensare le perdite della stagione invernale (-79% dei flussi rispetto al 2019).
Le vacanze per praticare uno sport, più frequenti in inverno nelle località montane quasi si annullano, attestandosi ad appena il 6,1% dei viaggi nel trimestre, lontane dai livelli dello stesso periodo del 2019 (erano il 12,5%). Le restrizioni alle attività fruibili durante le vacanze e l’incertezza dovuta alla situazione sanitaria, dunque, continuano a condizionare le scelte. Ancora in forte calo (-70,8% sul 2019) le vacanze dedite esclusivamente a visite al patrimonio culturale, alla partecipazione a eventi e spettacoli e al turismo enogastronomico: per il secondo anno consecutivo rappresentano una quota molto ridotta delle vacanze (7,8%, era 16,9% nel 2019).
I trattamenti di benessere, lo shopping, il volontariato, la pratica di hobby, le visite ai parchi divertimento o le vacanze svolte per assistere a eventi sportivi, per studio o formazione, vedono contrarsi ancor di più la loro quota rispetto al periodo precedente la pandemia (da 7,5% nel 2019 a 5,4% nel 2020, a 4,3% nel 2021). Tra le vacanze svolte per piacere, svago o riposo, quelle dedicate al riposo o divertimento, anche nel 2021 rimangono predominanti (72,7%), soprattutto in estate (77,8%). Questa infatti è l’unica stagione in cui l’attenuarsi della pandemia, come nel 2020, permette una ripresa delle vacanze. Ciononostante, le vacanze di riposo/divertimento diminuiscono del 20% rispetto al 2019.

Ancora scarsa la partecipazione a spettacoli e manifestazioni

L’estate del 2021 segna una ripresa ma non un recupero sia dei viaggi con almeno un’attività culturale (+15,7% sullo stesso trimestre del 2020) sia, in misura più contenuta, di quelli con visite alle bellezze naturali (+9,3%): rispetto allo stesso trimestre del 2019 i primi sono tuttora in calo del 18% e i secondi del 12%. In estate la quota dei viaggi in cui si pratica almeno un’attività culturale è pari al 60,1% (56,1% nel 2020), mentre quella dei viaggi con almeno una visita al patrimonio naturale è stabile al 52,6% del totale degli spostamenti estivi (52% nel 2020). Tra le attività praticate in estate, le visite a città e borghi si confermano le preferite (l’86,4% del totale), seguite dalle visite a monumenti e siti storici o archeologici (42,6%) e a mercati tipici locali (31,5%). Come di consueto, è minore il peso delle visite a musei e mostre (23,8%), mentre è ancora in difficoltà la partecipazione a spettacoli e manifestazioni (13,7% nel 2021; 29,6% nel 2019).
L’incidenza delle attività legate all’enogastronomia si attesta al 17%, quota appena sotto quella degli anni precedenti (20% nel 2020 e 2019).

Il Lazio non recupera, giù anche il Trentino Alto Adige

Dopo la drastica contrazione del 2020, proseguita nei primi tre mesi dell’anno successivo, a partire dall’estate 2021 gli spostamenti turistici all’estero dei residenti mostrano timidi segnali di miglioramento. La crescita dei viaggi internazionali rispetto al 2020 riguarda soprattutto gli spostamenti verso i Paesi dell’Unione europea (+52,8%) ed è dovuta, in gran parte, alla ripresa delle vacanze lunghe intraprese dai residenti stranieri per far visita a parenti e amici nei luoghi di origine. I pernottamenti all’estero crescono del 53,2% sull’anno precedente. Tuttavia, anche nel 2021 continua a prevalere la connotazione domestica dei viaggi effettuati dai residenti: gli spostamenti turistici che hanno come destinazione una località italiana sono l’89,3% (90,9% nel 2020; 76,1% nel 2019).
Anche nel trimestre estivo, caratterizzato da una maggiore libertà nella mobilità delle persone, i residenti scelgono prevalentemente il territorio nazionale, riservando alle mete estere il 9,1% delle vacanze estive (il 10,6% se lunghe), in recupero rispetto al 2020, ma lontano dai livelli pre-Covid (22,8% e 26,3% nel 2019).
Il Nord rimane l’area del Paese con più potere attrattivo (39% dei viaggi), sia per le vacanze brevi (50,6%) che per i viaggi di lavoro (41,3%). Il primato per le vacanze lunghe spetta al Mezzogiorno (38,5%), che supera sia il Nord (32%) che il Centro (16,2%). Quest’ultima ripartizione, tuttavia, continua a registrare, rispetto alle regioni del Sud, quote più consistenti di vacanze brevi (26,7% contro 17,9%) e di viaggi di lavoro (23% contro 18,3%). Toscana, Emilia-Romagna, Lombardia, Puglia, Sicilia e Veneto sono le sei regioni più visitate e accolgono complessivamente il 51,2% degli spostamenti interni, con quote che variano tra il 6,9% del Veneto e l’11,3% della Toscana, regione preferita, anche nel 2021, per le vacanze (11,5%), soprattutto se brevi (15,2%).
Per lavoro, si viaggia di più verso Lazio, Lombardia ed Emilia-Romagna che, insieme, ospitano oltre il 45% dei viaggi d’affari in Italia. Nonostante continui a essere una meta privilegiata per i soggiorni di lavoro, il Lazio non riesce a recuperare le posizioni perse nel 2020 e rimane al nono posto nella graduatoria delle regioni più visitate. Il blocco pressoché totale della stagione turistica invernale, a seguito dei provvedimenti restrittivi resi necessari per contrastare la diffusione dei contagi, che hanno imposto la chiusura degli impianti sciistici, influisce negativamente sulla performance del Trentino Alto Adige.
Le vacanze in primavera, agevolate dalle prime riaperture di fine aprile, vedono la Toscana come destinazione privilegiata sia per i soggiorni brevi (22%) che per quelli lunghi (15,2%). La regione è la meta più frequentata anche in estate in occasione delle vacanze brevi (10,5%) mentre per le vacanze lunghe la Puglia (12,7%) riguadagna il primato perso nel 2020, seguita da Emilia-Romagna (11,1%), Sardegna (9,7%), Toscana (8,6%), Sicilia (8,5%) e Trentino Alto Adige (7,6%).

I viaggi all’estero hanno come destinazione prevalente una meta europea (90,2%): i paesi più visitati nell’anno sono Romania (12%), Spagna (11,6%), Francia (11,5%) e Grecia (9,6%). La Francia è la destinazione più scelta per le vacanze brevi (17,3%) e i viaggi di lavoro (28,8%). Romania (15,8%) e Grecia (13,2%) sono le mete preferite durante le vacanze lunghe nell’anno per motivi differenti: per la prima si tratta prevalentemente di vacanze effettuate verso i paesi di origine per far visita a parenti e amici; per la seconda di vacanze estive di piacere/svago/relax al mare.

Ancora elevato il ricorso agli alloggi privati

Nel 2021, gli alloggi privati si confermano la sistemazione prevalente durante gli spostamenti turistici (57,9%, 65,5% in termini di pernottamenti), sia in Italia (57,4%; 65,6% di notti), ma soprattutto all’estero (62,2%; 65% di notti). Come per il 2020, la preferenza degli alloggi privati all’estero è dovuta in parte alla consueta predilizione dei residenti con cittadinanza straniera, in parte alle scelte ai residenti italiani che, anche nel 2021, hanno optato per una sistemazione privata in più di un viaggio su due all’estero. Negli spostamenti all’estero si registra però un incremento della quota di pernottamenti nelle strutture ricettive collettive (35%; da 26,2% nel 2020) in particolare extra-alberghiere, grazie soprattutto alla ripresa delle crociere.

Crescono i soggiorni negli alberghi, ma ancora lontani dai livelli pre-Covid

Malgrado la stabilità osservata nel 2021 rispetto all’anno precedente, i soggiorni nelle strutture ricettive presentano dinamiche trimestrali differenti. Nel primo trimestre 2021, il netto calo dei viaggi rispetto allo stesso periodo del 2020 colpisce maggiormente le strutture ricettive collettive, soprattutto gli alberghi (-84,3%). Sono proprio questi ultimi a beneficiare, in misura maggiore rispetto ad altri tipi di alloggio, della ripresa della domanda turistica nel resto dell’anno, in particolare di quella delle vacanze lunghe nel secondo e nel quarto trimestre e dei viaggi di lavoro nel periodo primaverile. Pertanto, i soggiorni di quattro notti e più negli esercizi alberghieri registrano un incremento complessivo, in termini assoluti, del 48,4% nel 2021 (+53,2% in termini di pernottamenti). I viaggi d’affari negli alberghi si mantengono stabili rispetto al 2020, ma si allungano con un incremento in termini di notti dell’83,3%. Tuttavia, i livelli pre-Covid sono ancora lontani: i viaggi di lavoro e le vacanze lunghe in albergo del 2021 rappresentano rispettivamente il 36% e il 61% di quelli registrati nel 2019, con una perdita complessiva di oltre 45 milioni di notti.

Ancora marcato il ricorso all’automobile come mezzo per viaggiare

In un anno ancora segnato dalla pandemia e prevalentemente dagli spostamenti interni, l’automobile continua a essere il mezzo di trasporto più utilizzato per viaggiare (nel 69,8% dei casi). Tuttavia la sua incidenza diminuisce rispetto al 2020 (era 73,9%) per tutti i tipi di viaggio, in particolare per quelli di lavoro, anche se rimane molto più elevata rispetto al 2019 (56,5%). Sebbene lontana dai livelli pre-Covid, nel 2021 cresce lievemente la quota dei viaggi in aereo (12,3%, da 10,3% nel 2020 e 21,6% nel 2019), soprattutto in occasione dei viaggi di lavoro (da 16,9% a 20,6%) e delle vacanze lunghe (da 13,3% a 15,8%). Stabile la quota dei viaggi in treno, con un lieve guadagno in termini di incidenza in occasione delle vacanze brevi (da 7,7% a 9,5%). Il pullman, come nel 2020, è utilizzato solo nel 2% dei viaggi (5,6% nel 2019).

Sempre in crescita la prenotazione diretta online, in affanno l’intermediazione

Prosegue anche nel 2021 l’abitudine, ormai consolidata negli anni, a prenotare l’alloggio in poco più della metà dei viaggi (52,1%), mentre i casi in cui non è presente alcuna prenotazione (47,9%) sono legati soprattutto all’utilizzo di abitazioni a titolo gratuito, come le abitazioni di proprietà o quelle di parenti e amici. Il 2021 conferma l’accelerazione nell’utilizzo di internet, iniziata lo scorso anno, per organizzare il viaggio, soprattutto per la prenotazione dell’alloggio: il 66,5% delle prenotazioni è effettuato online (58,4% nel 2019). Le scelte dei turisti rispetto al tipo di prenotazione dell’alloggio sono stabili rispetto al 2020: il 75,4% delle prenotazioni avviene contattando direttamente la struttura, come l’albergo o l’abitazione privata, il restante 24,6% tramite intermediari. Le prenotazioni fatte in agenzia o con piattaforme digitali sono ancora molto contenute e rappresentano poco più di un quarto di quelle del 2019. L’utilizzo di intermediari è limitato anche per i viaggi con prenotazione dell’alloggio sul web, con un’incidenza che scende al 27,1% (32,1% nel 2020, 68,7% nel 2019). In forte incremento le prenotazioni online concluse direttamente dal turista sulla pagina web dell’albergo o dell’abitazione privata, già in crescita lo scorso anno, che nel 2021 aumentano del 53,2% rispetto al 2019, coprendo una quota del 72,9% delle prenotazioni dell’alloggio sul web (31,3% nel 2019; 67,9% nel 2020). 
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