Anniversario strage di Capaci, studenti e autorità insieme per la legalità
PALERMO – Per una cultura della legalità che passi dai giovani. In questo modo con l'inno di Mameli, cantato dai 20 ragazzi del coro della scuola media Don Milani, si è aperta ufficialmente la giornata dedicata al 24esimo anniversario della strage di Capaci svoltosi questa mattina all'interno dell'aula bunker del carcere Ucciardone di Palermo. L'incontro al quale erano presenti tutte le più alte autorità nazionale è stato moderato dal giornalista Franco Di Mare.
La prima a prendere la parola è stata Maria Falcone. “Sotto l'albero della legalità accanto alla casa dove operò mio fratello – afferma Maria Falcone - in tutti questi anni ho raccolto tanti messaggi di speranza che non vanno perduti. Oggi è una giornata non soltanto di memoria e di dolore ma sostanzialmente di speranza grazie anche all'impegno degli insegnanti di tutta Italia”. “Il nostro ringraziamento va oggi a tutti coloro che ogni giorno lavorano silenziosamente per il valore e la coerenza ed il rispetto della costituzione – dice Giulia, studentessa della scuola Marco Polo di Palermo –. Noi giovani siamo il presente e vogliamo batterci per un futuro diverso. Per questo chiediamo di andare oltre alla finta antimafia perché solo con l'impegno di tutti, piccoli e grandi, possiamo ancora sfidare la mafia per una società diversa”.
Nell'ampia area esterna davanti all'aula bunker per l'occasione è stato allestito il villaggio della legalità animato da diversi gruppi scout . “Oggi siamo a disposizione dei bambini più piccoli per lavorare con loro sulla legalità – dice Fabio La Mantia, capobranco del gruppo scout Palermo VIII da 19 anni -. La legalità oggi è un sogno realizzabile che deve assolutamente partire dalla conoscenza e dalla cultura che ognuno a partire dalle scuole deve contribuire a portare avanti per un modo di vivere la vita diverso”.
“C'è un lavoro che facciamo tutti i giorni che si fa con l'esempio concreto di chi insegna il rispetto delle regole e combatte i principali nemico della mafia che sono la cultura e la conoscenza – sottolinea il ministro dell'istruzione, Stefania Giannini -. L'appello che rivolgo ai ragazzi è quello che tutti quanti oggi ce la possiamo fare. Ci sono ragazzi che lasciano oggi le scuole perché purtroppo si lasciano sedurre da altre cose e il mio appello è rivolto anche a loro affinché possiamo essere aiutati a capire qual è la strada più giusta per crescere”.
“Non bisogna mai abbassare la guardia e questo lo stiamo facendo – afferma il ministro della Giustizia, Orlando - perché a partire da quest'aula è avvenuto un importante cambiamento culturale. E' innegabile che l'attenzione va mantenuta sempre alta con il coraggio di andare avanti ed è questo quello che bisogna trasmettere a tutti i giovani. Giovanni Falcone non è stato soltanto un magistrato ma anche un intellettuale che è stato in grado di comprendere il sistema di un Isola e l'importanza di un lavoro di squadra se si vogliono raggiungere risultati. Oggi abbiamo bisogno di magistrati ma anche di insegnanti, di intellettuali e di ragazzi. Ogni pezzo di società si deve prendere carico di un pezzo di questa battaglia”.
Piero Grasso, oggi presidente del Senato, ha raccontato la sua esperienza di partecipazione attiva al maxiprocesso. “Avevamo la responsabilità di un 'impresa difficilissima e soprattutto il confronto con gli avvocati era la parte più delicata e complessa. Sicuramente il maxiprocesso ebbe delle fasi critiche ma, grazie all'impegno di molti, si riuscirono a superare. Giovanni Falcone e Paolo Borsellino con il maxiprocesso hanno cambiato da quel momento il corso della storia. A me questa forte esperienza ha cambiato la vita insegnandomi che non esistono cose difficili ma tutto se c'è una forte consapevolezza è superabile. Oggi ai giovani va trasmessa l'importanza dell'etica dell'impegno e della responsabilità che va costruita ogni giorno”.
Tra le persone invitate a prendere la parola c'è stato il presidente del parco dei Nebrodi, Giuseppe Antoci, scampato a un recente attentato. “Ringrazio tutti per la vicinanza straordinaria che ho avuto e sto ricevendo da tutti a vario livello – dice -. La normalità oggi è quella di riuscire a fare il proprio dovere ogni giorno. Noi abbiamo applicato un protocollo di legalità che non abbiamo lasciato sulla carta ed è stata questa soltanto la differenza. Andremo avanti senza fermarci”.
“Anche noi indagheremo su questo nuovo fatto - afferma Rosi Bindi, presidente della commissione antimafia -. Non dobbiamo mai dimenticare che le strade per portare vanti la legalità ci sono. Molti comuni oggi sono sciolti in varie parti d'Italia per mafia dove questa continua ad avere rapporti con la politica. Sicuramente le prossime elezioni amministrative sono un occasione per cambiare rotta. Per questo mi appello a tutte le forze politiche che magari si accorgono di avere messo in lista qualche persona poco trasparente affinché possano intervenire in tempo. Ricordiamoci che non abbiamo bisogno di eroi ma di cittadini che a vario livello facciano il loro dovere”.
“La chiarezza e la determinazione al di là di qualsiasi retorica anche in giornate come queste assumono una valenza molto significativa – aggiunge anche il sindaco di di Messina Accorinti -. Naturalmente dietro gli eventi ci devono essere gli atti concreti che scardinano certi sistemi. Proprio a Messina, a carico del presidente del parco dei Nebrodi, sono avvenuti degli atti molto gravi. Si è alzato un coperchio che ormai non si chiuderà. Sono stato insegnante e penso fermamente che, in una terra come la nostra piena di contraddizioni, dove a Reina e Provenzano ci sono Falcone e Borsellino, occorre con atti concreti e precisi dentro e fuori alle istituzioni dare una autentica chiave di svolta a questa società. Gesualdo Bufalino diceva che la mafia si sconfigge con tanti buoni maestri elementari. Il fattore educativo e culturale rimane la forza più grande che abbiamo se vogliamo cambiare la storia che deve camminare con le azioni che poi diventano modelli virtuosi”. (set)