5 agosto 2021 ore: 14:53
Salute

Anziani non autosufficienti, in Toscana percorso per rivedere il sistema di presa in cura

Una delibera istituisce un tavolo di lavoro per ripensare il modello, con soluzioni modulari e integrate tra domiciliari, semi-residenziali e residenziali
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FIRENZE - Trasformare le criticità emerse durante l’emergenza Covid in un’occasione per rivedere e migliorare il sistema di presa in carico dell’anziano non autosufficiente. E’ questo l’obiettivo di una delibera della giunta regionale approvata su proposta dell’assessora regionale alle politiche sociali Serena Spinelli: il provvedimento serve ad avviare un percorso per ripensare il modello complessivo attraverso l’attivazione di un tavolo tecnico cui parteciperanno tutti i soggetti interessati. “La pandemia ha fatto emergere difficoltà vecchie e nuove, ma anche elementi di forza e capacità di adattamento” ha spiegato Spinelli. “A partire da queste ritengo sia necessaria una riflessione approfondita che apra una fase di cambiamento nella quale vogliamo ridefinire il quadro delle politiche e delle risposte rivolte ai bisogni sociali e sanitari delle persone anziane e in particolare non autosufficienti”.


L’esigenza di ripensare complessivamente il sistema di presa in carico dell’anziano è anche espressione di un mutamento e di un allargamento progressivo delle esigenze della popolazione anziana: in Toscana già oggi gli over 64 sono quasi un milione e si stima che la quota di anziani andrà costantemente crescendo arrivando al 60% del totale nel 2060. Questa espansione si ripercuote sulle esigenze dell’assistenza sanitaria e sociale, sulla necessità di modulare e diversificare gli interventi nell’ambito delle quattro aree già presenti attualmente: prevenzione, interventi a domicilio, servizi semi residenziali, servizi residenziali.


L’obiettivo del tavolo che andrà ora a costituirsi è quello di incrementare in termini quantitativi e qualitativi le risposte socio-sanitarie sul territorio offrendo, nel rispetto dei livelli essenziali di assistenza, una gamma di soluzioni socio-sanitarie modulabili a seconda del tipo di bisogno espresso dall’anziano non autosufficiente. “Vogliamo ripensare e potenziare la capacità di risposta sul territorio ai bisogni della popolazione anziana, in un'ottica di presa in cura complessiva che metta al centro i diritti, le aspettative e la qualità della vita delle persone, in questo caso di quelle anziane e fragili” evidenzia Spinelli. “Per questo – prosegue - a partire da questa delibera avviamo un confronto che coinvolga tutti gli attori del sistema e i soggetti coinvolti".


“Il modello che vogliamo attuare dovrà rispondere a un nuovo approccio integrato che tenga insieme risposte di residenzialità, anche di livello e tipologie diverse, modulabili sulle diverse caratteristiche e sui diversi livelli di autonomia delle persone anziane, con servizi di assistenza e cura territoriali che in parallelo devono essere rafforzati e strutturati nel senso di una maggiore prossimità, di chiarezza e continuità del percorso di presa in cura, di gestione delle cronicità, che da tempo sono uno aspetti che caratterizzano maggiormente una società con un'età media più alta e con una più lunga aspettativa di vita. Da un lato, quindi, serve un miglioramento dell'offerta in termini di residenzialità e dall'altro una sempre maggior attenzione al tema dell’assistenza domiciliare, che consenta di evitare o rimandare l'istituzionalizzazione garantendo alle persone anziane il miglior livello possibile di qualità della vita senza dover lasciare l'ambiente domestico e familiare". Il tavolo potrà utilizzare i risultati dello specifico gruppo di lavoro costituito a maggio dell'anno scorso, a seguito dell'emergenza epidemiologica, formato da esperti e tecnici che hanno elaborato una serie di proposte di nuovo assetto delle Rsa, con particolare riferimento al potenziamento degli aspetti sanitari, nonché all’attuazione di nuovi e più evoluti metodi di assistenza e cura di anziani fragili.

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