14 maggio 2013 ore: 16:55
Famiglia

Anziani tentano la fortuna per aiutare i figli disoccupati. Ma si rovinano

L’allarme lanciato dalla Cisl che chiede alla regione Emilia Romagna di far sparire le macchinette dai centri sociali e propone corsi formativi per mettere in guardia gli anziani sui rischi di gratta e vinci e slot machine
Marta Sarlo/Contrasto. Ippodromo Capannelle, Roma 2008. La sala delle scommesse Gioco d'azzardo - Roma, Ippodromo Capannelle - La sala delle scommesse

Ippodromo Capannelle - La sala delle scommesse

BOLOGNA – “Gli anziani ci dicono che giocano per aiutare il figlio o il nipote che sono senza lavoro. Loro hanno una pensione minima e tentare la sorte gli sembra l’unica soluzione per cercare di fare qualcosa per la loro famiglia e invece così facendo le portano alla rovina”. È l’allarme lanciato dal segretario regionale della Cisl Fnp dell'Emilia-Romagna, Loris Cavalletti, che chiede alla Regione di far sparire le ‘macchinette’ dai centri sociali e intanto, per correre ai ripari, ha deciso di organizzare incontri formativi per mettere in guardia gli anziani sui trucchi insiti nei gratta e vinci e nelle slot machine. Una mania, questa, che in Emilia-Romagna sta prendendo sempre più piede tra gli anziani, in particolare tra le donne, spesso “attaccate alle macchinette”: nel 2008 giocavano il 21% delle donne tra i 55 e i 64 anni; nel 2011 la percentuale è salita al 45%, quasi 1 su 2. Tra gli uomini, invece, gioca il 61% di quelli tra 45-54 anni (nel 2008 erano il 51%). Allarmanti anche i dati relativi alla spesa per il gioco, che in Emilia-Romagna nel 2011 è stata di 6,3 miliardi all’anno (1,36 spesi a Bologna) e una media di 1.840 euro per persona.
 
“Gli anziani sono sempre più spesso contagiati dalla mania del gioco – spiega Cavalletti – alcuni lo fanno per solitudine, ma la maggior parte di loro dice di farlo per aiutare la propria famiglia. Giocano la pensione, si indebitano e finiscono per perdere tutto quello che hanno, anche la casa a volte”. Per il segretario regionale della Cisl pensionati a pesare sulla diffusione del gioco tra gli anziani c’è il fatto che ormai tutti i centri sociali hanno le macchinette: “L’anziano passa lì 3 o 4 al giorno e avere lì la macchinetta lo porta a rovinarsi. Organizzeremo un’iniziativa per chiedere alla Regione di toglierle dai centri sociali”, spiega il segretario regionale Fnp, che sostiene la proposta di legge regionale contro il gioco d’azzardo presentata dal consigliere regionale Pd Giuseppe Pagani. Intanto, per limitare i danni, “faremo incontri formativi nei centri sociali per spiegare agli la ‘verità’ sul gioco e i trucchi. Bisogna far capire loro che si rovinano e che le possibilità di vincere sono ridottissime”. (Dire)

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