29 luglio 2019 ore: 14:30
Salute

Anziani: troppe medicine, poca attività fisica e cattiva alimentazione

La fotografia scattata alla popolazione over 65 da Pass d'Argento, il sistema di sorveglianza sulla popolazione con 65 anni e più condotto da Asl e Regioni e coordinato dall’Istituto superiore di sanità
Anziani, solitudine, demenze: persona di spalle su panchina - SITO NUOVO
ROMA – L'87% degli italiani over 65 si considera in buona salute, ma le abitudini sanitarie e alimentarie sono invece molto carenti e inadeguate. E' quanto fa sapere HappyAgeing (Alleanza italiana per l’invecchiamento attivo) sulla base dell'indagine di Passi d’Argento (PdA), il sistema di sorveglianza sulla popolazione con 65 anni e più condotto da Asl e Regioni e coordinato dall’Istituto superiore di sanità. “Anche se si registrano lievi miglioramenti nella lotta alla sedentarietà – sostiene Michele Conversano, presidente di HappyAgeing – rimangono abitudini alimentari sostanzialmente scorrette e un’immunizzazione non sufficiente. Inoltre, si conferma la grande disuguaglianza tra le regioni nelle politiche sanitarie messe in atto a favore degli anziani”.

Sempre più anziani


La ricerca - online su Passi D'Argento - aggiorna il quadro sullo stato di salute e di vita degli over 65enni, fascia in costante crescita e che ormai si avvicina al 25% della popolazione complessiva. L’Italia è infatti ai primi posti in Europa per la crescita dell’indice di vecchiaia: il rapporto tra gli anziani (65 anni e più) e i giovani (meno di 15 anni) raggiunge quota 168,9 e registra così un nuovo record nazionale. I dati riportati da Passi d’Argento elaborano circa 40.000 interviste - telefoniche e in presenza, fatte da operatori sanitari specializzati con anziani campionati in tre anni. 

Alimentazione

 Sul fronte dell’alimentazione, in Italia, nel triennio 2016-2018, fra le persone con 65 anni o più il consumo medio giornaliero di frutta e verdura non raggiunge la quantità indicata dalle linee guida per una corretta nutrizione: su 10 persone, 4 non consumano più di 2 porzioni al giorno di frutta o verdura, una quota analoga ne consuma 3-4 porzioni, solo 1 persona su 10 arriva a consumare almeno 5 porzioni al giorno (five a day), come raccomandato. E ciò a fronte di una percentuale piuttosto contenuta – il 12,7 % su base nazionale – di ultrasessantacinquenni con problemi accertati di masticazione e di circa il 43% di popolazione anziana sovrappeso.

Medicalizzazione 

Se attenzione nutrizionale, immunizzazione, attività fisica, controllo di fumo e alcool sono tutti parametri che favoriscono un invecchiamento in salute per una sana prevenzione verso le patologie dell’età matura, come sostiene da alcuni anni HappyAgeing, di contro va registrata una tendenza ancora forte alla “medicalizzazione” della popolazione anziana. “L’89,2% degli ultra65enni italiani dichiara di aver assunto farmaci nella settimana precedente l’intervista. Un dato che in parte – commenta Michele Conversano - viene confortato dall’attenzione data dal medico alla corretta assunzione e controllo di farmaci da parte degli anziani”.

Disparità territoriale 

L’analisi dei dati dell’indagine dell’Istituto Superiore di Sanità fa emergere una enorme disparità regionale dello stato di salute degli anziani e stili di vita ancora lontani dalla soglia stabilita per il raggiungimento di un invecchiamento attivo. Per questo, HappyAgeing sostiene la necessità di sensibilizzare la popolazione con campagne di comunicazione sul territorio e di coordinare con maggiore forza le politiche sanitarie delle regioni a favore degli anziani per assicurare livelli minimi di prevenzione e invecchiamento in salute per l’intera popolazione anziana.

HappyAgeing - Alleanza italiana per l’invecchiamento attivo, presieduta da Michele Conversano, nasce nel 2014 per promuovere nel nostro Paese politiche e iniziative volte a tutelare la salute dell’anziano e a sviluppare le indicazioni della Commissione europea sul fronte dell’invecchiamento attivo. L’iniziativa nasce per rispondere alle indicazioni della Commissione europea che, con partnership per l’innovazione sul tema “invecchiare rimanendo attivi e in buona salute”, ha inteso stimolare il mondo scientifico, della società civile e delle istituzioni a rivolgere una maggiore attenzione sui temi del progressivo invecchiamento della popolazione europea e delle dinamiche socioeconomiche e culturali ad esso connesse. Fanno parte dell’Alleanza HappyAgeing fanno parte: SItI, SIGG, SIMFER, SIGOT, FNP CISL, SPI CGIL, UIL Pensionati, FAP ACLI e Federsanità ANCI. Dal 2015 HappyAgeingfa parte dell'International Federation on Ageing, osservatore permanente presso le Nazioni Unite.

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