23 settembre 2021 ore: 11:27
Ambiente

Approvata la riforma penale, "evitare la tagliola dell'improcedibilità per i delitti ambientali"

Non ci siano scadenze per i reati ambientali: Libera, Wwf, Greenpeace, Gruppo Abele e Focsiv tornano a lanciare un appello al governo. “Si approfitti del primo provvedimento utile per mettere riparo a un errore grave"
Giustizia, martelletto giudice, legge, diritti

ROMA - “Non era quello che ci aspettavamo con l'appello lanciato insieme a Libera, Wwf, Greenpeace, Gruppo Abele e Focsiv, chiedendo al governo di evitare la tagliola dell'improcedibilità per i delitti ambientali, a cominciare da quello di disastro, prevista dalla riforma del Codice penale". I presidenti Stefano Ciafani di Legambiente, Luigi Ciotti di Libera e del Gruppo Abele, Donatella Bianchi del Wwf, Ivana Borsotto di Focsiv e Giuseppe Onufrio, direttore esecutivo di Greenpeace Italia, affidano a una nota la propria contrarietà e la richiesta al governo di correggere un "grave errore". La richiesta rinnovata oggi era stata avanzata in luglio dalle organizzazioni.

"Ora l’Esecutivo è chiamato a raccogliere il forte segnale arrivato dal Parlamento con l'approvazione con voto unanime in Commissione giustizia del Senato dell'ordine del giorno, prima firmataria la sen. Loredana De Petris che richiama le ragioni e gli obiettivi del nostro appello. - si legge - Un ampio consenso, nella stessa maggioranza che lo sostiene, era stato registrato dall'ordine del giorno sullo stesso tema, prima firmataria l'on. Rossella Muroni, respinto per pochissimi voti alla Camera".

"Si approfitti del primo provvedimento utile - concludono - per mettere riparo a un errore grave, inserendo i delitti ambientali tra quelli che non rischiano l'improcedibilità. Lo richiedono il buon senso ed elementari ragioni di giustizia, in nome del popolo inquinato".

 

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