14 dicembre 2009 ore: 12:12
Disabilità

Arriva Baby Down, il bambolotto che combatte i pregiudizi

Nata due anni fa in Spagna, sbarca anche in Italia la bambola con i tratti somatici di una bambina con trisomia 21. Carlo Rizzoli (Ceps): “Giocando si impara ad accettare chi è diverso”
Baby Down

Baby Down

BOLOGNA – La diversità si impara giocando. Arriva anche in Italia Baby Down, la bambola con i tratti somatici di un bambino con trisomia 21: inventato in Spagna nel 2007, ora il giocattolo è disponibile anche nel nostro paese per iniziativa di alcune realtà del mondo sociale bolognese. “E’ una provocazione culturale – spiega Carlo Rizzoli, presidente del Ceps (Centro emiliano problemi sociali per la trisomia 21), fra i promotori dell’iniziativa –: le persone Down sono ancora circondate da molti pregiudizi, il bambolotto serve a rendere quotidiano e normale il loro aspetto e la loro presenza”. Giocando si potrà prendere confidenza con i tratti somatici che caratterizzano i bambini con trisomia 21: gli occhi allungati, le dita dei piedi leggermente separate e la lingua un po’ all’infuori. Per il momento il bambolotto è disponibile solo nella versione femminile e si può acquistare solo on line, all’indirizzo www.ilmartinpescatore.org/baby-down.html, al costo di 34, 90 euro.
 
Importata in esclusiva per l’Italia dalla società Cangillo interni limited edition, Baby Down è distribuita dalla cooperativa sociale Il Martin Pescatore, mentre i proventi andranno al Ceps e all’associazione Retinite Pigmentosa Emilia Romagna.
Oltre alla campagna di sensibilizzazione, il progetto Baby Down porta nuove opportunità di lavoro per le persone con disabilità. “Gli imballaggi e le spedizioni sono gestite da ragazzi con disabilità psichica – spiega Rizzoli – e avvieremo anche un laboratorio di sartoria, utilizzando materiale di riciclo, per produrre i vestiti delle bambole: Baby Down è un progetto a lungo termine, che unisce la campagna culturale all’inserimento lavorativo”.
 
In Spagna, a due anni dal lancio, sono state distribuite 30 mila Baby Down e i proventi sono serviti a finanziare la Fundaciòn Down España. Come sarà l’accoglienza in Italia? “Fra i nostri associati c’è già chi ha ordinato il bambolotto – conclude Rizzoli –: una ragazza Down ad esempio lo ha regalato a sua figlia, che adesso ha una bambola che assomiglia alla mamma”. I promotori non temono quindi che Baby Down possa suscitare polemiche o risultare irrispettosa. “Crediamo piuttosto – spiega Antonella Gambini dell’associazione Retinite Pigmentosa Emilia Romagna – che attraverso il gioco si possa diffondere, già tra i più piccoli, la cultura del rispetto”. Il bambolotto in effetti dovrebbe servire anche agli adulti.
“Ad esempio Baby Down può insegnare che gli occhi a mandorla fanno parte dell’identità di una persona con trisomia 21 – aggiunge Rizzoli – e che non vanno cancellati con la chirurgia estetica, come alcuni genitori ancora chiedono”. Nelle intenzioni dei promotori, Baby Down si pone alla stregua delle prime bambole di colore che comparvero negli Usa e di quelle in sedia a ruote. (ps)
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