As Film festival, il cinema secondo le persone con sindrome di Asperger
ROMA – Si sta lavorando intensamente per la prossima edizione (la terza) dell’AS Film Festival di Roma che si svolgerà il 14 e 15 novembre 2015 al MAXXI, Museo nazionale delle arti del XXI secolo. E’ il primo festival di cinema e arti visive realizzato con la partecipazione attiva di persone con sindrome di Asperger e che si riconoscono nella condizione autistica. “Un festival uguale agli altri, però diverso”, come recita lo slogan scelto dagli organizzatori. “Uguale perché, come tutti i festival sul cinema, ha un concorso, una giuria, delle opere premiate, diverso perché fatto con la partecipazione attiva di persone che si riconoscono nella sfera autistica – spiega Marco Manservigi, curatore della sezione “Punti di vista” del Festival -. Il tema dell’As Film Festival non è l’autismo, ma temi sociali più in generale”. Il progetto è nato nel 2008, “quando noi con Asperger – prosegue Manservigi – ci siamo uniti in un cineclub. Abbiamo scelto il cinema come strumento per socializzare, sceglievamo i film e seguiva un dibattito. Da questo percorso è nato il cortometraggio “Lo sguardo degli Aspie”, poi siamo stati al festival del cinema sull’autismo di Torino e abbiamo potuto vedere il lavoro dietro le quinte”. Marco parla fluidamente e tranquillamente davanti a un folto pubblico. “Ogni volta che sento Marco parlare – dice Giuseppe Cacace, architetto, che dell’As Film Festival è direttore artistico e coordinatore – ricordo i 25 ragazzi immobili, che guardavano avanti, riuniti al cineclub. Nel giro di 2-3 mesi hanno cominciato ad andare in pizzeria da soli e a discutere. Nei nostri incontri di verifica un operatore si chiedeva “quando capiremo di aver fatto qualcosa di importante?”, e la risposta che ci siamo dati è stata “quando saremo diventati invisibili”. Ecco, Marco parla meglio di me, e quando vengono le tv intervistano lui e a me nemmeno mi vedono”. Due, spiega Cacace, sono stati fin dall’inizio gli obiettivi del cineclub dal quale si è poi sviluppata l’idea del Film Festival: uscire dal ghetto e dimostrare a se stessi e a tutti che esistono tanti autistici diversi, al di là degli stereotipi”.
Marco Manservigi e Giuseppe Cacace hanno preso parte all’iniziativa organizzata a Spoleto dalla onlus “Progetto Gianburrasca” presieduta dalla dottoressa Vita Capodiferro e che fornisce assistenza alle famiglie e ai bambini con disturbi del comportamento e dello spettro autistico nelle loro varianti cliniche. Durante la serata, coordinata dal regista Stefano Alleva, è stato proiettato il corto “Storage” di David Lea (2009 UK 15'), partecipante all’edizione 2014 del Festival, un viaggio dirompente nel modo di relazionarsi con il mondo del giovane Jason. (ep)