31 ottobre 2017 ore: 11:18
Economia

Assegno sociale, a gennaio l’innalzamento dell’età. Acli: "Non creiamo nuovi poveri"

A partire dal 1° gennaio 2018 aumenterà di un anno l’età anagrafica per ottenere l’assegno sociale. Si passerà da 65 anni e 7 mesi a 66 anni e 7 mesi. A prevederlo è la riforma Fornero. Rossini (Acli): “Si tratta di una notizia tanto grave quanto sottostimata. Urgente un intervento normativo”
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ROMA - “Non creiamo nuovi poveri!”. Roberto Rossini, presidente nazionale delle Acli e Portavoce dell’Alleanza contro la Povertà in Italia, commenta la notizia che a partire dal 1° gennaio 2018 aumenterà di un anno l’età anagrafica per ottenere l’assegno sociale. Si passerà da 65 anni e 7 mesi a 66 anni e 7 mesi.  A prevederlo è la riforma Fornero: un anno in più di attesa senza alcun sostegno economico.
“Si tratta di una notizia tanto grave quanto sottostimata – afferma Emiliano Manfredonia, presidente del Patronato Acli - che lascerà in evidenti condizioni di disagio economico e sociale decina di migliaia di cittadini, senza alcuna prestazione assistenziale di sostegno. L’attesa di un anno è insostenibile. È quanto mai urgente un intervento normativo di abrogazione di questa parte della riforma Fornero, in palese contraddizione alla lotta alla povertà”.

Conclude Rossini: “Dal primo gennaio 2018 ci sarà l’avvio del Rei, il Reddito d’inclusione, ma si tratta di misure con finalità e beneficiari diversi. Non è possibile lasciare da soli cittadini senza alcuna garanzia minima”.  

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