19 ottobre 2020 ore: 11:29
Famiglia

Assegno unico per figlio, “nessuna famiglia perderà soldi”

La misura partirà il 1° luglio 2021, in legge di bilancio arrivano ora 3 miliardi e sei a regime dal 2022. Serve il via libera del Senato, il governo al lavoro sui decreti delegati che definiranno i contorni della misura. Bonetti: “Maggiorazioni dal terzo figlio”. Forum Famiglie: “Servono tempi certi”
Foto: Agenzia Dire padre e bambina a passeggio mano nella mano, famiglia

ROMA – Quasi non passa giorno senza che la ministra per la Famiglia, Elena Bonetti, chiarisca che “nessuna famiglia dovrà perdere soldi” e che anzi “quelle numerose saranno tutelate con maggiorazioni dal terzo figlio, come pure i figli disabili”. Dopo il sostanziale via libera del governo - che non ha trovato o voluto trovare le risorse per far partire la rivoluzione dell’assegno unico per figlio già dal 1° gennaio 2021, ma che ha comunque deciso di far partire lo strumento a metà anno, il 1° luglio 2021 - ora la partita sta tutta nel delineare i contorni esatti di una misura presentata dalla maggioranza come una “rivoluzione epocale” e alla quale anche l’opposizione, con i dovuti distinguo, guarda con favore: l'avvio di un assegno destinato alle famiglie per ogni loro figlio.

Nella legge di bilancio che il governo consegnerà a breve al Parlamento lo stanziamento aggiuntivo per l’assegno unico per figlio è pari a 3 miliardi di euro per il secondo semestre del 2021, che diventeranno sei a regime, a partire dal 2022. “I mesi che ci separano dall'1 luglio – dice Bonetti - serviranno al Senato per approvare la legge delega in via definitiva e a noi per l'iter dei decreti delegati che stiamo già preparando”. La legge delega, approvata nel luglio scorso a Montecitorio con il voto favorevole di tutte le forze politiche e un solo astenuto, è in questo momento all’esame del Senato: una volta approvata, prevede che il governo approvi una serie di decreti attuativi ai quali viene rimandato il compito di disegnare nel dettaglio la misura.

La delega infatti non contiene cifre rispetto all’ammontare dell’assegno (le proposte istitutive parlavano di 240 euro a figlio, più di recente la cifra che viene indicata è di 200 euro a figlio), anche se viene specificato che la somma sarà modulata “sulla base della condizione economica del nucleo familiare, come individuata dall’Isee o da sue componenti, tenendo conto dell’età dei figli a carico e dei possibili effetti di disincentivo all’offerta di lavoro del secondo percettore di reddito nel nucleo familiare”. Criteri dunque di “universalità e progressività”, che prevedono la decorrenza del beneficio ancor prima della nascita (si parte dal settimo mese di gravidanza)  e un importo “maggiorato” a partire dal terzo figlio.

Come noto, nell’assegno unico sono destinati a confluire i fondi stanziati finora per gli strumenti che saranno abrogati con l’avvio della riforma, a partire dalle detrazioni fiscali per i figli a carico, dagli assegni per il nucleo familiare, dall’assegno di natalità (legge 17 dicembre 2018, n. 136 e legge 27 dicembre 2019, n. 160), dal premio alla nascita e dal fondo di sostegno alla natalità (legge 11 dicembre 2016, n. 232), dall’assegno al nucleo familiare con almeno tre figli minori (art. 65 della legge 23 dicembre 1998, n. 448).

Nella maggioranza anche Stefano Lepri (Pd), relatore alla Camera della legge delega e fra i primi proponenti del provvedimento insieme a Graziano Delrio, preferisce vedere il bicchiere mezzo pieno: “Si parte dal primo luglio del prossimo anno, va bene così perché i tempi per i decreti e per organizzare la riforma non ci consentivano di fare prima”. Secondo Lepri l’assegno unico “è la priorità politica del 2021” e poiché manca solo la definitiva approvazione al Senato “possiamo dire che siamo vicini al traguardo”.

Nel mondo associativo, la proposta dell’assegno unico è da tempo suggerita dal Forum delle associazioni familiari, che per il presidente Gianluigi De Palo “è un’ottima notizia: saremmo stati più contenti se, anche a causa dello spettro di possibili nuove restrizioni legate alla pandemia, tutto fosse partito già da gennaio 2021”, ma “per noi è importante che finalmente si sia messa mano a una riforma concreta che mette al centro le famiglie”. “Adesso – prosegue il presidente del Forum Famiglie – le famiglie chiedono al Governo tempi certi di messa a regime, la conferma che ci saranno indubbi vantaggi per un gran numero di famiglie e comunque che nessuno perderà un centesimo rispetto all’esistente e che l’assegno avrà caratteristiche di universalità senza penalizzazioni per il ceto medio. Attendiamo - e non è cosa secondaria - di conoscere i parametri in base ai quali questo contributo verrà erogato. Si tratta di una misura che il Forum ha fortemente voluto e per la concretizzazione della quale ha lavorato sodo. Ecco perché - conclude De Palo - ora è necessaria una roadmap che chiarisca alle famiglie come e perché questa riforma faciliterà loro la vita”.

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