30 luglio 2015 ore: 11:33
Disabilità

Assistenza scolastica disabili: il servizio è “salvo”, ma solo per tre mesi

Approvato in Senato il maxiemendamento governativo al decreto legge sugli enti territoriali, che stanzia 30 milioni di euro, dopo la soppressione delle province. “Moderata soddisfazione” di Fish e Fand: “Ci aspettiamo ora che piena copertura finanziaria diventi strutturale”

ROMA – L'assistenza scolastica per gli alunni con disabilità è salva? Forse sì, ma non del tutto. Pare infatti ormai certo lo stanziamento di 30 milioni previsto dal maxiemendamento governativo al decreto legge sugli enti territoriali (Ddl 1977), approvato al Senato.e che ora passerà alla Camera, dove non sono previste modifiche. Il servizio, insomma, per il momento non morirà, come temevano e denunciavano a Redattore sociale, alcune settimane fa, famiglie e operatori: a settembre, o probabilmente a ottobre, con il solito ritardo che, ogni anno, crea forti disagi agli studenti disabili e alle loro famiglie. Ma non è il caso di cantare vittoria: lo stanziamento servirà infatti a coprire appena i primi tre mesi dell'anno scolastico: a fare il bilancio della situazione, tra cauto ottimismo e manifesta preoccupazione, sono la Fish e la Fand, che definiscono l'approvazione del maxiemendamento al Senato “un segnale moderatamente positivo sul fronte del diritto allo studio per le persone con disabilità”. 

E ricostruiscono, le due federazioni, la storia più recente di questi servizi di supporto scolastico, rimasti 'orfani' dopo che la legge 7 aprile 2014, n. 56 ha soppresso le competenze delle Province e ha assegnato alle Regioni il compito di redistribuirle alle Città metropolitane ed ad altri enti”. Si tratta di un “supporto essenziale soprattutto nel caso di alunni sordi, non vedenti o ipovedenti o con altre disabilità. Il loro ruolo – spiegano Fish e Fand - è espressamente previsto dalla legge quadro 104/1992 (art. 13) e dalla legge 67/1993. Inoltre le stesse Province dovevano assicurare (gratuitamente) il trasporto scolastico alle persone con disabilità nelle scuole superiori”. 

Ora, con la soppressione delle province, il servizio dovrebbe passare alle Regioni o alle Città Metroplitane, “ma – riferiscono le federazioni - mancano anche i trasferimenti dei fondi necessari per garantire questi servizi”. Alla preoccupazione di famiglie e operatori si è già da tempo unito l'allarme lanciato da Fand e Fish, che avvertivano: “Questa incertezza sta già generando non pochi problemi di garanzia di un diritto costituzionale e causando una forte preoccupazione e disagio nelle famiglie già pronte ad agire anche legalmente per la tutela di questo diritto”. E si erano fatte sentire, a livello locale, le voci di Ledha (Lombardia), Federhand (Campania), come pure Anffas e Aipd. 

In questi mesi, il presidente di Fish Vincenzo Falabella “ha mantenuto in questi mesi una stretta interlocuzione con Gianclaudio Bressa, sottosegretario di Stato agli Affari regionali, per promuovere un intervento normativo dirimente o almeno correttivo – riferisce Fish – Ora, il Senato ha approvato il maxiemendamento governativo che all’articolo 8 (comma 13 quater), che prevede lo stanziamento di 30 milioni di euro per i servizi di supporto scolastico (assistenti educativi e alla comunicazione e trasporto). La moderata soddisfazione per il risultato deriva dalla insufficienza dello stanziamento destinato a coprire i costi di tali servizi, pur considerando la disponibilità politica e dello stesso ministero dell’Istruzione che hanno compensato il sostanziale immobilismo delle Regioni. Ci aspettiamo ora che la piena copertura finanziaria di quei servizi diventi strutturale nella prossima legge di stabilità – sottolineano Fand e Fish – Sappiamo bene infatti che la cifra di 30 milioni copre solo in parte l’emergenza per i primi tre mesi dell’anno scolastico che inizia a settembre. Il diritto allo studio, al contrario, non può essere vincolato a disponibilità di bilancio.”

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