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15 novembre 2019 ore: 16:09
Famiglia

Associazioni e studiosi danno vita all’Alleanza per l’infanzia

L’Alleanza è composta al momento da tredici associazioni e da un gruppo interdisciplinare di studiosi. Ha come obiettivo quello di sensibilizzare e fare pressione sulla politica, perché operi le riforme e le iniziative necessarie perché si costruiscano ambienti più favorevoli ai bambini, ai ragazzi e ai loro genitori
Bambini, girotondo SITO NUOVO

ROMA - “In Italia nascono pochi bambini e bambine. Siamo un paese che ormai da tempo si sta lentamente spegnendo sotto il profilo della vitalità demografica. Le cause non vanno cercate tanto in un calo del desiderio di avere figli, ma soprattutto nelle difficoltà crescenti che incontrano coloro che vorrebbero averne o che ne hanno già. Molti genitori non ricevono un sostegno adeguato rispetto alle responsabilità di crescere un figlio. I trasferimenti monetari sono frammentari e i congedi non adeguatamente sostenuti economicamente. Le madri, in particolar modo, sono spesso penalizzate sul mercato del lavoro. Molti bambini e bambine sperimentano livelli di diseguaglianza e povertà inaccettabili in un paese civile e democratico”. Inizia così la nota della neonata Alleanza per l'infanzia, organismo composto al momento da tredici associazioni (da Save the Children all'Unicef, da Arci ai tre sindacati confederali, dall'associazione dei lavoratori free lance alla associazione culturale dei pediatri) e da un gruppo interdisciplinare di studiosi, tra i quali nomi come Chiara saraceno, Costanzo Ranci Ortigosa, Alessandro Rosina, Linda Laura Sabbadini, ecc.... L’Alleanza ha come obiettivo quello di sensibilizzare e fare pressione sulla politica, perché operi le riforme e le iniziative necessarie, sia di sollecitare e sostenere le imprese e le comunità locali, perché costruiscano ambienti più favorevoli ai bambini/e, ai ragazzi/e e ai loro genitori.

“Benché tutti gli studi mostrino l’importanza, accanto al ruolo cruciale della famiglia, di poter fare esperienze educative precoci anche in contesti non esclusivamente famigliari – continua l’Alleanza -, in Italia i servizi socio-educativi per l’infanzia hanno livelli di copertura ancora molto bassi, fortemente differenziati a livello territoriale e costi che rischiano di renderli inaccessibili per molte famiglie. Complessivamente, quindi, l’Italia non sembra essere stata capace fino ad ora di sviluppare politiche pubbliche e interventi collettivi all’altezza delle sfide strategiche per la crescita solida del paese, la quale deve avere alla base la possibilità di adeguata educazione e promozione dello sviluppo umano a partire dalla prima infanzia e in coerenza con il benessere relazionale ed economico della famiglia”.

Alla luce di queste considerazioni, dunque, nasce l’“Alleanza per l’infanzia”. “I promotori sono soggetti diversi - appartenenti alle associazioni, alla società civile e al mondo della ricerca - che hanno a cuore il benessere di tutti i bambini e bambine e adolescenti.  Condividono la responsabilità e l’urgenza sia di sensibilizzare e fare pressione sulla politica, perché operi le riforme e le iniziative necessarie, sia di sollecitare e sostenere le imprese e le comunità locali, perché costruiscano ambienti più favorevoli ai bambini/e, ai ragazzi/e e ai loro genitori. E proprio per la sua vocazione plurale ed inclusiva, l’Alleanza è aperta ed invita altre istituzioni, associazioni e realtà della società civile ad aderire, purché condividano gli obiettivi di fondo di tale esperienza”.

Alla luce del dibattito attualmente in corso in Parlamento, l’Alleanza considera in questo momento tre grandi temi come prioritari:

Sostegno economico: realizzare un sistema unificato di trasferimenti monetari alle famiglie per sostenere i costi dei figli lungo tutto il percorso di crescita tramite l’istituzione di un assegno unico universale, a partire dall'accorpamento dei trasferimenti esistenti.

Servizi socio-educativi: ampliare l'offerta di servizi socio-educativi di qualità per la primissima infanzia, rendendoli davvero universali, tramite l’aumento quantitativo dell’offerta di servizi pubblici e privati convenzionati, l’abbassamento progressivo delle rette per tali servizi, il riconoscimento e la tutela delle condizioni occupazionali di chi lavora ed è impegnato in questo settore.

Congedi: a) rafforzare il sistema dei congedi di maternità, rendendolo effettivamente fruibile a tutte le fattispecie di lavoratrici a prescindere dalla storia contributiva, comprese quelle autonome che hanno forti difficoltà di accesso; b) sostenere la partecipazione dei padri alla cura dei figli, tramite il rafforzamento del congedo di paternità e la sua estensione a tutte le fattispecie di lavoratori; c) ampliare e retribuire meglio i congedi parentali per renderli effettivamente più fruibili.

L’Alleanza ha preparato un documento di valutazione critica-propositiva alle proposte di interventi in questo campo presenti nel disegno di legge di bilancio e nella proposta di legge Delrio ed altri (vedi allegato). Nel documento vengono riportate in maniera più particolareggiata le riflessioni sviluppate dall’Alleanza proprio in merito al dibattito attualmente in corso in Parlamento.

Aderiscono attualmente all’Alleanza, tra le associazioni: Acta, ARCI, Associazione Culturale pediatri, Centro per la salute del bambino, CISL, Cittadinanza attiva, CGIL, Gruppo Nazionale Nidi e infanzia, Legacoopsociali, Save the Children, Sbilanciamoci, UIL, UNICEF Italia.
Tra gli studiosi: Daniela Del Boca, Matteo Jessoula, Ilaria Madama, Letizia Mencarini, Manuela Naldini, Emmanuele Pavolini, Costanzo Ranci Ortigosa, Alessandro Rosina, Stefania Sabatinelli, Linda Laura Sabbadini, Chiara Saraceno, Anna Maria Simonazzi, Giorgio Tamburlini, Cecilia Tomassini.

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