22 marzo 2016 ore: 13:22
Società

Attentati a Bruxelles, Chaouki: “Mondo musulmano sia il primo ad alzare la voce”

Il parlamentare Pd fa appello alle nuove generazioni di europei musulmani perché siano in prima fila nel combattare il terrorismo: “E’ una bestemmia fatta in nome di Dio e della religione”. E chiede un vertice europeo
Attentato a Bruxelles 22 marzo 2016 (3)

ROMA - Il primo ad alzare la voce su quanto avvenuto questa mattina a Bruxelles sia il mondo musulmano. A chiederlo con forza a poche ore dagli attentati è Khalid Chouki, deputato Pd, responsabile dell’intergruppo parlamentare sull’immigrazione. “Le nuove generazioni di europei musulmani devono sentire sulle proprie spalle la responsabilità di eliminare qualsiasi tipo di indugio e vivere questo momento di dolore per rilanciare davvero un patto di piena cittadinanza contro il terrorismo, che colpisce e vuole colpire la società che abbiamo costruito in questi anni. – sottolinea il deputato -. La notizia dell’arresto di Salah Abdeslam nel cuore di Bruxelles, dove questo terrorista viveva protetto da una rete di omertà e silenzi, deve farci riflettere”. Da musulmano Chaouki ribadisce che tutti i musulmani devono sentirsi offesi per quanto avvenuto “per la bestemmia che viene fatta in nome del loro Dio e della loro religione”.

Il parlamentare chiede anche la convocazione di un vertice europeo e l'avvio di un dibattito serio in Europa su cosa non ha funzionato nelle periferie delle città europee, in particolare in Francia, Belgio e Regno Unito. “La domanda che dobbiamo porci è come sia stato possibile che l’Europa abbia cresciuto in casa propria i suoi peggiori nemici -  aggiunge – secondo non possiamo reagire solo chiudendoci o armandoci contro un nemico di fatto invisibile ma dobbiamo interrogarci seriamente su quali siano le basi per ricostruire un clima di convivenza basato su una condivisione profonda dei propri valori e su un sistema sociale che elimini ombre e alibi. Dobbiamo far emergere le radici del radicalismo che portano al terrorismo – conclude -. Dobbiamo evitare che anche in Italia si facciano gli stessi errori di altri Paesi Ue. Errori che non possiamo assolutamente permetterci”. (ec)

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