13 febbraio 2014 ore: 11:46
Economia

Aumentano i romani che mangiano alle mense. Il disagio degli anziani stranieri

Rapporto sulla povertà a Roma e nel Lazio di Sant'Egidio. Nell’ultimo anno si è passati da 13-15 mila ospiti a 16-20 mila. Il fenomeno sempre più acuto per le famiglie numerose. Tra le nuove domande di protezione sociale, quella degli stranieri anziani
Mensa dei poveri

ROMA – Aumentano i romani che si rivolgono alle mense convenzionate con il comune: nell’ultimo anno si è passati da 13-15 mila ospiti  a 16-20 mila. E tra le persone che si mettono in fila per un pasto caldo ci sono sempre più italiani, uomini e donne del ceto medio risucchiati dalla crisi, tanti anziani e  persone che hanno subito un evento avverso e che non sono riuscite a superarlo. Il dato emerge dal terzo Rapporto sulla povertà a Roma e nel Lazio 2013, realizzato dalla comunità di Sant’Egidio e presentato oggi a Roma. “In questo contesto le mense ricostruiscono brani di comunità – si legge nel rapporto - L’aumento, pari al 20 per cento circa, delle persone che aiutano, sia singolarmente che in gruppi, è una risposta di alto livello spirituale e sociale sostenuta anche dalle parole di papa Francesco:  "I poveri non vanno mai lasciati soli". Non si può solo affidare alla politica la soluzione di tutti i problemi. Si esce dalla crisi con una buona politica certo, ma anche con un rinnovato impegno di tutta la società civile”.

Il peso della povertà sulle famiglie numerose. Il rapporto sottolinea, inoltre, come nel Lazio il fenomeno della povertà sia sempre più acuto in particolare  tra le famiglie numerose (6,3 per cento delle famiglie sono in condizioni di povertà relativa a fronte del 12,7 per cento a livello nazionale). “L’aumento cospicuo della sofferenza delle famiglie e dei minori che le abitano si rileva soprattutto nelle famiglie con 3 o più figli – si legge - Occorre poi tener presente come a Roma un bambino su 3 è nato in una famiglia “atipica” e nel Lazio, se ci si sposa meno rispetto alle altre regioni, si hanno tuttavia più rotture coniugali e ben il 75,4 per cento delle separazioni e il 62 per cento dei divorzi riguardano coppie con figli” Il Lazio si caratterizza, inoltre, per una maggiore presenza di nuclei mono genitoriali (16,1 per cento) aumentati rispetto all’ultimo censimento dell’84,4%.

Gli anziani stranieri. Il rapporto evidenzia anche una nuova domanda di protezione sociale, quella degli stranieri che sono divenuti anziani: solo a Roma essi rappresentano il 6,3 per cento della popolazione straniera residente. “E’ una fascia di popolazione che rischia di avere ancora meno  diritti di quella dei coetanei italiani”, si legge. Secondo Sant’Egidio, come evidenziato anche dal Cnel, la crisi economica ha inciso anche sul potenziale di integrazione. Da questo punto di vista Roma si colloca all’82esimo posto, tra le 103 province italiane. “Se è vero che la provincia piccola favorisce chi mantiene il posto di lavoro, elevandone gli standard di integrazione, il tessuto metropolitano romano ha consentito però, in un certo qual modo, di resistere alle condizioni di maggiore difficoltà – aggiunge poi il rapporto -. Gli stranieri che perdono il lavoro tornano a Roma per provare a resistere alla crisi e per restare nel nostro Paese. Questo è un dato strutturale stabile nel tempo. Roma offre  maggiore offerta di servizi, maggiori spazi di inclusione e possibilità di avvalersi di buone reti di accoglienza, grazie alla presenza capillare del volontariato”. La popolazione immigrata residente nel Lazio, in rapporto a quella totale, si colloca oggi al 9,5 per cento (sesto in Italia)  e Roma è la prima provincia italiana, con una percentuale di stranieri che si attesta al 10,6 per cento. “Se è vero che per una parte degli immigrati il Lazio diviene la regione di definitiva residenza, per una restante parte di essi  rappresenta un segmento di un lungo viaggio verso altri territori – si legge - In questo processo non va dimenticato come Roma assuma, per tanti stranieri, la vocazione di apprendistato alla vita italiana, divenendo una sorta di laboratorio privilegiato d’integrazione. Roma è la prima tappa dell’inserimento sociale e lavorativo degli stranieri provenienti dall’estero, ma anche dalle aree meridionali del Paese”. (ec)

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