7 aprile 2017 ore: 15:49
Disabilità

Ausili “strumento di cittadinanza”, Fish: "I nuovi Lea non li riconoscono"

Tra le critiche, l'assenza di riferimenti a Convezione Onu e l'esclusione delle associazioni dalla Commissione per l'aggiornamento. “Stiamo per chiedere formalmente a Lorenzin di aprire alle associazioni”
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ROMA – Gli ausili non sono “misura compensativa”, ma “strumento di cittadinanza”: un riconoscimento importante, da parte del presidente della Repubblica Mattarella, in occasione della Giornata nazionale della persona con lesione al midollo spinale. Una definizione che, per Fish, “sintetizza alla perfezione come l’inclusione sociale debba essere garantita in tutti i modi”. Quello che non fanno invece, secondo l'associazione, i nuovi Lea, di cui Fish torna a dichiararsi “poco o nulla soddisfatta”.

Non è infatti la prima volta che la federazione manifesta perplessità verso i Lea di recente pubblicazione, per i quali ha anche chiesto ripetutamente una sedie di emendamenti. “Critiche, decise e circostanziate, sono giunte anche da molte altre realtà – precisa il presidente di Fish, Vincenzo Falabella - I Lea nascono male e già sono messi in forse nella loro reale applicazione sul territorio nazionale – fa notare - Troppe le incognite sulla reale copertura economica. E già si accelera verso correzioni ed assestamenti. In questo giocherà un ruolo fondamentale la Commissione nazionale per l’aggiornamento dei Lea e la promozione dell’appropriatezza nel Servizio Sanitario Nazionale”. 

Proprio la Commissione, costituita nel 2015 dalla legge di stabilità, nominata e presieduta dal Ministro della Salute, presenta per Fish una lacuna gravissima: l'assenza delle associazioni. Ne fanno parte, invece, il direttore della Direzione generale della programmazione sanitaria del Ministero della Salute e quindici esperti nominati dallo stesso dicastero, dall’Istituto Superiore di Sanità (ISS), dall’Agenas, dall’Agenzia italiana del farmaco (AIFA) e dal ministero dell’Economia e sette dalla Conferenza delle Regioni e delle Province autonome. Di fatto, così, “da questo organismo sono esclusi i cittadini – osserva Falabella - cioè i diretti interessati. Non sono previsti nemmeno momenti di consultazione, di confronto, di audit. Come abbiamo già detto – ribadisce Falabella – è una lacuna significativa che assume in questo momento di accelerazione una connotazione grave e foriera di ulteriore conflittualità”.

Una lacuna, questa, che Fish non intende accettare: per questo richiederà formalmente al ministro Lorenzin di consentire anche alle organizzazioni dell’impegno civile di partecipare proficuamente ai lavori della commissione.     

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