24 settembre 2015 ore: 13:40
Disabilità

Autismo, Binetti interviene su caso di Trieste: “Allontanamento discutibile e dannoso”

La decisione del tribunale dei minorenni è “discutibile” e la notizia è “inquietante”: così Binetti interviene di nuovo sul caso del bambino separato dalla mamma. “Insistiamo per avere commissione d’inchiesta su bambini in casa famiglia”
Ragazzo autistico di spalle, autismo - SITO NUOVO

ROMA – Una commissione d’inchiesta “che faccia luce su molte situazioni problematiche dei bambini posti in casa famiglia per tempi eccessivamente lunghi e del tutto sproporzionati alle loro esigenze”: la chiede con urgenza la deputata Paola BInetti (Ncd-Udc), apprendendo da Redattore sociale la notizia che A. il bambino con disturbi del comportamento dirompente allontanato dalla mamma alla fine dello scorso anno, si trova tuttora in casa famiglia, nonostante le sollecitazioni e le interrogazioni parlamentari sul caso. 

La notizia ha un che di inquietante – commenta Binetti - proprio perché riguarda un bambino autistico che si trova dal gennaio scorso in una casa famiglia di Trieste, con una serie di argomentazioni francamente discutibili. Il Tribunale dei minorenni – continua - preferisce lasciare il bambino lontano dalla sua famiglia, sostenendo che in questo modo stia meglio. La mamma dal canto suo obietta che il figlio in quella casa famiglia è sottoposto a misure di contenzione, assume psicofarmaci e ha crisi gravi, per cui secondo lei dovrebbe ovviamente tornare a casa. Questo caso - ricorda - a suo tempo, è stato oggetto anche più di una interrogazione parlamentare a mia firma”. Nel frattempo, poi, è stata approvata la legge sull’autismo, che “evidenzia in modo chiarissimo il ruolo della famiglia nella presa in carico dei bambini autistici”. Non solo: “In questi giorni inoltre è in discussione alla Camera una proposta di legge, già approvata al Senato, che interviene sulla disciplina dell’affido contenuta nella legge 184 del 1983, per garantire la continuità affettiva con la famiglia affidataria al minore di cui si sia dichiarata l’adottabilità. E’ evidente – osserva Binetti - tutto l’interesse del legislatore a garantire ad ogni bambino stabilità e continuità affettiva, oltre che logistica: al bambino ciò che più conviene è la sua famiglia e la sua casa. L’allontanamento del bambino di Trieste dalla sua casa e dalla sua famiglia – commenta quindi Binetti - è tanto più discutibile, e potenzialmente dannoso, proprio perché si tratta di un bambino autistico, più fragile degli altri e più esposto al disorientamento davanti ai cambiamenti”. 

A fronte di questa situazione. “insistiamo per avere una commissione d'inchiesta” sui bambini in istituto, rilancia Binetti, perché “il luogo naturale in cui deve crescere un bambino è la sua famiglia e non ci possono essere interpretazioni che stravolgano questa esigenza. La mamma di Trieste merita più rispetto, più attenzione e se necessario un aiuto più concreto – conclude - ma la abilitazione, più ancora che la riabilitazione del bambino autistico esige una particolare prudenza nell'assumere decisioni di questo tipo”.

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