18 gennaio 2014 ore: 09:59
Disabilità

Autismo, rabbia e disservizi. E Gianluca Nicoletti raddoppia

Il giornalista, che un anno fa ha raccontato in un libro dal successo inaspettato la sua vita di padre di un ragazzo autistico, rompe gli indugi e annuncia un secondo volume meno intimista e più battagliero: “Ieri hanno abbandonato mio figlio a scuola, così non è possibile andare avanti"
Una notte ho sognato che parlavi Nicoletti Autismo Tommy

ROMA – La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stato il cambiamento, senza preavviso, del servizio di pullman del Comune di Roma che riporta Tommy, suo figlio autistico, da scuola a casa. “Non hanno avvisato nessuno: lui aspettava a scuola un pulmino che non sarebbe mai passato, mentre a casa mia non vedendolo tornare si sono tutti preoccupati. In quel momento io ero in viaggio in treno, la signora che ci aiuta in casa è dovuta andarlo a prendere di corsa in taxi. Scandaloso: in questo modo non si può più continuare, mi sono proprio stancato”. E così, Gianluca Nicoletti, il giornalista e conduttore radiofonico che ha raccontato la sua vita di “padre di un figlio autistico” nel libro “Una notte ho sognato che parlavi (Mondadori), uscito proprio un anno fa, ha deciso di rispondere a modo suo: raddoppiando, lanciando una nuova sfida, mettendo in cantiere un nuovo progetto.

“Ero titubante, ma dopo quanto successo con la storia del servizio di trasporto ho deciso di rompere gli indugi: oggi stesso inizio a scrivere un secondo libro su Tommy e sull'autismo, non intimista come in fondo lo è stato il primo, ma di battaglia; un testo in cui, punto per punto, voglio raccontare come stanno le cose. E' un anno che chiedo al Comune di Roma uno spazio dove far nascere un progetto per le persone autistiche: ho collezionato tante promesse, ma nessun passo avanti concreto. E allora ho deciso di iniziare dal mio campo ideale, il web, lanciando una community sull'autismo con partner scientifici, in modo che il problema possa essere affrontato seriamente anche in Italia. Basta con la frammentazione delle associazioni e delle contro-associazioni, basta con le pseudo-verità scientifiche: voglio un portale che dia informazioni puntuali alle famiglie, che spieghi a che punto è la ricerca, che dica come si possono trovare i servizi e dove si può avere ascolto. Così non può più andare”.

Un passo indietro. Un anno fa Nicoletti pubblica per Mondadori il libro che racconta la storia di Tommaso, suo figlio autistico, e con essa la vita dei suoi genitori e la sostanziale assenza di uno Stato incapace di fare la propria parte. “Iniziando a scrivere di Tommy e me – dice oggi - pensavo di raccontare una storia come un’altra delle tante che da tanti anni mi capita ogni giorno di raccontare. Pensavo che avrei fatto qualche presentazione in giro, come sempre accade, ma anche che alla fine sarebbe stato un capitolo chiuso, utile per elaborare il maggior problema della mia vita e magari prenderlo meglio”. E invece? “E invece è passato un anno in cui ho conosciuto molte realtà simili alla mia. Con il libro ho toccato un argomento che riguardava me stesso ma con me anche un'infinità di persone: per questo il libro ha avuto un successo insperato, con oltre 30 mila copie e la vittoria del Premio Estense, il più prestigioso per la saggistica. Ho conosciuto in giro per l'Italia realtà straordinarie e ho provato io stesso a lanciare l'idea di realizzarne una anche nella mia città. Senza successo, purtroppo”.

Gli esempi positivi di cui Nicoletti parla sono tanti: a Forlimpopoli, c'è una “realtà straordinaria” messa in piedi da una semplice famiglia con due ragazzi con disabilità relazionale: agricoltura biologica, cura dei cavalli, un ristorante dove i ragazzi possono anche lavorare, un servizio di lavanderia con sistema brevettato importato dalla Spagna, il tutto che si auto-sostiene quasi interamente per un capolavoro che mette insieme imprenditorialità e attenzione alla persona. A Modena, un gruppo di genitori che avuta una vecchia struttura scolastica dal Comune l'hanno rimessa in sesto e trasformata in un centro diurno per fare terapia specializzata; ancora, a Novara, un'altro edificio in mano a dei genitori che fornisce un servizio, si auto-sostiene e crea anche lavoro con 20 operatori assunti a tempo indeterminato. E gli esempi potrebbero continuare.

“Tanto mi sembrava facile mettere insieme buone idee e buone intenzioni che ho provato a vedere se si poteva fare anche nella mia città”, spiega Nicoletti. E invece no. “Avevo scritto che avrei creato le premesse per Insettopia, città felice per i nostri ragazzi, luogo contaminante spensieratezza e follia affondato nel bieco grigiore della città. Ora, è un anno che cerco di sensibilizzare il Comune di Roma: ho bussato a tante porte, ho chiesto attenzione con discrezione e senza cercarmi amici influenti, ho lambito i palazzi della politica anche se non è proprio la mia attitudine. Ma ho fatto solo buchi nell’acqua: a nessuno conviene destinare uno spazio agli autistici”. Eppure, viene subito in mente, non che a Roma manchino gli spazi inutilizzati... “Certo che no, ce ne sono a tonnellate. Il sindaco Marino ha presentato pochi giorni fa un progetto di riqualificazione di una grande caserma al Flaminio. Ci faranno la Città della Scienza, spazi culturali, centri sociali, tutte cose ottime, ma per la disabilità neppure uno spazietto. Gli autistici, che aspettino ancora!”.

E a proposito di Città della Scienza, Nicoletti si lascia andare a qualche considerazione critica, di quelle che – c'è da scommettere – non mancherà di segnalare nel suo nuovo libro: “Faranno la Città della Scienza proprio in una città dove l'ignoranza scientifica regna sovrana e ancora si manifesta in piazza Montecitorio a favore di Stamina, dove l'autismo è ancora trattato in maniera tutt'altro che scientifica, dove appena pochi giorni fa si stavano per spendere soldi pubblici per far venire in Italia psicanalisti lacaniani a parlare alle famiglie di autistici (iniziativa della Provincia, rientrata dopo le proteste dell'Angsa e del Bambin Gesù), dove ancora si fanno congressi con psicanaliste che insistono sulla terapia diadica che “aumenta la sinergia tra l’autistico e la madre... Basta con le cialtronate – sbotta Nicoletti - smettiamola di giocare sulle illusioni di chi è istupidito dal suo problema! La realtà dell'autismo va affrontata in maniera scientifica ed ecco perchè ho intenzione di dare vita alla community e al portale”.

Un progetto destinato a tutte le famiglie che sono abbandonate a se stesse: “Pensate banalmente a quest'ultimo fatto del pulmino fantasma per Tommy... Noi abbiamo la fortuna a casa di poter contare su una persona a disposizione, ma se si fosse trattato del figlio di una madre lavoratrice che, fidandosi del servizio pubblico, lo faceva portare dalla nonna, dalla vicina di casa o comunque da qualcuno che non avrebbe potuto all'occorrenza precipitarsi a scuola per riprenderlo? No, davvero, così non è possibile continuare. Faccio la mia parte, oggi inizio il nuovo libro. Mi sono infilato in un bel vespaio e ho deciso di restarci. Sentirete il mio fiato sul collo giorno e notte, state tranquilli...”. (ska)

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