1 dicembre 2017 ore: 14:32
Disabilità

Autismo, Scattoni (Iss): riguarda 70 milioni di persone nel mondo

"Il quadro epidemiologico sui Disturbi dello spettro autistico (Dsa) delineato negli Stati Uniti dai Centri per la prevenzione e il controllo delle malattie mostra un'incidenza di 1 bambino ogni 68 nella fascia di eta' 8 anni, con un rapporto...

ROMA - "Il quadro epidemiologico sui Disturbi dello spettro autistico (Dsa) delineato negli Stati Uniti dai Centri per la prevenzione e il controllo delle malattie mostra un'incidenza di 1 bambino ogni 68 nella fascia di eta' 8 anni, con un rapporto maschi-femmine di 5 a 1. È una condizione cronica che riguarda 70 milioni di persone nel mondo".
Lo dice Maria Luisa Scattoni, ricercatrice dell'Istituto superiore di Sanita' (Iss), alla conferenza internazionale ICAN a Napoli.

"I dati europei indicano invece una stima, nella fascia di eta' 8 anni, di 1 bambino su 100- precisa Scattoni- ma in Italia non esistono studi epidemiologici a livello nazionale. Nel nostro paese ci sono i sistemi informativi riferiti alle certificazioni presenti nelle scuole o alle diagnosi effettuate nelle neuropsichiatrie infantili delle regioni Piemonte ed Emilia Romagna, che nel 2013 indicavano una stima di prevalenza di 1 bambino ogni 250".

L'Osservatorio nazionale per il monitoraggio dei Dsa, promosso e finanziato dal ministero della Salute e coordinato dall'Iss, "sta effettuando il primo studio di prevalenza a livello italiano analizzando tre aree- fa sapere la ricercatrice- l'area Nord (Lecco, Monza e Brianza), l'area Centro (Roma e provincia) e l'area Sud (Palermo). C'e' anche uno studio dell'IRCCS Stella Maris di Pisa nell'area di Pisa e provincia e avremo i dati definitivi per febbraio 2018. Dai dati preliminari e' emersa una prevalenza di autismo di 1 bambino su 149 al Nord, 1 su 98 al Sud ed 1 su 94 al Centro- continua l'esponente dell'Iss- che indicano un avvicinamento anche per l'Italia ai dati europei di 1 bambino su 100 nella fascia di eta' 7-9 anni".

Questa indagine indica la necessita' "di una presa in carico di tale problematica di salute pubblica- afferma Scattoni- e il ministero della Salute da anni si sta prendendo cura della ricerca clinica mirata al riconoscimento e alla diagnosi precoce. Infatti, il NIDA (network precoce per il riconoscimento dei disturbi dello spettro autistico) da anni sta cercando di validare un protocollo sul territorio nazionale di valutazione clinica e riconoscimento precoce dei Dsa".

Quali sono i campanelli di allarme? "I dati di evidenza scientifica ci allertano se un bambino non pronuncia gia' le prime parole a partire dai 18-24 mesi- risponde la studiosa- oppure se ha ritardo nello sviluppo della lallazione o ancora se c'e' in alcuni casi un'assenza nel contatto visivo.

Consiglierei di segnalare sempre al pediatra queste problematiche, che nel caso promuovera' una valutazione piu' accurata nei centri di neuropsichiatria infantile del territorio". In ambito preclinico e clinico "le ricerche stanno in ogni caso dando risultati molto promettenti anche a livello italiano- conferma la ricercatrice- indicano che c'e' la possibilita' di riconoscere precocemente le persone a rischio, che poi avranno un Dsa o comunque un disturbo del neurosviluppo, gia' a partire dal primo anno di vita. Saranno i dati, una volta raggiunto il numero statistico significativo, ad indicarci il percorso e a promuovere a livello clinico delle strategie per il riconoscimento e successivamente la diagnosi precoce".

Infine, una riflessione sull'impatto socioeconomico del disturbo: "Il costo stimato e' di 1.4 milioni dollari nell'arco di vita secondo gli studi statunitensi e inglesi. In assenza di terapie mirate- conclude Scattoni- il riconoscimento precoce resta la grande sfida. La diagnosi precoce conduce a un intervento efficace perche' nei primi anni di vita c'e' la massima plasticita' cerebrale". (DIRE)

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