29 dicembre 2017 ore: 11:58
Salute

Azzardo, Baretta: "Piano di riordino in stallo, ma sono fiducioso"

Il sottosegretario all'Economia è stato il protagonista nel 2017 della trattativa tra governo, gestori, enti locali e terzo settore, di fatto bloccata. Su 14 milioni di giocatori, quelli a rischio sono meno di un milione: "Sicuramente tanti, lo riconosco, anche se meno di quanti alcuni paventano". La prevenzione della criminalità organizzata? "Tema sottovalutato"
Gioco d'azzardo - fila di slot

MILANO - "Siamo in una fase di stallo, devo riconoscerlo, ma sono fiducioso": il sottosegretario all'economia Pierpaolo Baretta è stato il protagonista nel 2017 della trattativa tra governo, gestori, enti locali e terzo settore che avrebbe dovuto portare al riordino del gioco d'azzardo in Italia. "La mia linea di fondo lungo la quale mi sono mosso è stata quella di ridurre l'eccesso di offerta del gioco che c'è stata finora -aggiunge-. E allo stesso tempo ho bloccato anche qualsiasi idea proibizionista, perché sarebbe più dannoso che vantaggioso rendere di nuovo illegale il gioco d'azzardo". Di fatto però ora Piano di riordino, contenuto nell'intesa siglata nell'ambito della Conferenza Stato-Regioni il 7 settembre, è bloccato, soprattutto per la fuga in avanti di alcune regioni, come il Piemonte, che hanno adottato norme che, secondo il sottosegretario, impedirebbero l'apertura di sale da gioco su tutto il territorio. In netto contrasto con l'intesa stessa, che dà agli enti locali il potere di stabile luoghi e orari dei punti di gioco, a patto che non abbiamo appunto un effetto proibizionista. "L'intesa ha una forza che preverrà e troveremo il modo di lavorare insieme alle regioni per applicarla", sostiene Baretta. 

Nel 2017 in Italia tutti i giochi d'azzardo hanno raccolto circa 90 miliardi di euro. "I giocatori sono 14 milioni -specifica Pierpaolo Baretta-. Di questi, 3 milioni giocano con frequenza e quelli a rischio sono meno di un milione. Sono sicuramente tanti, lo riconosco, anche se meno di quanti alcuni paventano. Quel che ho cercato di fare è ridurre l'offerta e dare una nuova caratteristica alle sale da gioco, proprio per ridurre i rischi di dipendenza". 

"Un capitolo importante dell'intesa Stato-Regioni è quella sulle misure di prevenzione contro la criminalità organizzata -aggiunge il sottosegretario-. È un tema sottovalutato e il rischio è che non ci si renda conto del ruolo che sta svolgendo la criminalità in questo settore. Le mafie sono sempre in agguato. Basti pensare che nel 2017 abbiamo oscurato quasi 6mila siti web illegali di giochi on line". (dp)

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