25 maggio 2016 ore: 15:52
Salute

Azzardo, contro dipendenza e riciclaggio tessera sanitaria per accedere ai giochi

Assieme al divieto assoluto di pubblicità, è la richiesta presentata oggi alla stampa dalla Campagna Mettiamoci in gioco. Sul sito internet attivi due timer per monitorare il “ritardo” accumulato dai due iter dei testi di legge. Zappolini: “Serve legge quadro che regoli il settore”
Tessera sanitaria

ROMA - Divieto assoluto di pubblicità per il gioco d’azzardo (come per il fumo) e utilizzo della tessera sanitaria per accedere a qualsiasi tipo di gioco per contrastare il problema della dipendenza e quello del riciclaggio del denaro. Sono le due proposte avanzate questo pomeriggio dalla "Campagna Mettiamoci in gioco" (un cartello di organizzazioni, associazioni e sindacati) durante una conferenza stampa tenutasi presso la sede dell’Associazione stampa romana alla presenza del deputato del Partito democratico Lorenzo Basso e il senatore del Movimento 5 Stelle Giovanni Endrizzi, primi firmatari di due distinti disegni di legge che chiedono l’introduzione del divieto assoluto di pubblicità. Disegni di legge fermi nelle rispettive sedi parlamentari ormai da mesi, come testimoniano i due timer attivati sul sito della campagna (www.mettiamociingioco.org): i testi, infatti, sono stati presentati rispettivamente il 15 luglio del 2015 alla Camera dei deputati dal deputato del Pd e al Senato il 27 luglio 2015 dal senatore del M5S.

Due richieste, quelle avanzate oggi, che vanno oltre quanto già fatto sul gioco d’azzardo in legge di stabilità. Secondo il cartello, infatti, i limiti alla pubblicità recentemente approvati rappresentano “un primo passo” verso un impegno maggiore contro la diffusione del gioco d’azzardo. “Il divieto assoluto di pubblicità del gioco d’azzardo e l’uso della tessera sanitaria per giocare sono due provvedimenti che permetterebbero davvero di incidere sulle principali criticità del fenomeno - ha spiegato don Armando Zappolini, portavoce della Campagna -. Certamente, sarebbe necessario che Parlamento e governo si impegnassero realmente e urgentemente per approvare una legge quadro di regolamentazione del settore. Nell’attesa, durata già troppo, si potrebbe cominciare con queste due innovazioni che non comportano alcun onere per le casse dello Stato”.

Il divieto assoluto di pubblicità ricalca la battaglia fatta sul fumo, ha spiegato Zappolini. Una proposta che “parte anche dalla considerazione che se l’azzardo produce così tanti problemi sociali e sanitari nel paese non si vede perché non debba essere limitato - ha aggiunto il portavoce -. Per noi sarebbe un primo segnale chiaro di un cambiamento di atteggiamento. La pubblicità è lo strumento attraverso il quale messaggi illusori vanno a colpire le fasce più precarie e più deboli della popolazione e producono un rapporto spesso patologico con l’azzardo”. Per il deputato del Pd Basso, “ci sono tutte le condizioni” per approvare i ddl, tuttavia quella che sembra mancare è la volontà politica. “Non c’è né un blocco dal punto di vista finanziario né dal punto di vista comunitario - ha affermato -. Abbiamo portato documenti che affermano che non solo ogni stato è libero di intraprendere ogni forma per limitare il gioco d’azzardo in quanto ha un impatto sulla salute, ma ci sono anche alcuni esempi dove il divieto assoluto c’è già”. Per Basso, il “divieto di pubblicità è davvero a costo zero ed è solo questione di volontà politica”. 

Per Endrizzi, si tratterebbe di andare a bloccare non solo ciò che induce nuova domanda, ma anche un sistema di comunicazione che non rispetterebbe appieno le regole europee. Secondo il senatore del M5S, occorre “bloccare il messaggio pubblicitario che non risponde alle raccomandazioni europee che vorrebbero le pubblicità limitate alla mera informazione che esiste l’offerta legale in modo che il cittadino si orienti verso un consumo non clandestino. La pubblicità non dovrebbe modificare la naturale propensione verso il gioco d’azzardo. Non dovrebbe invogliare. Le pubblicità che noi abbiamo sono tutte al di fuori di questi parametri e dovrebbero essere abolite”. Per il senatore, inoltre, i risultati raggiunti con gli ultimi provvedimenti sul gioco d’azzardo non sono soddisfacenti. “Non ci soddisfa, come si è detto ma non realizzato, il contenimento dell’offerta perché la riduzione delle slot è stata paradossalmente varata con una norma che in questo anno ha consentito l’aumento delle macchinette che ha superato le 430 mila unità - ha aggiunto -. Non ci soddisfa la limitazione parziale della pubblicità perché era già in atto un calo degli investimenti sui media tradizionali per andare sull’online e questo non viene toccato, nonostante sia un settore strategico in espansione dove si annidano sacche di illegalità e di interesse delle mafie”.

Al divieto di pubblicità, la Campagna chiede di affiancare anche l’utilizzo della tessera sanitaria per poter accedere ai giochi d’azzardo. Una proposta, ha spiegato Zappolini, che fa “capire che c’è un rapporto stretto tra azzardo e salute”, che permetta l’accesso ai dati unicamente al ministero della Salute e che rafforzi il divieto dei giochi ai minori. “Quello che i minori non giocano è una bufala - ha affermato Zappolini -. Sono molti i fenomeni sui territori che noi riscontriamo”. Non solo. L’utilizzo della tessera permetterebbe anche di tracciare i flussi finanziari andando a colpire il riciclaggio e consentirebbe di escludere dal gioco le persone dipendenti. Due proposte, quella del divieto e della tessera sanitaria, che verranno sottoposte all’attenzione del presidente del Consiglio con una lettera formale, ha concluso Zappolini. Lettera che verrà inviata anche alla presidente della Camera, al presidente del Senato e in copia ai capigruppo. (ga)

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