30 maggio 2016 ore: 15:11
Salute

Azzardo, il 77% delle sale da gioco chiuse applicando le leggi regionali

Sono 14 le regioni e due le province che hanno norme che regolano la distanza dai luoghi sensibili. Secondo una stima dei Monopoli, oltre 65 mila sale delle 84 mila esistenti è a meno di 500 metri da scuole. Con la loro chiusura lo Stato perderebbe 3,5 miliardi di introiti
Azzardo. Macchinette al bar

- MILANO - Sono 14 le regioni e due le province che hanno leggi sul gioco d'azzardo. Quasi tutte prevedono una distanza minima (da 300 a 500 metri) per le nuove sale da gioco da luoghi sensibili come scuole, chiese o impianti sportivi. Se tali norme fossero applicate anche alle sale esistenti ci sarebbe una loro riduzione fino al 77,7%. È quanto emerge da una stima dall'Agenzia per le dogane e i monopoli. "Se si considerano le sole scuole e si ipotizza l'applicazione generalizzata di distanze fino a 500 metri -scrive Alessandro Aronica, vice direttore dell'Agenzia-, i punti vendita interessati dai divieti risultano essere, su un totale di 84.093, rispettivamente 15.669 entro i 100 metri, 52.707 entro i 300 metri e 65.397 entro i 500". La chiusura di questi locali comporterebbe, inoltre, una diminuzione (nella peggiore delle ipotesi) di oltre 3,5 miliardi di euro di entrare fiscali (su 8,7 miliardi incassati nel 2015).

Dopo due anni di calo, il settore del gioco d'azzardo ha visto nel 2015 una ripresa. È innanzitutto cresciuto l'ammontare di quanto gli italiani complessivamente hanno puntato, pari 88,2 miliardi di euro, mentre nel 2013 e nel 2014 si aggirava intorno agli 84 miliardi. È aumentata, anche se di poco, la cifra di quanto hanno effettivamente perso (17,4 miliardi di euro, nel 2014 era stata 17,2 miliardi). Ed è andata meglio anche per lo Stato, che è passato dagli 8,2 miliardi di euro di introiti a 8,7 miliardi. (dp)

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