18 settembre 2015 ore: 16:17
Salute

Azzardo, Mettiamoci in gioco: “Basta pubblicità. Serve divieto come per il fumo”

Dopo le polemiche sulla notizia della vincita dei novelli sposi comparsa sul Corriere online, il portavoce della campagna, Armando Zappolini, chiede un segnale alla politica. “Legge su pubblicità è cartina di tornasole e si ridà libertà anche al mondo della stampa”
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ROMA – “Noi chiediamo che, in attesa di una legge quadro sul gioco d’azzardo, bisogna subito arrivare ad un divieto assoluto e immediato sulle pubblicità del gioco, come si fa per il fumo”. A rilanciare l’appello al mondo politico è don Armando Zappolini, portavoce della campagna Mettiamoci in gioco, dopo le polemiche scoppiate attorno ad una notizia pubblicata sulle pagine online del Corriere della sera. L’articolo riporta una vincita di diverse migliaia di euro da parte di due novelli sposi che ai regali di nozze avrebbero preferito 5 mila gratta e vinci. Tuttavia, il testo è così scarno di dettagli, in barba a tutte le buone regole del giornalismo, che ha fatto subito pensare ad una bufala. Ma il sospetto che ci sia qualcosa in più di una cantonata è diffuso tra le organizzazioni aderenti alla campagna. “E’ strana la concomitanza dell’annuncio della proposta di legge del divieto assoluto di pubblicità diretta e indiretta con questa notizia – aggiunge don Armando -. Uno degli strumenti più efficaci che usano queste aziende è proprio quella della notizia delle vincite, cioè la pubblicità indiretta. Fa parte del sistema del gioco. Il messaggio che arriva dalla notizia di una coppia che si è appena sposata e che ha questa vincita, induce molta gente a fare questa scelta, ma soprattutto induce le fasce meno capaci di difendersi ad arrivare ad un gioco compulsivo e per alcuni anche patologico”.

Solo mercoledì scorso, infatti, a Roma si è tenuta una riunione tra i responsabili della campagna e alcuni parlamentari dell'Intergruppo contro l'azzardo. Al termine dell’incontro la campagna si è schierata a favore del testo presentato dal deputato del Partito democratico, Lorenzo Basso, primo firmatario di una proposta di legge che prevede il divieto totale di pubblicità, diretta e indiretta, del gioco d’azzardo su tutti i media. “La legge sulla pubblicità è la cartina di tornasole – spiega Zappolini - che fa vedere chi è dentro e chi è fuori. Non ha bisogno di pareri di contabilità, perché non costa nulla. Anzi, con le multe magari arriva qualche soldo in più, se vengono riscosse”. Arrivare in tempi rapidi al voto sulla proposta Basso, per Zappolini, significa avere un segnale concreto da parte del governo Renzi. “La possibilità di arrivare velocemente a un voto su questa proposta di legge è per noi fondamentale – ha affermato Zappolini al termine dell’incontro dei giorni scorsi -  perché ci permette di ‘stanare’ il governo su questa questione. Il voto sul pdl Basso sarà anche una maniera per conoscere le posizioni di ciascuno e di ciascuna, precondizione necessaria per una discussione scevra da sospetti nel contesto di una legge quadro che può prendere come base il testo Binetti sul quale ci già ci eravamo impegnati”.

Nell’attesa che dalla politica arrivi un segnale, preoccupa il ruolo giocato dai big dell’informazione: l’articolo pubblicato sul Corriere della sera non è altro che l’ultimo campanello d’allarme. “Quando abbiamo presentato la campagna Mettiamoci in gioco nella sede dell’Ordine dei giornalisti a Roma – racconta Zappolini -, non c’era nessuna grossa testata. Sono tutte bloccate dalla pubblicità che fanno alle società del gioco. Ecco perché se si toglie la pubblicità si ridà libertà anche al mondo della stampa”. Per Zappolini, sono poche le testate che possono prendere una posizione. “Nessun grande giornale può parlare contro il gioco d’azzardo – spiega -. Fatte salve alcune testate, ma sono davvero poche, nessuno si espone perché gli editori non sono favorevoli. Se blocchiamo la pubblicità, ridiamo libertà a tutto un mondo che ora non ha libertà di parola”.(ga) 

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