17 novembre 2014 ore: 16:59
Salute

Azzardo patologico, in Umbria meno tasse per chi non installa slot machine

Nuova legge regionale per arginare il gioco patologico. Istituito un fondo di 120 mila euro per il 2014, un numero verde e sanzioni da 5 mila a 15 mila euro. Tra le altre cose, previste sostegno alle famiglie e formazione di associazioni e operatori e scuole
Gioco d'azzardo, giocatore disperato alle slot

PERUGIA - La Regione Umbria ha una legge regionale per fare argine al gioco d’azzardo patologico. Risultato di tre differenti proposte di legge provenienti da diversi gruppi politici, e con il contributo di Libera Umbria che ne ha seguito l'iter passo dopo passo cercando di migliorarlo il più possibile, il testo di legge “Norme per la prevenzione, il contrasto e la riduzione del rischio della dipendenza da gioco d'azzardo patologico” è stato approvato dal Consiglio regionale con 20 voti a favore, 1 no e 4 astenuti.

Pilastri del testo sono la prevenzione dell'insorgere di dipendenza da azzardo, il sostegno alle persone entrate nella dipendenza e alle loro famiglie attraverso un aiuto da parte delle strutture sanitarie, l'istituzione di un numero verde a cui segnalare le problematiche (sarà gestito dal servizio dipendenze di Foligno), il coinvolgimento e la formazione di associazioni e operatori del settore, l'informazione il più diffusa possibile a cominciare dalle scuole, la distanza di almeno 500 metri delle sale da gioco da scuole, centri per anziani e altre strutture vulnerabili: sono previste sanzioni da 5 mila a 15 mila euro, nonché chiusura delle sale da gioco o sigilli agli apparecchi per chi non rispettasse queste misure.

Sarà istituito il marchio regionale “No slot” per gli esercizi che rimuoveranno o sceglieranno di non installare apparecchi per il gioco lecito, con incentivazioni che prevedono l’abbassamento dell’aliquota Irap dello 0,92 per cento a chi non installa le slot, mentre l’innalzamento per gli esercenti che scelgono questo tipo di entrate e installeranno apparecchi per il gioco lecito. E la norma finanziaria è stata la più discussa in Consiglio regionale: si prevede una dotazione di 120mila euro, che non può quantificare con esattezza l'entità sia degli sgravi fiscali (meno 0,92 per cento dell'aliquota Irpef per i gestori che rinunceranno alle slot machine, potendo fregiarsi anche del marchio no-slot) sia degli aggravi (più 0,92) per chi le installa.

Per questi interventi è istituito il Fondo regionale per il contrasto alla dipendenza da gioco d'azzardo patologico, di 120mila euro per il 2014, dalle disponibilità della Programmazione socio-sanitaria dell'assistenza distrettuale e ospedaliera, in capo al bilancio regionale di previsione. Per gli anni successivi il finanziamento sarà determinato annualmente con legge finanziaria regionale.Alcuni consiglieri temono possibili rilievi della magistratura contabile sulla non precisa quantificazione delle somme e quindi degli eventuali oneri spettanti alla Regione.
Ma ha prevalso la volontà di non attendere ancora per l’approvazione di una legge che tocca uno degli aspetti, quello del contrasto all’azzardo appunto, sui quali negli ultimi mesi tanto si è spesa una bella fetta dell’associazionismo e gruppi spontanei di cittadini che, con varie iniziative e in ogni parte della regione, hanno manifestato la necessità di porre un argine al problema.

Fino alla definitiva introduzione nei Lea (Livelli essenziali di assistenza) delle prestazioni relative al gioco d'azzardo patologico, la Regione promuoverà lo svolgimento, da parte delle aziende sanitarie locali di iniziative, anche a carattere sperimentale, nei confronti di persone affette da dipendenza da gioco d'azzardo patologico e patologie correlate.
Per il presidente di Libera Umbria Walter Cardinali, che esprime soddisfazione per vedere che le istanze presentate sonno state recepite dal nuovo testo, si tratta di un primo passo importante, verso una strada che dovrà contribuire anche a togliere ossigeno al mercato dell’azzardo collegato alla criminalità organizzata. (ep)

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