25 luglio 2016 ore: 11:28
Società

Sostegno scolastico, il Tar di Caltanissetta sanziona Miur: 12 mila euro

Storica sentenza a Caltanissetta: i genitori di una bambina gravemente disabile avevano denunciato l’inadeguata assegnazione di ore da parte del Miur. Ora il pronunciamento del Tribunale. Anief: “Si risolva definitivamente la questione o seguiranno tante condanne come questa”
Sostegno scolastico: insegnante e ragazzina alla lavagna

ROMA - Il ministero dell’Istruzione “risparmia” sul sostegno. E il Tar lo condanna a un risarcimento di 12 mila euro. E’ l’ennesima sanzione che cade sulle spalle del Miur per la spinosa questione delle ore di sostegno, concesse in numero inadeguato. Ma il caso che arriva da Caltanissetta, seguito e riferito da Anief, è emblematico ed esemplare. Erano stati i genitori di una bambina gravemente disabile, iscritta alla scuola primaria, a denunciare ad Anief la mancata attribuzione delle ore di sostegno richieste dalla direzione didattica della scuola da lei frequentata e ritenuta congrua per assolvere doverosamente le sue necessità educative. Anief aveva preso in carico dunque la segnalazione, nell’ambito dell’iniziativa “Sostegno: non un’ora di meno!”, avviando una causa in tribunale contro il Miur. 

Storica la sentenza: “il Tribunale, accertata l’ennesima mancata tutela del diritto allo studio di un'alunna disabile grave, ha sanzionato sonoramente la condotta discriminatoria del Miur, ordinando l’immediata cessazione della condotta illegittima ed emettendo un provvedimento che, oltre a risarcire il danno subito dalla minore e quantificato in un totale che supera i 12 mila euro, si pone come pietra angolare nel sistema della tutela del sostegno didattico ai minori disabili”, riferisce Anief. 

Soddisfatto Marcello Pacifico, il presidente di Anief, che commenta: “Il Miur deve solo vergognarsi per aver pensato di fare ‘cassa’ in presenza di una bambina disabile che, attraverso i genitori, rivendicava solo il giusto diritto a un'istruzione adeguata alle sue necessità. Lo Stato ormai non ha più freni – continua -: sino agli anni passati cercava di risparmiare soldi sul sostegno agli alunni disabili negando in molti casi, per intero o parzialmente, le ore assegnate dai medici attraverso la diagnosi e dalle équipe che hanno prodotto il profilo dinamico-funzionale, sulla base delle reali esigenze educative poi confluite nel Piano educativo individualizzato. Da quest’anno la logica del risparmio ha toccato anche i casi di disabilità più grave. Con le famiglie degli alunni disabili messe di fronte ad un bivio: costrette a subire l’ingiustizia, oppure a rivolgersi ai giudici. Chi ha optato per questa seconda strada ha fatto bene – osserva Pacifico - perché i tribunali stanno dando piena ragione ai genitori degli alunni danneggiati. Anche nei casi in cui la sentenza arriva ad anno scolastico inoltrato, scatta un congruo risarcimento commisurato ai mesi in cui l'alunno non ha potuto usufruire del giusto apporto didattico e che raggiunge, a volte, anche i 10mila euro”. 

Ora, si guarda al futuro. “ci auguriamo che il ministero risolva davvero, in modo definitivo, il problema della carenza di organico sul sostegno – dice ancora Pacifico - In caso contrario – conclude - già a partire dai prossimi giorni, porteremo alla cognizione di tutti i Tribunali d’Italia casi identici a quello per cui oggi si è pronunciato il Tribunale di Caltanissetta, con conseguenti ingenti condanne al risarcimento dei danni a carico di un Ministero che si ostina a mantenere un organico nazionale di sostegno sottodimensionato del 30 per cento ”. 

Anief chiede, pertanto, a dirigenti scolastici, docenti e genitori di sorvegliare sin da subito sulla formazione delle cattedre che nelle prossime settimane verranno assegnate dagli uffici periferici del Miur alle scuole e soprattutto sulla corretta assegnazione delle ore di sostegno. Le premesse non sono positive, perché è notizia di queste ore che l’organico di fatto del prossimo anno scolastico è stato tagliato di 1.200 posti. Laddove risultassero delle discrepanze rispetto a quanto stabilito dalle Asl di competenza e dal Piano educativo individualizzato, vanno pertanto segnalate al sindacato aderendo all’iniziativa “Sostegno: non un’ora di meno!”.

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