4 giugno 2015 ore: 11:40
Immigrazione

Miglio, quinoa e papaya nel menù dei bambini: è la piramide alimentare transculturale

Iniziativa lanciata dalla Sip, Società italiana di pediatria, che ha l’obiettivo di far incontrare la dieta mediterranea con i sapori delle culture che vivono nel nostro paese. "Il pediatra deve diventare transculturale e indirizzare i genitori verso una alimentazione globalizzata"
Piramide alimentare transculturale - Sip

Roma – Imparare a conoscere culture e tradizioni diverse a partire dal menù dei più piccoli. E’ la piramide alimentare transculturale promossa dalla Sip, Società Italiana di Pediatria, in occasione del congresso nazionale di pediatria che si tiene a Roma fino al 6 giugno. Così accanto a pasta e riso, entrano nelle nostre cucine anche sorgo, miglio e quinoa; melanzane e pomodori insieme a germogli di bamboo e foglie di cassava, mele e arance con litchis e papaya. L’obiettivo è quello di far incontrare la dieta mediterranea, patrimonio culturale immateriale dell’umanità secondo l’Unesco, con i sapori delle altre popolazioni che vivono nel nostro Paese. Secondo la Sip, il messaggio che deve essere lanciato nell’anno dell’Expo è che "il cibo unisce" e l’integrazione deve cominciare dalla nostra tavola. 

“Migliaia di persone scappano dall’Africa e dal Medio Oriente per raggiungere l’Europa”, afferma Giovanni Corsello, presidente della Società Italiana di Pediatria, “dobbiamo occuparci soprattutto dei bambini, che sono la categoria più fragile, perché più degli adulti sentono il peso dello sradicamento dal territorio in cui sono nati. Vogliamo che possano ritrovare i loro gusti e i loro sapori nell’alimentazione in un contesto di equilibrio nutrizionale. Se vogliamo una società aperta a tutte le etnie, dobbiamo rispettarne le tradizioni e i costumi di provenienza”. In Italia vive circa un milione di minori stranieri regolari, pari al 10% della popolazione che ha meno di 18 anni. Le aree di appartenenza sono l’Europa centrorientale, l’Africa del nord, l’Asia, in particolare la Cina e l’America Meridionale.  La maggioranza di loro è nata in Italia e costituisce la “seconda generazione”. A questi si aggiungono i bambini stranieri irregolari che vivono in condizioni di maggior disagio sociale ed economico. 

“Il pediatra”, continua Corsello, “deve conoscere le tradizioni degli altri popoli e tenerne conto affinché possa garantire il soddisfacimento dei bisogni nutrizionali del bambino, nel rispetto delle esigenze culturali e religiose. Ad esempio, in alcune culture si pratica l’allattamento oltre il primo anno di vita ma questo può indurre carenze di alcuni nutrienti essenziali per la crescita e lo sviluppo. Corre rischi nutrizionali, anche, il lattante che sin dai primi mesi di vita assume latte vaccino a causa delle condizioni economiche in cui vivono alcune famiglie. I nostri bambini, invece, tendono a mangiare più zuccheri, proteine e grassi animali presenti in merendine e bevande zuccherate. Ciò comporta un rischio maggiore di andare incontro precocemente e in età adulta alle cosiddette Ncds (non communicable diseases) cioè obesità, diabete, ipertensione arteriosa, tumori”. Secondo Corsello anche il pediatra deve diventare transculturale: “Deve indirizzare i genitori verso una alimentazione globalizzata e saper suggerire una strategia nutrizionale facilmente attuabile in ogni parte del mondo”. 

Piramide alimentare transculturale - Sip

La piramide alimentare transculturale si basa su una elevata assunzione di verdura, legumi, frutta, noci, cerali integrali e pesce. Agli acidi saturi grassi del burro che a lungo andare provocano danni cardiovascolari dobbiamo preferire gli acidi grassi insaturi dell’olio di oliva. Inoltre, è consigliabile ridurre il consumo di carne, soprattutto rossa, e praticare almeno un’ora al giorno di attività fisica. In Italia solo un bambino su due adotta una dieta mediterranea e il numero decresce con l’aumentare dell’età. “La regola d’oro è quella dei 5 pasti al giorno”, spiega Elvira Verduci, consigliere nazionale della Società Italiana di Pediatria. “La prima colazione, il carburante per la mattina, dovrebbe assorbire il 15% delle calorie giornaliere: quella ideale è a base dilatte o yogurt parzialmente scremato, fette biscottate o pane integrale con marmellata o muesli o biscotti secchi o cereali integrali, e frutta fresca. Lo spuntino al mattino e la merenda di metà pomeriggio, che devono assicurare rispettivamente il 5% e il 10% delle calorie giornaliere, non vanno mai saltati perchéservono a non lasciare un lungo intervallo tra i pasti, evitando di arrivare a pranzo o a cena affamati. Nei due pasti principali, il pranzo (40% delle calorie) e la cena (30% delle calorie), devono essere presenti carboidrati, proteine, lipidi e fibre. Moltoimportante è un’assunzione giornaliera adeguata di acqua (pari a 1600 ml di acqua al giorno per bambini 4-6 anni e 1800 ml per bambini 7-10 anni)”. Altri consigli sono: preferire il latte parzialmente scremato, mangiare pane e cereali integrali e assumere almeno due volte al giorno frutta fresca.  La piramide transculturale sarà diffusa non solo negli studi pediatrici, ma anche nelle scuole e nelle comunità che accolgono la popolazione pediatrica multiculturale.

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