13 marzo 2014 ore: 12:30
Salute

Salute: i disturbi del comportamento alimentare

L’anoressia e la bulimia rientrano nei disturbi del comportamento alimentare (Dca). Difficile il reperimento dei dati. Secondo quanto riferisce il centro di documentazione dell’Euripses la diffusione maggiore dell’anoressia,

In Italia il 5% della popolazione (3 milioni di persone) soffre di disturbi del comportamento alimentare-dca (anoressia, bulimia e obesità psicogena). I dati sono dell’Associazione per lo studio e la ricerca su anoressia, bulimia, obesità e disordini alimentari (Aba) e del ministero della Salute. Oltre il 90% di chi soffre di questi disagi è di sesso femminile; più del 3% presenta una problematica di anoressia-bulimia conclamata e la percentuale risulta in costante aumento. L’età dei nuovi ammalati di anoressia e bulimia è tra i 12 e i 25 anni, ma c’è un preoccupante allargamento delle fasce di età che riguarda, secondo l’Aba e l’Istat “in particolare le bambine prepuberi e le donne in età di menopausa”. Oltre 9 mila nuove persone si ammalano ogni anno; di queste, 3.500 di anoressia e 6 mila di bulimia. 

Sono 600 mila i minori (età inferiore ai 14 anni) con disturbi del comportamento alimentare, secondo i dati di una ricerca avviata nel 2012 dal ministero della Salute in collaborazione con la Regione Lombardia e chiusa a febbraio 2014 sui “fattori predittivi e le caratteristiche psicopatologiche dei disturbi del comportamento alimentare in età adolescenziale e preadolescenziale”. 
Il campione analizzato è di 1.380 pazienti tra gli 8 e i 17 anni, provenienti da sei diversi centri di cura italiani: prevalgono le femmine sui maschi malati e rappresentano il 20% del totale delle persone con Dca. 
Il 70% dei pazienti censiti ha una diagnosi di anoressia nervosa (An), il 16% di bulimia nervosa (Bn), il 7% di disturbo da alimentazione incontrollata (Dai) o Binge Eating Disorder e il restante 7% di “disturbi del comportamento alimentare non altrimenti specificati” (Danas, nell’acronimo inglese Ednos). 
Inoltre, nel 63% dei giovani pazienti sono presenti altre patologie (disturbi fobico-ossessivi, depressione, attacchi di panico, dis-controllo degli impulsi e forme di autolesionismo come tagliarsi o strapparsi i capelli).
 
I fattori che predisporrebbero all’insorgenza dei Dca: il “perfezionismo clinico” è presente nel 75% dei casi di anoressia; la presenza di eventi traumatici (in particolare abusi o molestie sessuali) è collegata all’esordio precoce di tali patologie ed è presente nel 38% dei casi. In età infantile si rilevano altri disturbi del comportamento alimentare che precedono la patologia, come i “disturbi selettivi dell’alimentazione” (38%) e la disfagia psicogena (27%).
 
Il 38% dei casi ha riscontrato difficoltà nella gestione delle emozioni da parte dei familiari e con una diffusa scarsa capacità affettiva nel 48% dei casi. Molto alto è lo stress nella famiglia a seguito della malattia del figlio (nel 68% dei casi con livelli elevati) e questo rende assai importante il lavoro di sostegno e supporto per i familiari, senza il quale l’intera famiglia entra “in blocco emotivo”.
 

Nei maschi il fenomeno dell’anoressia viene chiamato ‘bigoressia’, disturbo nella percezione del proprio corpo che si vorrebbe vedere più muscoloso (come la ragazza anoressica vorrebbe vederlo più magro). La ‘bigoressia’ coinvolge tutta una serie di persone ossessionate dalla massa muscolare, che vivono di anabolizzanti e integratori, mangiano pochissimo, passano la maggior parte del loro tempo in palestra e si vergognano di farsi curare accettando, di fatto, la loro malattia.

La "drunkoressia"

Il fenomeno della drunkoressia dalle parole "anoressia" e "drunk", ovvero "ubriaco" in inglese, sta a indicare lo stato di ebbrezza causato dall'alcol, specie a stomaco vuoto.
Secondo i dati del ministero della Salute, i drunkoressici in Italia sono già diventati 300 mila nel 2012. Hanno prevalentemente tra i 14 e i 17 anni, 8 su 10 sono femmine. Ma il loro numero è in costante e vertiginoso aumento, tanto che secondo gli esperti tra 10 anni non ci saranno neppure differenze di genere tra maschi e femmine.
Si tratta di adolescenti che cercano di limitarsi nel mangiare, escono di casa al sabato sera, o per altre occasioni con amici, praticamente a stomaco vuoto. Ma una volta raggiunto un locale iniziano a bere, per raggiungere quel grado di euforia che altrimenti non avrebbero. E per compensare le calorie "risparmiate" del mancato pasto, con qualche bicchiere di alcolico in più.
Secondo gli esperti si tratta di una pratica autolesionistica che rientra pienamente nei disturbi alimentari, al pari di bulimia e anoressia "tradizionali". Ciò che va di moda non è bere più alcol ma sballarsi in generale, l'alcol quindi è solo un mezzo, ricorda l'Istat. Si tratta di giovanissimi, tra i 14 e i 17 anni, e dei giovani adulti, tra 18 e 24 anni, le categorie per le quali dal 2000 è aumentata l'abitudine a bere fuori pasto, passando rispettivamente dal 14 al 17% e dal 34 al 42%.

Libri

Anoressia, bulimia, obesità. Disturbi dell'alimentazione e del peso corporeo da 0 a 14 anni