31 marzo 2017 ore: 16:05
Immigrazione

Migranti, per il sindaco di Bologna “serve un secondo Hub”

Virginio Merola invita il Prefetto ad “andare alle riunioni dei sindaci, dando un’indicazione”. E sui migranti per strada al termine del Piano freddo: “Quelli che ne avranno diritto saranno ricollocati”
Hub Bologna

BOLOGNA - Sull’accoglienza dei migranti Bologna non accusa emergenze particolari ma, a differenza di altri, sta facendo la propria parte. Serve comunque un nuovo hub, al di là del centro per i rimpatri che potrà sorgere a Modena. Intanto, anche il prefetto Ennio Mario sodano, magari, provi a cambiare metodo. Lo dice il sindaco Virginio Merola, tornando oggi sul tema a margine di una conferenza stampa. “Inviterei il prefetto, che oggi mi ha detto che condivide le nostre scelte, ad andare alle riunioni dei sindaci, se posso permettermi, dando un’indicazione. Perché se facciamo le riunioni dei sindaci chiedendo ‘chi è che è disponibile a fare l’hub’, credo perdiamo tempo. Bisogna – scandisce Merola – assumersi delle responsabilità, il prefetto lo condivide e il ministero pure”. Si parte dall’allarme di questi giorni secondo il quale ormai Bologna è al limite, senza dimenticare che ieri un gruppo di immigrati ha manifestato in città perché, col termine del piano antifreddo, si ritroverà senza un tetto. “Saranno ricollocati – si riferisce Merola a questi ultimi – quelli che ne avranno diritto, credo che la questione si risolverà. Ma Bologna non è che sia ‘piena’, Bologna rispetta gli impegni e fa la propria parte. Sulle previsioni di rifugiati da accogliere noi siamo già in sovrannumero, ma questo non significa che sia un’emergenza che non sosteniamo”. Quello che non va bene, accusa invece il sindaco, è il fatto che “non stanno facendo tutti la propria parte: Bologna ha un hub e rispetto alle previsioni di arrivi, ancora in aumento, occorre che, insieme a prefetto, ministero e Regione, si individui un altro centro di accoglienza straordinaria, un altro hub di accoglienza per farvi fronte”.

Anche perché “i Comuni stanno aderendo volontariamente all’accordo Sprar: ma si occupano della seconda accoglienza, abbiamo bisogno quindi di un altro luogo di smistamento. E questo – precisa Merola – senza dire che ‘sfugge il controllo’: dico solo che non è giusto che solo Bologna e la Città metropolitana facciano la propria parte”. Sul nuovo hub, comunque, il primo cittadino precisa che “non stiamo parlando di Modena, perché Modena sta discutendo la disponibilità di un nuovo centro per il rimpatrio; bisognerà trovare una collocazione in modo che, se facciamo davvero tutti la nostra parte, questa questione possa essere gestita”. Il sindaco metropolitano assicura di non ritenere, in ogni caso, che i suoi colleghi siano ‘chiusi’ o restii: “Non è che i sindaci siano poco accoglienti, ma bisogna uscire dall'indeterminatezza. Si e' fatta confusione tra prima e seconda accoglienza: la prima è di competenza delle Prefetture, ed è chiaro che un prefetto degno di questo nome vuole condividere in merito coi sindaci. Però – insiste Merola sui summit da rendere più concreti – bisogna che arriviamo a questa riunione, perché ci sia una reale condivisione con l'indicazione di un luogo. Altrimenti proprio non funziona, serve dunque un indirizzo”. Merola ne approfitta per anticipare che, lunedi', ci sarà una conferenza stampa dove “spiegheremo che la Città metropolitana, sulla seconda accoglienza impostata da ministro Minniti, è la prima in Italia ad avere approvato l’accordo sul sistema Sprar: su 43 Comuni, 41 hanno già aderito. Un dato eccezionale nel panorama italiano, che va valorizzato”. (Dire)

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