8 settembre 2015 ore: 18:06
Società

Lettera alla Meloni, a rischio il presidente dell’Unar. La solidarietà dell’Arci

Dopo la protesta della leader di Fratelli d’Italia, possibili conseguenze per direttore dell’Unar Marco De Giorgi. L’Arci: “Ci auguriamo che non prevalgano ancora gli interessi della cattiva politica ma quelli dei cittadini e delle istituzioni democratiche”
Giorgia Meloni

ROMA - L’Arci esprime solidarietà al direttore dell’Unar (Ufficio nazionale antidiscriminazioni razziali). Scrive l’associazione in una nota: “Apprendiamo da fonti giornalistiche che il direttore dell’Unar, Marco De Giorgi, sarebbe stato sottoposto a procedimento disciplinare e il rinnovo del suo incarico sarebbe fortemente a rischio a causa di una lettera inviata alla presidente di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni per le sue affermazioni pubblicate da un quotidiano online”. Nella lettera la Meloni viene invitata a considerare l’opportunità per il futuro di trasmettere alla collettività messaggi di diverso tenore. Un invito che, secondo l’Arci, “rientra dunque appieno nelle competenze assegnate all’Unar, che deve vigilare e intervenire nel caso ravvisi l’esistenza di fenomeni o comportamenti discriminatori. La parlamentare l’ha però presa malissimo, si è rivolta al presidente del consiglio e addirittura ha chiesto di essere ricevuta dal presidente della Repubblica, sostenendo di essere stata vittima di censura e inscenando una protesta con tanto di bavaglio davanti a Palazzo Chigi”.

Ricordiamo che, nella lettera al presidente della Repubblica, Giorgia Meloni affermava: “In sostanza scopro che esisterebbe un ufficio del governo capitanato da un burocrate di stato, consigliere Marco De Giorgi, che si arroga il diritto di sindacare - ed eventualmente censurare - le opinioni espresse delle persone, parlamentari compresi. Ne rimango scioccata”. La parlamentare aveva dunque denunciato le pressioni subite, considerate una sorta di censura, e manifestato imbavagliata, lanciando poi sui social l’hashtag #bavagliodistato. Afferma oggi l’Arci: “Il presupposto è il solito: i politici possono permettersi tutto, mica sono normali cittadini suscettibili di richiami! Anche se molto garbati come in questo caso. E Renzi si è prontamente schierato dalla parte della Meloni, condividendone evidentemente la convinzione che un parlamentare può dire ciò che vuole senza conseguenze e meditando di far fuori il responsabile di un simile sgarbo”.

Per l’Arci “la vicenda dimostra una volta di più quanto sia importante garantire che l’Ufficio antidiscriminazione sia effettivamente un organismo indipendente, così come prevede la Direttiva europea che lo istituisce e rispetto alla quale l’Italia è inadempiente, poiché ne assegna la responsabilità alla presidenza del consiglio. L’Arci, che ha avuto modo di collaborare in più occasioni con De Giorgi, apprezzando la correttezza e la serietà con cui ha portato avanti il suo incarico, non può che esprimergli la propria solidarietà, augurandosi che non prevalgano ancora una volta gli interessi della cattiva politica ma quelli dei cittadini e delle istituzioni democratiche”.

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