18 luglio 2018 ore: 13:13
Non profit

Impresa sociale, arriva il decreto correttivo. Forum: "Un sospiro di sollievo"

A pochi giorni dal termine ultimo per apportare modifiche al testo, il Consiglio dei ministri ha approvato le disposizioni integrative al decreto legislativo sull’impresa sociale. Claudia Fiaschi: “Ora si proceda anche all’adozione di un primo correttivo del Codice del terzo settore”

ROMA - Impresa sociale, arriva il decreto correttivo dal Consiglio dei ministri e il Forum del terzo settore può tirare un “sospiro di sollievo”. Le “Disposizioni integrative e correttive del decreto legislativo 3 luglio 2017, n. 112”, infatti, arrivano a pochi giorni dal termine ultimo per apportare le modifiche al testo. Ai timori delle organizzazioni del Forum ha risposto, quindi, il decimo Consiglio dei ministri a Palazzo Chigi, conclusosi ieri, martedì 17 luglio 2018, nel pomeriggio. 

Cosa prevede il decreto correttivo. A quanto riporta il comunicato del governo diffuso al termine del Consiglio dei ministri, il testo parla di “interventi correttivi e integrativi” che riguardano in primo luogo “l’utilizzazione dei lavoratori molto svantaggiati e dei volontari, l’adeguamento degli statuti delle imprese sociali e le misure fiscali e di sostegno economico”. In tale quadro, aggiunge la nota di Palazzo Chigi, “si prevede, tra l’altro, l’introduzione di un limite temporale di 24 mesi, a partire dalla data di assunzione, ai fini del computo della quota di lavoratori definiti “molto svantaggiati” dipendenti dell’impresa sociale”. Tra le integrazioni, anche “l’inserimento di una clausola di salvaguardia della normativa in tema di società cooperative - si legge nella nota -, volta a garantire che le operazioni straordinarie avvengano nel rispetto delle finalità tipiche e dell’identità specifica dell’impresa sociale in forma cooperativa e l’introduzione di limiti più stringenti all’impiego di volontari nelle imprese sociali, con la previsione che l’azione dei volontari stessi debba essere aggiuntiva e non sostitutiva di quella dei lavoratori impiegati”.

Il testo prevede anche interventi correttivi sul versante fiscale, “tra cui la previsione della non imponibilità delle somme destinate al versamento del contributo per l’attività ispettiva e delle somme destinate a riserva - specifica la nota - e, al contempo, della imponibilità di qualsiasi distribuzione di utili ai soci, anche qualora ciò avvenga sotto forma di aumento gratuito del capitale nei limiti delle variazioni Istat”. Tra le modifiche, anche quelle che riguardano “la disciplina degli investimenti nel capitale delle imprese sociali - si legge nel comunicato di Palazzo Chigi -, per precisare che gli investimenti agevolabili devono essere eseguiti dopo l’entrata in vigore del decreto legislativo 3 luglio 2017, n. 112, e che la qualifica di impresa sociale deve essere acquisita da non più di cinque anni. In questo modo, la disciplina viene allineata a quanto previsto dalla normativa sulle start-up innovative (art. 25 del decreto legge n. 179 del 2012), già approvata da parte della Commissione europea”. Inoltre, si amplia da 12 a 18 mesi il termine entro il quale le imprese sociali già costituite devono adeguarsi alla nuova disciplina.

Un sospiro di sollievo. Per il Forum del terzo settore, che ha commentato l’approvazione del decreto, il testo “contribuirà ad aprire una nuova stagione” per il terzo settore. “A pochissimi giorni dal termine ultimo per apportare al testo le necessarie modifiche, tiriamo un sospiro di sollievo per questo tassello fondamentale che si aggiunge al completamento della riforma del terzo settore - dichiara Claudia Fiaschi, portavoce del Forum -. L’impresa sociale rappresenta un modello economico alternativo con un grande potenziale di innovazione sociale e una soluzione, unica nel suo genere, per la costruzione di partenariati tra diversi soggetti mettendo l’economia al servizio della comunità”. Per Fiaschi, le norme contenute nel testo approvato“solleveranno le tante realtà di terzo settore interessate dalle preoccupazioni riguardo, ad esempio, la scadenza per apportare le modifiche agli statuti, ora prorogata al 20 gennaio 2019, e diversi aspetti fiscali, inizialmente penalizzanti”. Il decreto correttivo, inoltre, apre alle ex Ipab la possibilità di essere annoverate tra le imprese sociali, aggiunge il Forum, e prevede che il ristorno ai soci non sia considerato distribuzione degli utili. Il decreto sull’impresa sociale, però, non chiude ancora tutta la partita della riforma complessiva del terzo settore. “Ci auguriamo vivamente che, così come avvenuto per l’impresa sociale si proceda anche all’adozione, nei tempi prefissati, di un primo correttivo del Codice del Terzo settore - conclude Fiaschi -, che preveda, tra l’altro, la proroga dei termini per la modifica degli statuti degli enti. Misura, questa, che si rivela necessaria in quanto ad oggi non ci sono ancora le condizioni per prendere decisioni rispetto a quale modello statutario adottare”.