31 gennaio 2019 ore: 12:30
Economia

Povertà infantile. Nasce un nuovo network “dalla parte dei bambini”

Fondazione L’Albero della Vita, Consiglio Ordine degli assistenti sociali e Acli insieme per promuovere l’inclusione e il benessere dei minorenni in Italia. Adesioni aperte, entro marzo la formalizzazione. Gazzi (Cnoas): “Su Reddito di cittadinanza il Parlamento ascolti chi opera nel campo da decenni”
Povertà infantile. Bimba cammina di spalle

ROMA - “Il Reddito di Cittadinanza grande opportunità, ma va recuperata la centralità dei bisogni dell’infanzia”. Con questo appello nasce in Italia un nuovo network di organizzazioni per favorire l’inclusione e il benessere dei minorenni in povertà. Fondazione L’Albero della Vita, Consiglio dell’Ordine degli assistenti sociali (Cnoas) e le Associazioni Cristiane Lavoratori (Acli): queste le sigle che ieri, nella sede del Consiglio dell’Ordine degli assistenti sociali ha dato vita al nuovo soggetto, i cui lavori erano già iniziati alcuni mesi fa con l’intento di “far sì che i bambini possano tornare protagonisti della scena pubblica - spiega una nota del network -, diventino centrali nella definizione delle politiche pubbliche, nella progettazione dei sistemi locali e dei programmi che coinvolgono le famiglie”. 

Affianco all’Alleanza contro la povertà, il cartello di organizzazioni sociali e sindacati che ormai da anni si batte per migliorare le politiche di welfare a favore dei poveri in Italia, si aggiunge così una nuova realtà che si occuperà, quindi, in modo esclusivo di un fenomeno dai dati davvero preoccupanti. “In Italia i bambini in condizione di povertà assoluta sono un milione e 208 mila - continua la nota -, il 12,1 per cento dei minorenni. Un bambino che vive in questa condizione sarà un cittadino tendenzialmente più esposto ai processi di esclusione: per questo è indispensabile definire con grande attenzione i bisogni centrali del bambino e soprattutto i giusti approcci della relazione di aiuto che possano realmente portare un cambiamento nella vita dei bambini e delle loro famiglie”. 

Sul tema, non manca l’attenzione della politica, visto l’ammontare delle risorse stanziate dal governo, nonostante le tante domande sul destino e sull’efficacia del Reddito di cittadinanza. Tuttavia, secondo i promotori del nuovo network occorre una maggiore attenzione all’infanzia. “Con l’avvio del Reddito di Inclusione, si erano fatti passi utili in questa direzione. Ora il Rei sta per essere sostituito dal Reddito di Cittadinanza, un nuovo strumento che dispone di un finanziamento molto importante, anche se la misura va migliorata nell’ottica di una presa in carico più efficace per garantire ai cittadini l’uscita definitiva dalla trappola della povertà”, spiega Gianluca Budano della presidenza nazionale delle Acli. “È indispensabile che non vada persa la centralità degli interventi sui minorenni e sulle famiglie con particolare riferimento al benessere dei bambini nella sfera dell’istruzione, della salute e della socialità”, aggiunge Ivano Abbruzzi presidente della Fondazione L’Albero della Vita. 

Il nuovo network “vuole raccogliere il sapere e l’esperienza di tutti coloro che lavorano nel campo del contrasto alla povertà minorile - aggiunge la nota -, per sviluppare sul piano nazionale una piattaforma strategica basata su un approccio completo ed integrato, mettendosi a disposizione fin da subito per sostenere tutte le istituzioni che vogliano intervenire per impedire che gli scenari futuri del nostro Paese siano condizionati da mancanze ed errori di visione”. Un nuovo soggetto dalle porte aperte: l’obiettivo, infatti, è “raccogliere le adesioni del mondo associativo e professionale già impegnato in questa direzione con l’obietto di arrivare alla sua formalizzazione entro il mese di marzo”. Intanto, al governo i soggetti promotori chiedono che “la discussione parlamentare per la conversione in legge del decreto sul Reddito di Cittadinanza - conclude Gianmario Gazzi, presidente Cnoas -, sappia ascoltare le istanze di chi opera nel campo da decenni e conosce le infinite problematiche che caratterizzano i nuclei familiari in condizione di povertà, in special modo quando sono presenti figli di età minore”.

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